Cenerentola o sorellastre?

editoriale di Valter Rossi Cenerentola o sorellastre? Chi avreste voluto essere, in chi vi siete immedesimati, chi riempiva i vos...

editoriale

di Valter Rossi

Cenerentola o sorellastre?

Chi avreste voluto essere, in chi vi siete immedesimati, chi riempiva i vostri sogni, mentre da bambini vi raccontavano la fiaba di Cenerentola? Tutti amano sognare ad occhi aperti e ogni fiaba ha il potere di evocare questa magia.
Dubito che qualcuno abbia mai sognato di essere la matrigna, così odiosa e senza cuore verso una fanciulla tanto buona ed obbediente da ispirare tenerezza al solo sentirne parlare.
Qualche “vanesio” si sarà vestito da Principe Azzurro (io ho appena ritirato il costume usato per carnevale…), aggirandosi annoiato in mezzo agli splendori del palazzo, in attesa della ragazza perfetta (a proposito, come sarà andato il matrimonio, quando Cenerentola avrà scoperto di che pasta è fatta il suo viziatissimo sposo?).
Altri, forse, avrebbero voluto essere il cavallo trasformato per una notte in cocchiere dalla fata Smemorina (chissà perché si chiama così, forse se lo è dimenticato), per passare da sferzato a sferzatore, almeno una volta nella vita, ennesimo riscatto degli ultimi che coinvolge anche gli animali.
Poi ci sono le sorelle, Anastasia e Genoveffa (la prima, tanto quanto ha un nome che si salva, ma la seconda avrà chiesto almeno una volta alla madre: «Ma se mi volevi tanto bene, perché mi hai chiamato così? Non potevi almeno usare un bel francesismo e chiamarmi “Geneviève”?»).
Nonostante i desideri di molti, (per noi figli e figlie del primo mondo benestante) è più facile somigliare alle due antipatiche sorelle che alla bellissima orfanella sporca di cenere ed umiliata in ogni modo. E accorgersene, ogni tanto, farebbe bene al mondo intero.
Noi di Dimensioni Nuove vorremmo essere i topolini. Prima, tirano la carretta senza lamentarsi, e poi, con abile mossa riescono a sfilare la chiave dalla tasca dell’arcigna matrigna per liberare la futura principessa rinchiusa in camera a piangere e disperarsi quando tutto ormai sembra perduto. Siamo piccoli, è vero, ma anche una chiave (di lettura e interpretazione dei fatti del mondo) può fare molto, se spalanca una porta e fa uscire la verità.
Sperando che Cenerentola non sia l’ennesima sposa bambina non di un mon do fatato, ma di casa nostra.

Buon mese a tutti in compagnia di Dimensioni Nuove.
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