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di Francesca Binfarè

Più coccoli i gatti, meglio stanno

Che gli animali ci facciano stare meglio si sa. Adesso sappiamo anche che è vero il contrario: se coccoliamo un gattino, la sua salute migliorerà. È quanto dimostrato da uno studio pubblicato su una rivista di medicina veterinaria, che ha condotto un’indagine presso un rifugio per gatti randagi.
I cuccioli sono stati divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto coccole per dieci minuti quattro volte al giorno, per dieci giorni. Le persone che se ne sono occupate hanno anche giocato con i gattini e li hanno accuditi. Il secondo gruppo non ha ricevuto le stesse coccole. Al termine dello studio, i gatti del secondo gruppo non solo erano meno felici ma anche più soggetti a malattie respiratorie.


La sveglia non è uguale per tutti

La sveglia mattutina arriva per tutti, ma non è uguale per tutti. Noi italiani, ad esempio, preferiamo svegliarci al suono di una canzone (51%). Attenzione: il 38% sceglie una canzone che piace, il 13% invece ne sceglie una che non sopporta, per essere certo di svegliarsi!
I danesi vanno invece sul classico optando per uno squillo d’allarme al posto di un brano musicale (63%), così come fanno i tedeschi (60%). Francesi (57%) e inglesi (56%) preferiscono una canzone, come gli italiani.
Sempre i danesi mettono la sveglia lontana dal letto, in modo da essere costretti ad alzarsi per spegnerla. Noi italiani, al contrario, la sveglia la vogliamo vicina al letto (87%). Tedeschi e italiani si svegliano immediatamente nel 65% dei casi. I meno reattivi allo squillo della sveglia? I norvegesi, che continuano a posticipare l’allarme nel 12% dei casi.

Quando la password diventa un affare

Tutti gli accessi ai device, al web, alla posta elettronica, all’internet banking e così via, avvengono tramite password. Ognuno di noi ha molte “parole magiche” da ricordare e aggiornare, per proteggere i suoi dati e i suoi spazi digitali.
Una ragazzina di 11 anni sta facendo affari vendendo password per 2 dollari. Si chiama Mira Modi e vive a New York: di lei si è molto parlato perché crea password in una maniera estremamente semplice ma, pare, anche sicura. Come fa? Prende un dado e lo lancia, dopo di che crea una “chiave” complicata ma semplice da ricordare, che associa i numeri casualmente indicati dal dado alle parole inserite in tabelle preesistenti.
Mira non ha inventato questo sistema, lo ha solo reso redditizio: una volta creata la password la spedisce per posta al destinatario che l’ha richiesta. Gli affari, per ora, vanno a gonfie vele: le persone preferiscono pagare invece di inventarsi le password.


La classifica dei Paesi più rumorosi

Sapete quali sono i Paesi più rumorosi del mondo? La risposta ce la dà l’indagine Coping with Noise, condotta da GfK Eurisko e promossa da Amplifon: la ricerca ha riguardato 8800 persone di 47 grandi città in 11 Paesi del mondo; l’Indice di Esposizione al Rumore (ENPI) misura la percezione dell’esposizione al rumore, che tiene conto del numero, della frequenza e della durata dei rumori a cui la popolazione è esposta nelle grandi città.
Dai dati raccolti è emerso che il Paese più rumoroso del mondo sono gli Stati Uniti. L’Italia, purtroppo per noi, è al secondo posto. Seguono Francia, Gran Bretagna e Portogallo al terzo posto, arriva poi il Belgio, la Spagna è quinta con l’Australia, l’Olanda e la Nuova Zelanda seste, e infine la Germania è settima. 


Come sono i Millennials italiani?

I Millennials sono i giovani tra i 18 e i 34 anni: un’indagine del Censis ha studiato chi sono, in quali valori credono e quali passioni hanno. Innanzi tutto, hanno voglia di lavorare e sono attenti alle tematiche ambientali e “verdi”. Come è naturale aspettarsi, vivono sempre connessi: il web fa parte della loro quotidianità più ancora che per altre generazioni (il 94% di loro usa internet).
Hanno spirito imprenditoriale: nel secondo trimestre del 2015 circa 32.000 nuove imprese sono nate da ragazzi con meno di 35 anni. Un milione circa di Millennials ha cambiato almeno due lavori nel corso dell’anno; questi ragazzi si dimostrano flessibili nel loro approccio al mercato del lavoro.
Il 31,7% di loro ha comprato prodotti usati, il 21,9% usa la bicicletta mentre l’8,4% sceglie il car sharing e il bike sharing. Infine, il 42,1% dei Millennials è ottimista sul futuro.

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