il tempo dei droni

dweb di Stefano Moro Il tempo dei droni I velivoli con un computer al posto del pilota sono ormai una realtà. E sempre più veng...

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di Stefano Moro

Il tempo dei droni

I velivoli con un computer al posto del pilota sono ormai una realtà.
E sempre più vengono usati in ambiti civili.

Non è il nuovo episodio della saga di George Lucas. E neppure un lugubre presagio di venti di guerra. Oggi parlare di droni non significa più parlare di guerra, non solo almeno.
La prima comparsa degli APR, “Aeromobili a Pilotaggio Remoto”, più noti come droni, risale in effetti alla Prima guerra mondiale e, come spesso purtroppo accade, la ricerca più innovativa riguardò per molti anni essenzialmente l’ambito militare, che ne sfruttò i risultati durante la Seconda guerra mondiale e più ancora nei conflitti mediorientali degli ultimi vent'anni. Fortunatamente, però, gli anni Duemila hanno visto un crescente utilizzo dei droni in ambito civile, ed è di questo che vogliamo parlare.
Dall’agricoltura alla protezione civile, dai rilevamenti topografici alla sicurezza stradale, sono molti i campi di applicazione di questa tecnologia in ambito civile. In Italia come negli Stati Uniti, questa tecnologia sta evolvendo rapidamente e oggi velivoli spesso molto piccoli, dotati di GPS e videocamera, sono in grado di sorvolare a costi relativamente bassi ampie zone di territorio. Finora varie sperimentazioni hanno riguardato il monitoraggio del territorio, la ricerca di dispersi, la vigilanza, il sorvolo di zone colpite da calamità naturali e altro ancora.
Ci sono inoltre aziende, come Amazon e DHL, che scalpitano per essere autorizzate ad effettuare le consegne tramite i loro droni-fattorini, per non parlare di Google e Facebook, che si contendono da mesi la tecnologia APR per portare internet in luoghi difficili da raggiungere.

Licenza di volo
C’è però uno scoglio non banale, che è quello della regolamentazione dei droni e del loro volo. Da poco ad esempio gli USA hanno rilasciato la prima licenza per l’uso commerciale di un drone e da poco in Italia l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha regolamentato, non senza polemiche, il volo dei droni, compresi quelli ad uso ricreativo. D’altra parte il caso del drone impazzito che a fine maggio scorso, a Treviso, si è schiantato su un tavolino di un bar non va sottovalutato.
Per questo, ad esempio, è importante il risultato del FABLAB di Ivrea, il laboratorio d’innovazione che si ispira a Adriano Olivetti, che ha realizzato, grazie a tecnologie open source come Arduino, il primo prototipo al mondo con doppio sistema di pilotaggio e sistema di emergenza.
Certamente il campo militare continua purtroppo a farla da padrone, rendendo più facili e, per così dire, impersonali azioni militari molto distruttive. Ma come era già successo per le reti di telecomunicazione, per il GPS e per Internet stessa, anche questa volta l’utilizzo civile potrebbe rivelarsi più interessante e conveniente, come forse dimostrano gli ultimi anni di sperimentazioni e trasformazioni di questa tecnologia.

GlossarioDrone: aeromobile a pilotaggio remoto, ossia velivolo caratterizzato dall’assenza del pilota umano a bordo. Il suo volo è controllato dal computer a bordo del velivolo, sotto il controllo remoto di un navigatore o pilota, sul terreno o in un altro veicolo. (fonte Wikipedia)
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