Capita, a volte capita...

di Elena Giordano Capita, a volte capita… Uscire dal seminato, combinare un guaio, in gruppo si assiste anche a questo. E l’amico che se...

di Elena Giordano


Capita, a volte capita…
Uscire dal seminato, combinare un guaio, in gruppo si assiste anche a questo. E l’amico che se ne va… ha sempre la possibilità di tornare. O no?


A volte capita che si litighi. Così, senza un motivo. Anzi, il motivo c’è, ma alla fine della litigata nemmeno te lo ricordi. A volte anche i gruppi più “sgamati” soffrono per queste incomprensioni, proprio come capita nel mondo degli adulti. Pensate alla politica: è vero, all'interno di un partito le persone non si vogliono bene, è già tanto se si stimano. Ma persino loro, mossi da interessi personali (e qualcuno – per fortuna – dall’interesse del Paese) arrivano a dividersi.
Il nostro gruppo ha recentemente subito una “scissione”, termine tecnico per indicare che qualcuno si è stufato della solita minestra ed è andato a mangiare un hot-dog.
La scissione ha coinvolto tre amici. Tutto si è consumato rapidamente, cosa tipica dell’adolescenza, ha spiegato il don: «Voi non girate mai attorno alle situazioni, ci inciampate dentro e volete uscirne il più presto possibile».
Cos’è successo, alla fine? In questa fase della vita che coincide con la sperimentazione massima, i nostri tre amici hanno pensato di “testare” uno spinello in oratorio. Che problema c’è, direte voi?
Il problema si presenta stratificato in vari livelli:
1. Certe cose è meglio se le fai a casa tua, non in un ambiente protetto che ti accoglie e non se ci sono bambini più piccoli attorno.
2. Se il don ti becca perché “annusa” un certo profumo dolciastro nella stanza, è bene che racconti la verità, piuttosto che arrampicarti su vetri cercando di far fare al don la figura dello scemo.
3. Se ti invitano a non fumare più, perché fa male, sei giovane, blablabla, al posto di contestare queste raccomandazioni, pensaci un secondo.
 4. Se Tommi ti ricorda che va bene sperimentare, ma con attenzione, non dargli uno spintone, ma ascolta e prova a far valere comunque le tue ragioni.
Epilogo e punto numero
5. I tre amici hanno scelto di non accettare nessuna sgridata. Hanno affermato di voler essere liberi, non ingabbiati tra le quattro mura bigotte (testuali parole) della parrocchia.
Conseguenza, punto numero
6. Ci hanno lasciato, nel senso che hanno iniziato a frequentare altri giri.
Siamo preoccupati per la loro salute? No. Verranno arrestati, diventeranno spacciatori? No. Hanno diritto di fare le loro esperienze? Sì, ma senza dimenticare la testa sul collo. Dovremmo fare qualcosa per riportarli “a casa”? Yes, ma non è ancora il tempo. Ci vuole ancora qualche settimana, perché la situazione decanti. Poi la nostra ambasciatrice Carlotta proverà a tessere relazioni diplomatiche…

Per il lavoro di gruppo:
  • Quando pensi al tuo gruppo, ti viene in mente di sicuro un cerchio. Osserva con attenzione: il cerchio è un limite perché non lascia uscire le persone e le idee o è un modo per tenersi uniti e farsi forza?
  • Cosa significa “fare le proprie esperienze”, “voler essere liberi”? Significa andare contro ogni regola o provare a ragionare come gli adulti, avendo sempre presente che ogni azione genera una conseguenza?
  • Completa tu la frase: Chi sbaglia…
    paga.
    va aiutato a capire perché ha sbagliato.

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