CUBA, RINASCONO I SOGNI

Un nuovo cammino politico a 60 anni dalla Revolucion Ha preso il via il 12 luglio il primo collegamento marittimo tra Miami e Cuba dai...

Un nuovo cammino politico
a 60 anni dalla Revolucion


Ha preso il via il 12 luglio il primo collegamento marittimo tra Miami e Cuba dai tempi della Baia dei Porci e dell’embargo, voluto da Kennedy e ancora in atto; la società marittima International Port Corp ha deciso di iniziare una linea internazionale tra il porto di Miami e quello de L’Avana per portare aiuti umanitari sull’isola. Ha detto un funzionario della compagnia che intendono rispondere a richieste di gruppi religiosi e di privati, che desiderano inviare a Cuba medicinali, alimenti confezionati, vestiti, elettrodomestici: Ne hanno bisogno soprattutto abitanti dei pueblos, lontani e isolati dalle città, ma anche i poveri delle periferie urbane, anziani, bambini, immigrati . Possono portare qualsiasi cosa, senza però venderla a privati o commercianti.
La nave Ana Cecilia salperà ogni mercoledì con dieci persone di equipaggio e potrà trasportare fino a sei tonnellate di materiali al costo di 5,99 dollari ogni mezzo chilo. Il primo carico, arrivato il 12 luglio a L’Avana, è stato un successo: c’erano perfino – annotano le cronache della stampa locale – materassi ortopedici, una sedia a rotelle elettrica, inviata da un cubano residente negli USA ad un suo anziano parente che non può camminare. Il viaggio dura sedici ore e dal 11 luglio l’equipaggio non può scendere a terra a causa del colera, che ha già contagiato migliaia di persone e causato vittime, almeno tre, come ammette il governo, ma tutti ne pensano di più.
Si discute sulle causa del colera: secondo il ministero sarebbe l’inquinamento del sistema idrico, dovuto a un massimo di piogge e alle alte temperature dell’inizio di luglio. Almeno 8000 persone sono evacuate d’urgenza nella provincia di Sancti Spiritus a causa delle intense precipitazioni, che in 72 ore hanno riempito il lago artificiale della diga di Zaza, la più grande del paese, raggiungendo il livello di guardia.
Interessante il Progetto, voluto da Raoul Castro, “Arca di Noè II” con l’invio a Cuba di 150 animali dalla Namibia, appartenenti a 23 specie, tra cui leoni, elefanti, rinoceronti, antilopi e leopardi, che dalla savana saranno trasportati via aerea a L’Avana, dove verranno ospitati nello zoo, un parco naturale con 850 esseri viventi in cattività, ma allo stato brado in 342 ettari di estensione.

Il pellegrino della carità
L’intuizione di Benedetto XVI è andata oltre a ogni timore di urtare sensibilità individuali e pregiudizi . Si è rivolto a tutti come persone, degne del massimo rispetto, proponendo di ricambiare l’amore verso gli altri, Ma a nessuno è sfuggita l’intenzione di promuovere la democrazia, condizione per i rapporti tra stato e Chiesa e lo sviluppo economico e sociale.«Vengo a voi come pellegrino della carità» ha detto all’aeroporto di Santiago di Cuba. Con trasparente riferimento agli esuli, ha sottolineato di portare nel cuore “ le legittime aspirazioni e i legittimi desideri di tutti i cubani, dovunque si trovino “. Era presente un gruppo di esuli della Florida. «Sono convinto – ha aggiunto – che Cuba in questo momento così importante della sua storia sta guardando già al domani e per questo si sforza di rinnovare e ampliare i suoi orizzonti». E inoltre «c’è maggiore collaborazione tra Stato e Chiesa, benché rimangono ancora molti aspetti nei quali si può e si deve avanzare».

Hasta siempre Cuba !!!
Il saluto del Papa è un esplicito invito a continuare con coraggio il cambiamento in corso.
L’onorevole Caridad Diego Bello, capo dell’ Ufficio per l’attenzione degli affari religiosi ha ricevuto nella sede del Comitato centrale del Partito don Antonio Tarzia di Jesus con Eusebio Leal Splengher, histonador de la ciutad e il professor Luciano Vasapollo, docente a L’Avana e alla Università La Sapienza di Roma, che pubblicherà con ls Jaca Book la ricerca Cuba, Socialismo e Benedetto XVI.
Eusebio Leal Splrngher, oltre che architetto e storico della città, è un intellettuale cattolico di primo piano, vicino tanto al Governo quanto alla Chiesa cattolica de L’Avana. Ha spiegato all’inviato di Jesus i criteri della ricostruzione urbanistica, non solo architettonici ed estetici, ma anche politici e scientifici, “ perché L’Avana sta diventando la più bella città dell’ America Latina, perla culturale del Patrimonio universale dell’Unesco.”
I motivi dell’ attuale rapido sviluppo di Cuba sono indicati da Leal nel turismo, nella qualificazione professionale dei medici e nella solidarietà a vantaggio di tutti, soprattutto dei più deboli e poveri.

la Cuba sperata di domani
Un turismo nuovo, diverso da quello consumistico, fretta noia spese e violazioni morali. Il fenomeno è antico e presuppone sempre un confronto, perché l’ospite vuole vedere, divertirsi, passare il tempo in modo piacevole, diverso da quello del suo paese: è quindi fondamentale creare spazi adatti e non in città, che deve mantenere il proprio volto familiare ed essere vissuta dai cubani, come una volta. “ Siamo poveri, è vero – continua Leal – ma riteniamo che la povertà abbia dignità quando viene accompagnata dalla solidarietà. Secondo tale intuizione è il Progetto di restauro de La Habana Vieja, in cui non si tiene conto solo dell’aspetto monumentale, ma intende trasmettere alla gente una buona notizia, una parola di conforto, perché nel centro storico le persone vivono a volte in condizioni molto difficili e i cubani si esprimono a loro modo, in forme istintive, ma sincere e che si immedesimano negli altri.

Al turismo sono annesse iniziative di carattere tecnico e culturale. Per 12 anni con i convegni programmati dall’Anec (Associazione nazionale economisti cubani) si sono svolti incontri storici, sensibili alla difesa dell’ambiente e alla promozione umana con la presenza di numerosi studiosi e scienziati, ricercatori e letterati con punte di 2.500 presenti da 80 Paesi.
Un’alleanza commerciale e in politica economica e finanziaria si è stabilita tra Cuba e Venezuela, cui si sono aggiunti Bolivia, Nicaragua ed Equador e osservatori permanenti di altri stati, per cui sono una dozzina dell’ Albo (Alleanza boliviana dei popoli di Nuestra America). Sono accaduti previsti atti di prepotenza e interessi particolari, ma l’intervento di Benedetto XVI ha proclamato con forza che se vogliamo la pace dobbiamo proporre una politica di solidarietà. Cuba ha già iniziato dopo il terremoto ad Haiti, dove ha portato una missione medica, che fornisce assistenza sanitaria al popolo di quella terra martoriata. Così Cuba ha inviato aiuto nel Centro America, per il terremoto in Pakistan.
Afferma Antonio Tarzia: «La Cuba sperata di domani cresce così sulle radici storiche della bellezza a misura d’uomo, fruita e cantata ieri ed è tutto il popolo che avanza, che ritrova una nuova identità nella solidarietà laica e nella spiritualità religiosa».

Una rivoluzione della speranza
Rivoluzione e religione nella storia di Cuba e di altri popoli (Francia, Russia, Cina, Messico, Corea, Senegal…) sono state vissute tra conflitti e violenze.
La on. Caritad Diego Bello nel suo ufficio, con davanti i pennoni imbandierati di Cuba, che nei giorni della visita del Papa fanno corona alla bandiera vaticana, bianca e gialla con lo stemma pontificio delle chiavi incrociate, ha spiegato al prof. Luciano Vasapollo. Il cambiamento politico a Cuba è iniziato dalla modifica della Costituzione nel 1992, quando è stato ratificato che lo Stato riconosce e rispetta la libertà religiosa. Viene assicurata così la possibilità a ciascun cittadino di cambiare il suo credo o di non professarne nessuno.
In questi anni sono crollate barriere e confini ed è cresciuta la fiducia reciproca tra le istituzioni governative e le organizzazioni sociali con le associazioni religiose. «Abbiamo fatto una lunga strada – conclude – ma c’è ancora molto da fare».
La caratteristica di questa nuova rivoluzione è chiamata Ecumenismo civile:, che significa incontro con tutti. Migliaia di rappresentanti e leader di diverse religioni sono andati a Cuba a incontrare i credenti. Ha aperto la strada Giovanni Paolo II nel 1998, il Card. Bertone nel 2008 per la beatificazione di padre Olallo a Camaguey, a cui ha assistito Raul e tante altre visite di cardinali e superiori generali o provinciali degli ordini femminili e maschili, che operano a Cuba, come le Figlie della carità di Madre Teresa di Calcutta, le suore di Sant’Egidio e il viaggio in marzo di Benedetto XVI, accolto con il massimo affetto e rispetto.
I Patriarchi della Chiesa ortodossa greca e russa hanno partecipato assieme a Fidel e a Raoul alla consacrazione delle loro rispettive cattedrali.
Inoltre anche i rappresentanti delle Chiese Riformate episcopaliane, battiste, metodiste sono intervenute a incontri di dialogo e conoscenza reciproca.
Afferma infine Caridad Diego Bello: «Abbiamo il dovere di continuare a eliminare qualsiasi pregiudizio che impedisca la condivisione della virtù e della difesa della nostra Rivoluzione, a tutte e tutti i cubani, credenti o meno, poiché come diceva Fidel non esistono contraddizioni tra i propositi della religione e quelli del socialismo».
Nella Plaza de la Revolucion a L’Avana, dove il Papa ha celebrato la Messa, si notano i segni del nuovo corso di Cuba, le tre immagini gigantesche del Che, di Camillo Torres e della Virgen de la caridad del Cobre, pregata da tutti.

Severino Cagnin

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