Voglia di corteggiamento

  Mi ama, non mi ama Voglia di corteggiamento Perché molti dimenticano di vivere in modo pieno questo momento fondamentale nella...



 Mi ama, non mi ama

Voglia

di corteggiamento

Perché molti dimenticano di vivere in modo pieno questo momento fondamentale nella relazione ragazzo-ragazza?



Corteggia-cosa? Un minigruppo di adolescenti, interrogato sul significato del termine “corteggiamento”, ha – nell’ordine – avuto le seguenti reazioni: Niccolò si è messo a ridere, un po’ imbarazzato. Jessica ha detto che trattasi di “pratica che fanno gli adulti”, per dire che no, ai ragazzi questa “cosa” non interessa. Francesco ha detto che per lui corteggiare significa andare con la ragazza al bowling, mentre Alessandra, la più romantica, ha affermato che il corteggiamento ha di sicuro a che fare con le rose.

Quindi, cos’è questo corteggiamento? In poche parole: è un modo galante per “far bella impressione” e colpire il ragazzo o la ragazza che piace. La fase del corteggiamento è la prima-primissima che vive una coppia. Esempio: Chiara e Davide frequentano il liceo. Lei è in seconda, lui in quarta. Non si conoscono di persona, però si vedono ogni giorno durante l’intervallo. Lui passa davanti alla classe di lei, lei lo guarda di sfuggita, poi continua a chiacchierare con le amiche, facendo finta di non essere interessata al passaggio del ragazzo. Ad un certo punto la situazione si sblocca, perché Davide prende il coraggio a due mani e le lascia un bigliettino nella tasca della giacca. Ecco, da questo preciso momento inizia il corteggiamento.

Se Chiara vorrà, i due si incontreranno e inizieranno a conoscersi. Entrambi cercheranno di fare bella figura al primo incontro – e anche ai successivi! – e faranno emergere le loro doti. Lei sorriderà ammiccando, lui mostrerà di essere un po’ spaccone e un po’ coraggioso. Lei riderà alle battute, lui sarà gentile.

Ma… se questo è il corteggiamento, allora tutti, bene o male, l’hanno sperimentato, vissuto e anche subìto (se per caso sono diventati l’attenzione non desiderata di una persona). In realtà, rispetto a quanto avveniva anche solo al tempo dei vostri genitori, le cose sono molto cambiate. I tempi si sono ristretti. Molte volte si ha subito il desiderio di “chiudere la pratica” e si lasciano da parte queste “robe romantiche”. Stiamo insieme, ok, allora ci baciamo e ci diamo la mano e ce ne andiamo. Ehnnò, cari fanciulli, nelle questioni di cuore occorre una quintalata di pazienza (come spiega bene il box).

 

Il tempo del cuore

Il corteggiamento implica la scoperta dell’altro e la presentazione di sé all’altro. È un gioco molto delicato, che si fa stando in equilibrio su una sedia tutta storta. Sono necessari ore e giorni, proprio perché in ballo c’è un “premio” molto pesante: la propria felicità.

Chi sceglie di non corteggiare, perché vuole subito arrivare al sodo, “appropriarsi” dell’altro e mettergli l’etichetta “Mio”, può correre il rischio, col tempo, di trovarsi di fronte a una persona completamente diversa rispetto alle attese. Magari una che si rivela sempre poco presente (con la testa), oppure maleducata, oppure che ha gusti strani, con cui è difficile intavolare un discorso.

Ecco perché dedicare del tempo a scoprirsi è fondamentale.



Dove mettiamo il romanticismo?

Sapete cosa dicono gli adulti? Che passati i primi tempi, tutto miele, alla fine le coppie stanno insieme per abitudine. Innanzitutto non è vero, nel senso che le coppie stanno insieme perché si amano di un amore profondo. Però è invece verissimo che nei primi tempi davvero il miele scorre a fiumi, come si fosse nel mondo di Winnie The Pooh. Anche quando si ha 16 anni.

È tutta una questione di “atmosfera”: durante il corteggiamento è consentito, anzi, richiesto, tirare fuori la propria parte dolce, e questo vale sia per le femmine che per i maschi. È anche consentito – anzi, caldamente suggerito – di dimenticarsi per un momento della tecnologia, per ritornare a usare il cervello e il cuore. Scrivere due righe, comprare un fiore, trovare un’attenzione particolare: sono tutti comportamenti di una dolcezza infinita, che conducono la coppia in un mondo lontano da quello presente, troppo aggressivo, schiamazzante e confusionario.

Per quale motivo – ci avete mai pensato – le coppie o i ragazzi che si frequentano da poco amano sbaciucchiarsi di fronte a un tramonto e non al supermercato in coda alla cassa? Perché è così bello passeggiare mano nella mano lontano dal trambusto? Oppure consegnare all’altro una poesia scritta di proprio pugno? Il corteggiamento permette di grattare via la crosta dei sentimenti, e di fare e dire cose che in altri contesti nessuno direbbe.

In questo momento specialissimo, inoltre, si rischia grosso, perché ci si espone. E, appunto, lo si fa di fronte a una persona che si conosce poco, per cui il rischio che l’altro si metta a ridere, calpesti il fiore o butti nella spazza la poesia, aumenta la tensione. Riassumendo: il tempo del corteggiamento è: indispensabile, bellissimo, paurosissimo, tesissimo. Violento come un fulmine, dolce come una torta con troppa panna. In una parola, va provato, vissuto, gustato! Ritornate senza paura, per una volta, alle abitudini dei tempi passati; siate sì proiettati al futuro, ma utilizzate la saggezza per vivere il corteggiamento nel modo più pieno.



Mille pezzi del puzzle

La vita è come un puzzle, che ogni giorno si compone. C’è la parte più razionale, che ci fa seguire le lezioni, rispettare le scadenze, essere organizzati. C’è quella più emotiva, che ci fa piangere di fronte a un film o arrabbiare se notiamo un’ingiustizia. C’è poi quella legata alla sessualità: noi abbiamo, o meglio siamo, un corpo che ci porta a spasso, ci fa provare sensazioni, ci mette in relazione con l’altro, cerca la vicinanza con un’altra persona dell’altro sesso.

Il corteggiamento ha la capacità di mettere insieme tutte queste tessere, per portarci a scegliere la persona davvero per noi speciale. Come sapere se è proprio lei o ci stiamo ingannando? Semplice: se tutto va bene, ogni tessera del puzzle finisce tranquillamente al suo posto. Se, invece, qualcosa “stona”, si ha subito una strana sensazione, abbastanza sgradevole, come quando il prof annuncia un’interrogazione a sorpresa.

È dunque bene “indagare” questa sensazione, e cercare di capire. Il corteggiamento è utile anche in questo caso: allontanarsi è ancora possibile, se non si è già “legati-legatissimi” all’altro (ps: in realtà si può fare anche dopo, ma si soffre, e pure tanto).
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