Linguaggio da "talent"

di Carlo Mantovani Linguaggio da talent Premesso che secondo l’Oxford Dictionary selfie (l’autoscatto modaiolo da spia...

di Carlo Mantovani

Linguaggio
da talent






Premesso che secondo l’Oxford Dictionary selfie (l’autoscatto modaiolo da spiattellare on line) è la parola dell’anno − e che il titolo è pienamente meritato perché rivela la deriva individualista dei social network (la condivisione mirata alla moltiplicazione dell’io) −, ecco alcuni tormentoni made in Italy che meritano una riflessione:
 Terra dei fuochi
Povera Italia: a forza di inondarla di sostanze tossiche,  è passata da terra dei cuochi, a terra dei fuochi. Con due prevedibili conseguenze: 1) la proliferazione dei false friends, i falsi amici. Non le depistanti assonanze della lingua inglese, né quelli accumulati a forza di click su Facebook: ma alimenti come frutta e verdura che, invece di essere salutari, finiscono con l’avvelenarci; 2) l’impossibilità di inchiodare i colpevoli: visto che in quell’area, di sicuro, sono inquinate anche le prove.
 Nuvola
Breaking news: guardare le previsioni del tempo potrebbe non essere più necessario. A parte Letta, l’unico a non vedere nubi all’orizzonte, i media ci assicurano che il futuro è la nuvola: quella informatica, che rivoluziona il salvataggio dei dati. Alla nuvola di Apple, precursore come al solito, Microsoft risponde con la Nuvola Rosa, riservata al gentil sesso per ragioni di pari opportunità, come le quote o i parcheggi. In arrivo anche la Nuvola di Fuksas, l’edificio avveniristico e costosissimo che ospiterà il nuovo centro Congressi dell’Eur: sperando che non svanisca nel nulla, assieme ai nostri soldi.
 Vegano
La carne, si sa, è debole: e forse è per questo che i vegani, escludendola dal loro menù, diventano sempre più forti. E fanno notizia praticamente ogni giorno: l’“avanzata vegan” appare inarrestabile, l’Oktober fest 2013 passerà alla storia come quello della “apertura vegana”; e se al telegiornale si parla della festa degli arrosticini, è soltanto grazie all’immancabile “blitz vegano”. Titoli negativi come “figlio viene tolto alla madre vegana” o “clamoroso flop della giornata vegana nelle scuole”, a questi livelli, sono da mettere in conto. Nella vita non si può avere capra e cavoli: specialmente se mangi solo tofu.
 Mi arriva/non mi arriva
Sdoganata da Mara Maionchi, è la formula indefettibile con cui, nei talent musicali, viene giudicata l’efficacia di una performance. Nella vita di tutti i giorni, invece, non abbiamo bisogno dei giudici di X Factor per sapere se una cosa arriva, oppure no: si va dal treno (che arriva, ma quasi sempre in ritardo), alle ferie (che, come è noto, non arrivano mai); e dallo stipendio (che a tanti non arriva più), alle bollette (che purtroppo arrivano sempre puntualissime). Mi chiedo: che cosa direbbe la Maionchi a Berlusconi e D’Alema? Forse che la musica è cambiata e sono arrivati sì, ma al capolinea.
 Partecipato

Ricordate quando si partecipava ad un incontro, o ad un concorso? La nuova frontiera della retorica politico amministrativa non tollera mezze misure: tutto, adesso, deve essere partecipato. E così sono rigorosamente partecipati il percorso per l’infanzia, il progetto urbanistico, la gestione dell’archivio e persino la realizzazione dei film. Insomma: pare proprio che i nostri politici abbiano fatto tesoro degli insegnamenti di De Coubertin e ci vogliano ricordare che, nella vita, l’importante non è vincere, ma partecipare. A meno che, ovviamente, non si tratti di elezioni.
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