Perché tu sei tu

Un banco di prova per vedere come siamo Perché tu sei tu La dimensione spazio temporale del “liberi tutti, siamo in vacanza” è l’occa...

Un banco di prova per vedere come siamo

Perché tu sei tu

La dimensione spazio temporale del “liberi tutti, siamo in vacanza” è l’occasione per capire se le persone possono diventare Doctor Jekyll e Mister Hyde, o mantenere un certo equilibrio positivo, dentro e fuori. 


  A pensare quanto sia complicato l’insieme esplosivo testa-cuore gira, appunto, la testa. Equilibri incredibili, stratificati dalla nascita (e anche da prima), ci trasformano progressivamente in ciò che siamo. Persone con un’anima, la capacità di commuoverci, amare, fare del male. Possiamo diventare pessimi individui e santi nel tempo in cui una foglia si stacca dall’albero e cade a terra. 
La personalità si struttura e si definisce, anno dopo anno, consegnando al pianeta giovani impegnati, attenti, indaffarati, studiosi. Mattoncini belli solidi sono stati messi uno sopra l’altro e ben incollati. «Quella è una bella persona; quello è un tipo a posto, di te mi fiderò sempre. Mi piaci perché sei profondo»: quanta soddisfazione c’è nel definire gli altri e nel sentirsi definiti, incasellati in un cubetto felice. Siamo parte del mondo, ne sentiamo l’armonia, ci sentiamo un tutt’uno con le forze cosmiche. Sino a che… non arrivano le ferie
Qui le persone si bloccano, le forze cosmiche cessano di fluttuare. Una vena di follia attraversa il binomio testa-cuore e qualche volta lo fa esplodere per davvero. Chiamatelo come volete: pausa, basta, staccare, riposare… il tempo della vacanza assume una dimensione spaziale che nemmeno Einstein avrebbe saputo definire. Cosa caspita succede? Niente, è arrivato lo svago. 

Scelte variegate
Molti sono gli atteggiamenti che si possono assumere: alcuni sono votati alla massima rilassatezza, altri al massimo impegno. Ciò che è importante mantenere è una certa coerenza. Quando si è in vacanza, infatti, non ci si trasforma in un’altra persona, si enfatizzano aspetti della personalità che magari durante l’anno restano sopiti. 
Mete e modi sono la rappresentazione di gusti e attitudini davvero svariate. C’è chi va in pellegrinaggio a piedi, chi va a ballare tutte le sere, chi si rintana in un posto sperduto, chi al centro della località più esclusiva e modaiola. Questo mondo multicolore di scelte è bellissimo, visti tutti insieme, i giovani sono davvero un’espressione incredibile di vivacità.

Cambiare? Non cambiare?
C’è un’unica piccola avvertenza. Proprio per i motivi di cui sopra (armonia dell’universo, personalità stratificata), ciò che siamo resta con noi anche quando stacchiamo il cervello per un mese intero. Anche se non lo vogliamo. La domanda è dunque: cosa farne, del “noi-noi”, quando siamo in vacanza? Meglio far finta di niente o seguire i consigli della parte più matura del tandem cervello-cuore?
In un mondo normato, per la verità, non esistono regole per questo specifico caso. A 20 anni le persone sanno bene che il tempo non torna indietro e non si ferma: i più avveduti cercheranno di armonizzare riposo e opportunità (conoscere, visitare, guardare, cercare esperienze diverse); i più tranquilli stresseranno la dimensione interiore; i più “easy” si presteranno al divertimento senza troppe elucubrazioni. 


Io sono perfetto, tu un po’ meno 
Dai campi di volontariato dedicati all’ecologia o ai migranti, allo sballo costante in discoteca, come detto la varietà di occasioni è infinita. Il consiglio è quello di non sottovalutare nulla, ma allo stesso tempo di non “demonizzare” ciò che sembra distante dalle corde personali. 
Il modo in cui giudichiamo il nostro tempo e quello degli amici che ci circondano è una perfetta cartina di tornasole per comprendere che persone siamo. Questo esercizio è fondamentale non solo per quando si è giovani liceali o universitari, ma anche per quando si diventa professionisti o genitori: la vita, ogni giorno, ci pone di fronte a scelte di maggiore o minore entità. 
Stabilire se partire per l’Australia o fermarsi nella pensione del mare a 20 km da casa è una decisione che va presa con attenzione (quanto budget ho? Con chi vado? Cosa farò? Perché scegliere quel posto?). Importante è che chi parte per l’Australia non irrida chi si ferma alla Pensione Maria, e viceversa. Anche il periodo delle ferie, in questo senso, diventa un percorso, anzi, un mattone che contribuisce a costruire la personalità. 
Anche nel momento più “sciallato” dell’anno, i fili che compongono la coscienza, l’anima e il cuore rimangono ben tesi e, tutti insieme, concorrono a definire la personalità. Personalità che arriverà a settembre più arricchita, meglio strutturata. 
Insomma, in una parola: non importa dove, come e cosa fate nel mese in cui chiudete libri e lavoro. Siate sempre voi. Senza illudervi di poter mandare in soffitta anche la parte migliore (responsabilità, serietà, attenzione, impegno): non sarebbe una mossa intelligente. E a chi vi dice: «Ma dai, sei in vacanza, fai quello che vuoi», rispondete: «Faccio ciò che voglio, certo, però prima ci penso.

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