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Lo spreco del pane Sapete quanto vale il pane che viene buttato via in Italia ogni giorno? Circa 120 mila euro , un’enormità. In un anno, ...

Lo spreco del pane
Sapete quanto vale il pane che viene buttato via in Italia ogni giorno? Circa 120 mila euro, un’enormità. In un anno, se ne vanno nella spazzatura 43 milioni di euro. Secondo Assipan (Associazione Italiana Panificatori e Affini) nella grande distribuzione ogni giorno restano invenduti sugli scaffali 13 mila quintali di pane.
A leggere i dati Coldiretti, il consumo di pane degli italiani è calato negli ultimi anni: nel 2015 abbiamo raggiunto il minimo storico di 85 grammi pro capite al giorno. Non ne abbiamo mai mangiato così poco e ne buttiamo via tantissimo.

Stare seduti è pericoloso

Allontaniamoci il più possibile da sedie e divani: stare seduti fa male alla salute. Una ricerca, realizzata dalla Scuola di Medicina di San Paolo, ha messo insieme i dati di 54 Paesi del mondo nell’arco di 11 anni relativi alle malattie (e alle morti) causate dalla troppa sedentarietà. Le notizie non sono affatto buone: il 60% delle persone prese in esame sta seduto più di 3 ore al giorno. La media delle ore trascorse stando seduti è di 4,7. Certamente gli impiegati ne passano molte di più.
Il problema è che le troppe ore di sedentarietà hanno causato − dal 2002 al 2011 − ben 433 mila decessi nel mondo, visto che la scarsità di movimento fa sviluppare malattie cardiovascolari. Stando semplicemente in piedi si consumano più calorie, dimezzando il tempo che passiamo su una sedia si abbassa la percentuale della mortalità. Perciò, tutti in piedi!



Chi dorme meno al mondo?

Un gruppo di matematici americani ha raccolto dati sulla qualità del sonno e sulle abitudini che adottiamo quando si tratta di dormire. Se, come è logico aspettarsi, si va a letto più tardi quanto più si è cenato tardi, al mattino un po’ inaspettatamente non è tanto la sveglia imposta da scuola o lavoro che ci fa alzare: conta di più il nostro orologio interno. Le donne dormono mezz’ora in media più degli uomini, e chi passa la giornata all’aperto va a dormire più presto di chi è rimasto in un luogo chiuso.
Chi dorme meno nel mondo? Secondo lo studio, i giapponesi e gli abitanti di Singapore. Chi dorme di più? Gli olandesi. Americani, tedeschi e inglesi vanno a letto prima di tutti, tra le 22.30 e le 23, e sono tra i primi a svegliarsi (quando ancora non sono scoccate le 7); gli italiani in media vanno a dormire attorno alle 23.45 e si alzano alle 7.45. Un’osservazione però va fatta: la app con cui è stata condotta la ricerca era utilizzata da viaggiatori e persone soggette al jet-lag. Davvero noi dormiamo fino alle 8 del mattino?


La felicità va in vacanza

HomeAway, azienda leader nell’affitto di case-vacanza online, ha presentato un sondaggio sulle vacanze e sulla felicità degli italiani. Quasi la metà (45%) degli intervistati ha affermato che ciò che li rende molto felici è una splendida vacanza, seguiti da chi è felice quando trascorre del tempo con la propria famiglia o con gli amici (27%). Pochissimi sono invece quelli che preferiscono un viaggio di coppia (il 10% circa). Dal sondaggio emerge chiaramente che per gli italiani la vacanza è più felice se la si passa a dormire e rilassarsi (22%). Il mare è la meta per eccellenza e la più desiderata dagli intervistati (57%).
Gli intervistati hanno detto la loro anche sui comportamenti più fastidiosi che rendono difficile la convivenza in hotel: al primo posto c’è il chiasso (per il 40%), seguito per il 30% dalla presenza di ospiti ingordi al buffet della colazione. Quanto alla meta, il 42% che ha già prenotato le vacanze dichiara che le trascorrerà in Italia.


Al mare cala lo stress
Uno studio americano conferma: vivere o anche solo poter guardare il mare abbassa lo stress, e lo fa in maniera più efficace di una passeggiata nel verde (che comunque rilassa). Quindi, chi ha la fortuna di vivere vicino al mare godrebbe di una maggiore serenità e ne ricaverebbe vantaggi per la propria salute mentale.
Il punto cruciale – perché il mare fa così bene? – non è stato indagato dallo studio. Comunque, alcune ricerche svolte in passato avevano correlato
il calo dello stress al rumore ritmico delle onde, che ha un indubbio potere calmante. Ma forse anche lo sguardo, volto verso l’infinito, gioca la sua parte: ampliare la visuale infatti aiuta a concentrarsi di più.

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