L’amicizia al tempo di Facebook

di Elena Giordano  L’amicizia al tempo di Facebook Come considerate gli amici dei social network? Veri, falsi? E voi siete sinceri ...

di Elena Giordano

 L’amicizia al tempo di Facebook

Come considerate gli amici dei social
network? Veri, falsi? E voi siete sinceri
o indossate una maschera per sembrare ciò
che non siete? Così cambiano le relazioni quando di mezzo c’è la tecnologia.

Suona la sveglia – del cell – è ora di alzarsi. Prima, però, meglio controllare cosa, nottetempo, è successo su FB: c’è chi ha postato una foto, chi l’ora in cui è andato a dormire, chi ha inviato i bacini al suo ragazzo. Ora tocca me: “Buongiorno mondo! Oggi interrogaz di storia, forse la scampo. @Roby, questo pome alle 2, non ti dimenticare!”.
Così inizia la vostra vita ogni mattina, alzi la mano chi riesce a non controllare FB ogni 5 minuti, chi non ha impostato sul cell o sul Pc il comando “push” che vi avvisa ogni volta che ci sono aggiornamenti.
Così è la vita contemporanea in un Paese contemporaneo, il nostro, bellezze, inutile che i genitori si lamentino... per cosa, poi? Anche loro hanno sempre il telefono a portata di mano e di squillo. Spesso i pranzi in famiglia sono la fiera del trillo, e ogni occasione è buona per chinare il capo e farsi i fatti propri – e degli altri – leggendo gli aggiornamenti di Facebook.
È una cosa buona? Non lo è? Chi lo stabilisce? È solo una questione di etichetta, di comportamenti più o meno educati, o c’è dell’altro? Secondo noi c’è dell’altro, scopriamolo insieme.

Un tempo c’era una sola amicizia…
...ed era quella in carne e ossa. Le persone si frequentavano, si piacevano, scoprivano di avere qualcosa in comune e iniziavano un percorso che le portava a diventare complici, a sorreggersi nel momento del bisogno. Certo, c’era anche l’amicizia epistolare, che però era sempre circoscritta a poche persone: un ragazzo voleva nuovi amici? Inviava ai giornali la sua richiesta e riceveva lettere da altri ragazzi in cerca di contatti.
Ora la situazione, per merito dei social network, è completamente diversa. E anche i ragazzi lo sono. Il concetto di “amicizia”, fateci caso, è diventato molto “liquido”. Quanti “amici” avete su FB? 1.000, 3.000? Quanti ne conoscete realmente? Forse un centinaio. Eppure diventa sempre più difficile distinguere tra quelli “veri” e quelli “non so nemmeno chi sono”, perché durante tutta la giornata si osserva come questi “amici sconosciuti” si comportano, ragionano.
Vedete le loro foto, entrate mani e piedi nella loro vita, che diventa un po’ la vostra. Fuori da Facebook, però, accade tutt’altro: i vostri veri amici sono pochi, pochissimi. Questa differenza fortissima tra “tanti finti” e “pochi veri”, ogni tanto genera confusione, al punto che qualcuno preferisce farsi abbracciare virtualmente dagli amici di FB piuttosto che uscire di casa per fare qualcosa con gli amici veri.
In questo caso? Se anche a voi capita di sentirvi attratti più da FB che dalla vita vera, significa che è tempo di “mollare” per un po’ computer e cell e snebbiare la mente. A volte Internet può diventare una ragnatela, all’apparenza comoda, in realtà asfissiante. Liberate sentimenti e vita, gli amici veri – quelli che chiamate se avete bisogno subito! – non sono quelli di FB.

Io non sono così, e tu?
FB ha un grandissimo pregio, che voi ragazzi adorate: è uno specchio come quello della strega di Biancaneve. Racconta ciò che voi volete. Voi siete gli attori e dunque recitate una parte, quella che preferite: qualcuno si propone come super-figo, un altro come amicone di tutti, un altro come sapientone del gruppo. Qualcuno osa qualche foto provocante – ma nei limiti, altrimenti viene bannato dal sistema – e qualcuno mette “mi piace” in maniera compulsiva, cioè a tutti e a tutto, pur di far vedere che è sempre presente.
Il fatto è che, se voi riuscite a controllare la vostra “maschera”, altri non riescono. In questo caso, si rischia di entrare in contatto con persone – ma
gari adulte – che fingono di avere 18 anni solo per conoscere ragazzi giovani. Possibile? Sì, pericoloso? Potrebbe essere.
In questo caso? Ogni volta che scorrete gli aggiornamenti di FB, concentratevi con entusiasmo solo su quelli degli amici che conoscete in carne e ossa. Loro non mentono... e se mentono fanno esattamente come voi, cioè si presentano come più belli, simpatici, esagerati. Ma tra amici veri ci si comprende e ci si “sgama”, ci si riconosce, per cui no problem. Nel caso di aggiornamenti di amici “fittizi”, il vostro commento mentale deve essere: “Mmm, sì, interessante... ma anche no, adieu”.

Le vite degli altri
Provate a contare: in mezz’ora di navigazione su FB avete scoperto cosa fanno, dicono, pensano decine e decine di ragazzi come voi. Avete osservato i loro commenti, dialoghi, foto, gli “incastri” tra loro (questo è amico di quello che andava a scuola con quello là che ha incontrato a quella festa là). In pratica, avete vissuto per mezz’ora la loro vita. Questo è bellissimo – sicuramente avete recuperato info importanti per la vostra esistenza – ma è anche alienante (cioè da fuori di testa): che ne è stato, in questa mezz’ora, della vostra vita, del vostro tempo, delle vostre amicizie, del vostro cervello?
Nessuno, dal bambino di tre anni al sessantenne può passare la giornata alla finestra, a guardare i passanti o la pioggia che scende. La vita è attiva, è da giocarsi in prima persona, non di rimando! Quindi, caro FB, ti amo, ma sei un compagno fedele, non il mio capo indiscusso. Usate sì FB e ogni altro genere di tecnologia – fa parte di noi, sarebbe da sciocchi pensare di eliminarla – ma con sapienza e intelligenza.
Per esempio girandola a vostro favore, cercando non solo le info che provengono dagli amici, ma anche quelle dei quotidiani, delle tv, gli aggiornamenti di sport, cinema, teatro. Se proprio volete una vita digitale, che vi sia utile per quando dovete sostenere un’interrogazione o preparare una tesina.

In questo caso: avrete raggiunto un equilibro perfetto. Evviva!
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