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D Planet di Francesca Binfarè I “like” su Instagram sono come il cioccolato Può sembrare strano, e sicuramente fa meglio ...



D Planet
di Francesca Binfarè

I “like” su Instagram
sono come il cioccolato
Può sembrare strano, e sicuramente fa meglio mangiare un quadratino di cioccolato, ma pare che il cibo degli dei e i “like” su Instagram ci facciano lo stesso effetto. O, per lo meno, questo è quanto si verifica nel cervello degli adolescenti di oggi, secondo uno studio dei ricercatori della University of California di Los Angeles.
In pratica, gli studiosi hanno “fotografato” l’attività cerebrale dei ragazzi mentre usavano Instagram (il social network delle foto) tramite una risonanza magnetica funzionale. Così hanno notato l’effetto che si scatena quando i ragazzi ricevevano un “like” a una loro foto: si attivano le stesse aree del cervello coinvolte dal piacere di sgranocchiare del cioccolato, quelle che fanno parte del circuito cerebrale della ricompensa e quelle che sono collegate agli stimoli visivi.



Le piante
riconoscono il tocco umano
Accarezzate le piante, loro lo sentono. Le piante, cioè, sono in grado di percepire quello che accade nell’ambiente che le circonda. Non solo, reagiscono e si adattano agli stimoli provenienti dall’esterno.
Un gruppo di ricercatori australiani ha verificato che le piante reagiscono in maniera differente di fronte a un semplice tocco o a una carezza più prolungata, che strofini il fusto o le foglie. Il fatto che un insetto si posi su una foglia o che la pianta sia esposta alla pioggia scatena reazioni differenti, che noi non notiamo ma che ci sono: la stessa cosa accade quando le tocchiamo noi. Probabilmente la reazione al contatto umano aiuta le piante a reagire a pericoli e altri interventi esterni che possono anche eventualmente essere nocivi.

Le lenzuola vanno lavate una volta a settimana
Ricordate quando ci è stato insegnato di non rifare il letto appena alzati? È per evitare che il calore e l’umidità lasciati dal corpo durante la notte favoriscano il proliferare di funghi e batteri. E non è una favoletta, ma un’ottima regola, così come è buona norma lavare almeno una volta alla settimana le lenzuola.
Un corpo umano produce sudore, circa 99 litri all’anno, che ovviamente si trova anche nei nostri letti; oltre a questo, su lenzuola e cuscini si trovano altri tipi di secrezioni, le lacrime ad esempio. Uno studio del 2015, condotto da Philip Tierno della New York University School of Medicine, ha dimostrato che l’accumulo di funghi e batteri, alimentati appunto da umidità, sudore e simili, può essere molto alto e che solo cambiando le lenzuola ogni settimana si limitano eventuali problemi per la salute.


Il panda non rischia più
Il simpatico Panda gigante, scelto dal WWF (il World Wildlife Fund) come simbolo nel 1961, non è più una specie a rischio. Non che i pericoli siano finiti, ma questa specie di orso di origine cinese non si trova più in una situazione di grave pericolo di estinzione. Gli esemplari sono aumentati, anche se resta un animale fragile e vulnerabile.
Non bisogna abbassare la guardia ma possiamo guardare con più tranquillità a questi simpatici panda, che possono vivere fino a 30 anni e arrivano a mangiare fino a 40 chili di bambù al giorno, il loro “piatto” preferito. Difatti, si cibano anche di altri vegetali e, in alcuni casi, di carne.
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