La spesa che dà lavoro

attualità di Elisa Murgese Un’idea brillante della cooperativa Namasté   La spesa che dà lavoro Nasce a Milano “ZeroPer...



attualità
di Elisa Murgese



Un’idea brillante della cooperativa Namasté
 
La spesa che dà lavoro
Nasce a Milano “ZeroPerCento”, il primo negozio a chilometro zero gestito solo da disoccupati. Per rispondere in modo intelligente alla crisi.

  Una laurea in economia all’Università Bocconi di Milano può aprire tante porte. Certamente, è un titolo di studio ben spendibile nel mondo del lavoro. Eppure Teresa Scorza ha scelto di dire no a possibili offerte di un tanto agognato “posto fisso” per dedicarsi al sociale, o meglio al suo progetto “per aiutare il prossimo”. Ed è con questo obiettivo che ha fatto nascere ZeroPerCento, il primo negozio a chilometro zero di Milano gestito solo da disoccupati.
«Segretario, commesso e responsabile dei prodotti sono solo alcune delle posizioni che offriremo a chi ha perso il lavoro – racconta la 28enne di Gallarate, in provincia di Milano – . Altro obiettivo del negozio sarà aiutare cooperative sociali e piccoli agricoltori, visto che i prodotti in vendita saranno esclusivamente a chilometro zero: dalle cascine lombarde direttamente ai bancali di ZeroPerCento».
Un’opportunità per chi sta cercando un’occupazione, quindi, ma anche per chi volesse contribuire ad un progetto sociale semplicemente facendo la spesa.

Niente logiche aziendali
Dietro il nuovo emporio solidale meneghino si trova Namasté, nata a inizio 2016 da tre giovani donne dai 28 ai 40 anni. Si tratta di una neonata cooperativa sociale che ha come obiettivo proprio il reinserimento di soggetti svantaggiati nel mondo del lavoro. «Siamo partite pensando di creare un progetto in cui assumere persone che per motivi diversi faticano a trovare lavoro – commenta Teresa Scorza – , quindi si tratta di un’ottica opposta rispetto a quella che potrebbe fare un’azienda».
Troppo spesso, infatti, se non hai i titoli di studio o l’esperienza adatta “sei automaticamente fuori dal mondo del lavoro”. «Noi, invece, crediamo che qualunque mestiere si possa imparare».
È bastato che la voce si spargesse un poco per vedere fioccare alla casella di posta della cooperativa sociale i curriculum più diversi, dal ragazzo appena diplomato dall’istituto tecnico al padre di famiglia con difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro, senza dimenticare persone con trascorsi difficili che necessitano non solo di un aiuto nel cercare un’attività ma anche di un percorso di formazione e orientamento.
L’unico requisito per candidarsi all’emporio solidale, oltre ad essere cittadino milanese, è quello di non avere un’occupazione fissa da almeno sei mesi. Primo step, quindi, sarà l’assunzione di cinque persone, con l’obiettivo di raddoppiare i posti di lavoro offerti entro i primi mesi di attività, «sperando di avere un buon fatturato già dalle prime settimane», incrocia le dita la 28enne di Gallarate.
Ai nuovi contratti, che potranno avere un tempo massimo di nove mesi, Namasté affiancherà anche periodi di formazione per aiutare il disoccupato a reinserirsi effettivamente nell’universo lavorativo. «Rifare insieme il curriculum – precisa Teresa Scorza – ma anche simulare colloqui e capire le proprie aree di interesse: di tutto questo si occuperà ZeroPerCento».

Come funziona
Oltre ad avere tra i suoi dipendenti dei milanesi che negli ultimi mesi non hanno trovato un posto di lavoro, tra gli scaffali di ZeroPerCento troveranno posto anche persone considerate svantaggiate, ovvero ex carcerati, disabili o ex tossicodipendenti, che dovranno rappresentare il 30% del personale. Difatti, idee per ampliare il progetto le tre giovani fondatrici di Namasté le hanno già messe in cantiere. «Oltre al negozio, sarà presente un piccolo bar che offrirà degustazioni e frullati, l’ideale per pause pranzo particolari».
Ancora impossibile, però, per i milanesi mettere a calendario la prima visita visto che la cooperativa sociale sta ancora valutando le diverse proposte che le sono state fatte rispetto alla location. E mentre finiscono gli ultimi preparativi, resta aperta la lista di figure professionali a cui candidarsi: commesso, cassiere, responsabile dei rapporti con i fornitori, segretario, addetto alle pulizie e – quando sarà aperto il piccolo bar – si aprirà anche la posizione da barista.
«Inoltre, quando saremo più avviati, sarebbe interessante affiancare alla psicologa del centro un operatore junior che la possa aiutare nella gestione della parte sociale della cooperativa», continua Teresa Scorza.
Ma come funzionerà l’emporio solidale per i clienti? Da ZeroPerCento potrà fare la spesa chiunque, sapendo non soltanto di mettere nel carrello sani prodotti a chilometro zero ma anche di aiutare a contribuire alla vita di un progetto a favore dei disoccupati della città. E saranno proprio loro, coloro che hanno perso il lavoro e risiedono a Milano, ad avere un vantaggio in più se sceglieranno di fare la spesa da ZeroPerCento: potere riempire il proprio carrello ad un prezzo agevolato.
In altre parole, in base al reddito, al numero dei figli e ai mesi di disoccupazione accumulati, ad ogni persona priva di lavoro sarà assegnato un numero di punti che corrispondono ad altrettanti soldi da potere spendere per fare la spesa nel negozio. «Chiediamo di pagare solo il 10% della spesa mensile – raccontano da Namasté – per dare valore alla nostra attività e potere aiutare il più alto numero di disoccupati possibile».
Più alto sarà il fatturato dell’emporio, infatti, maggiore sarà la possibilità di inserire persone svantaggiate nel programma. «Speriamo che i milanesi ci scelgano – conclude la fondatrice dell’emporio solidale – decidendo di spendere un euro in più per fare la spesa ma portando a casa un prodotto genuino e regalando un sorriso ai nostri dipendenti, finalmente tornati a lavoro». <
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