Un capolavoro in equilibrio

di Elena Giordano Cosa ne pensate del vostro corpo Un capolavoro in equilibrio Vi serve, lo amate? Lo nascondete? Indovinate: o...

di Elena Giordano


Cosa ne pensate del vostro corpo
Un capolavoro
in equilibrio
Vi serve, lo amate? Lo nascondete? Indovinate: ogni volta che lo utilizzate diventate un “capolavoro parlante”.
Però occhio a non farvi trarre in inganno…

Tutto parte da lì, tutto ritorna lì. Col corpo si ragiona, si ascolta, si colpisce, si interagisce, si esprimono i sentimenti. Ci si avvicina e ci si allontana all’altro. Senza che ci sia bisogno di parlare.
Il corpo è un capolavoro, è l’espressione più alta dell’amore di Dio, che ci ha voluti simili a lui e così liberi di andare e fare come ci pare. È il primo strumento che usiamo quando veniamo al mondo (piangendo, cercando le coccole della mamma), e l’ultimo con cui diciamo addio alla vita.
Il corpo è un bel guaio, perché come tutti gli strumenti più sofisticati, come tutte le macchine perfette, richiede cura nell’uso, estrema attenzione.
E se un meccanismo si inceppa, sono dolori. Perché, a differenza delle macchine, il corpo è parte indivisibile di cervello e spirito. E l’armonia è complessa, difficile da generare e mantenere senza qualche piccolo sforzo. Specie se tutto attorno è una continua spinta: “Pensa all’aspetto fisico”.

Cosa ne faccio del mio corpo?
Due sono le scuole di pensiero terra-terra che si esprimono, in merito al corpo. La prima è quella di chi potremmo definire “i negazionisti”, la seconda “i cultori”.
I negazionisti, molto presenti nelle parrocchie e nei gruppi impegnati, considerano il corpo giustappunto solo uno strumento, un “portatore di pacchi e stimoli” che devono essere mantenuti sotto controllo il più possibile. I negazionisti sono essenziali: la bellezza è solo interiore, per cui addio piccoli accorgimenti estetici, addio moda, addio tutto.
I cultori sono l’esatto opposto. Venerano il corpo e lo proteggono, se ne prendono cura; l’invecchiamento non è una variabile tenuta in considerazione (perché le creme e i trattamenti evitano che questo possa capitare); apparire ed essere sono la stessa cosa, e in ultima istanza è comunque sempre meglio apparire.
La conclusione è banale: queste due derive alla fine si incontrano e sono ugualmente deleterie. Il giusto mezzo in questo caso non è solo la posizione che non tocca gli estremi, ma è quella dove è di casa il buon senso.
Anche il cristiano deve coltivare il gusto del bello e della bellezza, da tutti i punti di vista. Il creato, per esempio, non è stato “fatto a caso”, ma pensato per la nostra massima felicità. Non solo deturparlo è un affronto, ma anche pensare che sia banale o non degno di attenzione è ugualmente pericoloso. Allo stesso modo, il cristiano “è” un corpo e comunica con esso, dunque è giusto e sano che ne abbia rispetto. E che con quel corpo costruisca rapporti sociali basati sulla sincerità e sull’accoglienza.
Il giusto mezzo è scegliere di vestirsi come si desidera, valorizzare (non “mostrare”) la propria bellezza, ed essere orgogliosi di farlo. Alt! Bellezza non significa, come credono i più, avere capelli biondi, spalle dritte, occhi verdi e così via. Significa sapere vedere il bello negli altri, sapersi stupire. Persino i divi di Hollywood sono divisi tra super-bellissimi e super-bravissimi: questi ultimi sono soggetti la cui bellezza è normalità, ma le cui doti personali sono strabilianti. Volete essere davvero belli, per voi e per gli altri? Siate strabilianti. E non vi nascondete.

La scorciatoia del lenzuolo
Come abbiamo visto, con i media molto pressanti e l’opinione comune molto stressante (cioè: “Vai avanti solo se sei bello fuori”), è facile lasciarsi fuorviare e, di fronte a un difetto presunto, farsi prendere dallo sconforto e accettare la scorciatoia del lenzuolo. Ossia: cancellare il proprio corpo, coprirlo il più possibile e fare come se non esistesse.
Questo atteggiamento rivela in realtà che la persona tiene tantissimo al proprio aspetto fisico, e soprattutto al giudizio degli altri. Eccoci ricaduti in una deviazione deviata del negazionismo: “Un corpo ce l’avrei, ma non mi piace, quindi lo elimino dalla mia vita”. E il discorso sulla santità del corpo, sulla sua unione con spirito, cuore e cervello? È diventato spazzatura. Perché la bellezza che si sta ricercando non è quella corretta.
Se un corpo con inestetismi diventa una barriera alla nostra felicità, significa che stiamo impostando la vita su coordinate un po’ sballate. Le persone equilibrate, quelle che superano le difficoltà, sanno far leva sui propri difetti per far emergere le proprie qualità.
Davvero volete farvi bloccare, nella vostra sfolgorante “carriera umana”, da un naso storto? Dagli occhiali? Dalla cellulite? Dalla statura troppo alta o troppo bassa? È davvero tutto qui? Il vostro essere nel mondo e non del mondo si rinchiude tra un tacco 12 e un ciuffo laccato?
C’è altro! C’è da volare alti, altissimi. È l’unico modo per trovare pace, per sorridere, per amare.
Accettare i propri difetti è un po’ come fare un respiro gigante e buttar fuori dai polmoni l’aria impestata di una intera città. È liberare la mente, è predisporsi – proprio in maniera consequenziale – ad accogliere l’altro. È sentirsi in pace.
Oggi molti esibiscono piercing su ogni parte del corpo, tatuaggi vistosi e di impatto, colorazioni o pettinature aggressive.  Se questo è il modo per comunicare al mondo il proprio essere speciali, bene. Viene il dubbio che nascondano insicurezze e omologazioni alla moda del momento che poco hanno a che fare con una personalità matura. Libertà deve coniugarsi con consapevolezza e responsabilità. Siate ben saldi nelle vostre decisioni (e nelle loro conseguenze), e ogni cosa seguirà il suo giusto corso.

Persino i dodicenni...
I giovanissimi insegnano: persino i dodicenni, che hanno meno esperienza di un ventenne e di un quarantenne, non si fanno ingannare. Quando il cuore inizia a battere all’impazzata, se ne fregano se l’amata o l’amato hanno brufoli o inestetismi. Il cuore viaggia per conto suo. Mantenere questa leggerezza è un antidoto contro le bruttezze dell’età, ossia contro la voglia di rimanere giovani a tutti i costi, di non avere smagliature, di avere i pettorali palestrati e il bicipite che, teso, forma un cigno (!).

Un capolavoro da costruire. L’armonia è difficile, ma non impossibile da raggiungere. Volete degli esempi? Cercate, tra i vostri amici, tra gli adulti, le persone che sono sempre sorridenti: davvero sono anche le più strabelle esteticamente? <
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