LA BELLEZZA NASCE DALLA FEDE

Mc 11, 22-25 Gesù allora disse loro: «Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senz...

Mc 11, 22-25


Gesù allora disse loro: «Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati». 

«E quindi, uscendo di casa con i pantaloni della tuta e il K-way, due scatole di arenicole a testa –Molti giovani ancora pregano: qualche frase imparata da bambino, qualche invocazione che resta tra i denti, qualche chiamata in causa di Dio nelle vicende della vita, qualche grido soffocato tra l’imbarazzo e l’affidamento. Affiora alla bocca e al cuore qualche: “pensaci tu, ho bisogno di te, perdonami, non mi lasciare solo”.

Sono il punto di arrivo di una ricerca, la conclusione di una delusione, l’affido in una difficoltà, la richiesta di sostegno per una sofferenza. E’ accompagnata da tanti perché, è alternata a desideri e sogni, deve fare i conti con troppa autosufficienza, ma affiora all’anima. Ebbene Gesù vuole aiutare i suoi apostoli a pregare, ma la prima cosa che lega alla preghiera con un filo indistruttibile è la fede. Tutto quello che domandate nella preghiera abbiate fede di ottenerlo e l’avrete.
La vostra preghiera non deve essere uno dei tanti tentativi che fate, una sorta di ultima spiaggia dopo che le avete tentate tutte, una specie di resa all’impossibile che può risultare magico, ma è un atto di affidamento, un consegnarsi a Dio sicuri di essere ascoltati, di averlo come padre che non aspetta altro per donarti ciò che fa parte del tuo progetto di vita. Non dubitare, non significa che tu non devi accampare dubbi filosofici, tentennamenti di convenienza, motivi culturali, plausibilità razionale del gesto che compi; significa  solo che Dio è il centro della tua vita e a Lui ti affidi, lui fai diventare custode della tua vita, allenatore insistente che ti dà coraggio, che ti dice di non mollare. Talvolta urla, ma lo fa solo per renderti più vicino ai suoi doni.
Talvolta sembra che non ti ascolti perché  sei tu il primo che non è convinto della bontà e necessità di quello che chiedi, che non credi di averne assoluto bisogno, che orienti la vita al caso, alla fortuna, alla sorte. Non crederai di svegliare un Dio addormentato con le tue preghiere o di fargli sapere cose che Lui non sa, o di ammaliarlo con la tua insistenza. Deve crescere mentre preghi la tua fiducia in Lui, la tua decisione di fare di Lui il tuo vero padre, di considerarlo sempre coinvolto nella tua vita.
Papa Giovanni Paolo II a chi gli chiedeva: chi sono io per te papa Giovanni? Rispondeva con delicatezza, ma con decisione: Tu sei un pensiero di Dio, Tu sei un palpito del cuore di Dio. Avere dentro di noi questa verità ti dà una forza nella vita, di dà una certezza di non essere abbandonato al caso, ti dà una carezza che supera ogni delusione di non ottenere ciò che vuoi o che chiedi, perché ti fa sentire in un rapporto unico e decisivo con Dio. La fede è anche questo, è soprattutto questo prima di essere un elenco di verità a stratte odi precetti costringenti. Solo a partire da questa fede nascerà poi tutta la bella esperienza della vita cristiana.

Domenico Sigalini
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