Datemi un martello

Cinema  di Claudio Facchetti Non c’è il due senza il tre Datemi un martello Ritorna Thor e si trova in brutti guai: lontano dal suo...

Cinema 

di Claudio Facchetti

Non c’è il due senza il tre

Datemi un martello

Ritorna Thor e si trova in brutti guai: lontano dal suo regno, imprigionato su un altro pianeta, dovrà battersi con Hulk e vincere la perfida Hela per impedire il Ragnarock.


   È sulle note della poderosa e immortale Immigrant Song, canzone dei Led Zeppelin annata 1970, che Thor ha annunciato alcuni mesi fa il suo ritorno sul grande schermo con il primo trailer di… degustazione del terzo film che lo vede assoluto protagonista, intitolato appunto Thor: Ragnarock. Miglior presentazione… musicale non poteva esserci e la pellicola è senza dubbio all’altezza del mitico brano (tra miti ci si capisce) e mantiene quanto promette, annunciato dal cast stellare messo in campo: il biondo Chris Hemsworth, ovviamente nei panni di Thor, e Tom Hiddleston, l’infido fratellastro Loki, cui si aggiunge l’eccezionale Cate Blanchett, nel ruolo della spietata regina Hela, e l’ottimo Jeff Goldblum, il Gran Maestro governatore del pianeta Sakaar.
Ma ci sono anche il bravo Mark Ruffalo, che torna a interpretare il colossale Hulk (già visto nei precedenti cinecomics tra gli Avengers), la lanciatissima Tessa Thompson che dà il volto alla guerriera Valchiria e, come se non bastasse, compaiono anche Anthony Hopkins (Odino), Benedict Cumberbatch (Dottor Strange) e Sam Neil.

Un supereroe sorridente

Tutti agli ordini del regista neozelandese Taika Waititi, che approda per la prima volta a un kolossal in maniera un po’ sorprendente, dopo una positiva carriera trascorsa nei meandri del cinema indipendente, lontana dai “lussi” hollywoodiani. «Non è certo un problema per me – commenta – . Sapevo che nel mio destino ci sarebbe stato un film con un supereroe e adesso è arrivato. Mi sento un ospite all’interno dell’universo cinematografico Marvel, ma con la libertà creativa di fare quello che voglio».
Waititi ha così messo in Thor: Ragnarock la sua idea di cinema che sconfina spesso nella commedia. «I supereroi si prestano all’umorismo e credo che questo sia esattamente ciò di cui hanno bisogno per continuare ad essere freschi, senza dimenticare i loro lati più seri e gli aspetti epici. Ho cercato, insomma, di mischiare insieme questi elementi. Credo che questo sarà il film dei Marvel Studios che si distinguerà più dagli altri visti fino a oggi».
Il regista, insomma, ha voluto dare una sua impronta alla pellicola, prendendo le distanze dalle precedenti “puntate” del franchise, Thor (2011) e Thor: The Dark World (2013): «Ho deliberatamente ignorato questi film – conferma – e dato a “Ragnarock” una dimensione diversa rispetto al passato, con un approccio nuovo ai personaggi».
Ammette il cambio di rotta anche Chris Hemsworth, tornato per l’ennesima volta a impugnare il potentissimo martello Mjöllnir: «Waititi è un regista di grande personalità e spessore, era logico attendersi una svolta. I personaggi principali, pur mantenendo una loro identità, sono differenti, con un’ironia più marcata».
Tira aria di disimpegno, dunque, e la volontà di unire con un rischioso tuffo carpiato l’azione con l’umorismo, mantenendo tutto nei confini del genere. D’altra parte, siamo nell’alveo dei cinecomics: non si possono far saltare certe regole più di tanto.

Duello nell’arena

Ecco allora dipanarsi la trama avvincente che vede Thor lontano dal suo regno, Asgard, imprigionato dall’altro lato dell’universo e privo del suo martello, disintegrato dalla perfida Hela, tornata libera dopo millenni di prigionia e decisa a spazzare via Asgard, momentaneamente sotto il dominio di Loki.
L’unico in grado di impedire il Ragnarock – la distruzione della civiltà asgardiana – è naturalmente Thor ma, come accennato, è finito nelle mani del Gran Maestro sul pianeta Sakaar e l’unico modo per guadagnarsi la libertà è battersi nell’arena galattica con altri sventurati. Al Dio del Tuono tocca così per avversario l’arrabbiato Hulk, suo sodale negli Avengers, ma qui poco propenso a venire a miti consigli, o almeno così sembra. Riuscirà il biondo supereroe, al quale viene tagliata pure la folta chioma, a fermare l’apocalisse?
La risposta alla domanda è scontata, ma è interessante come si arriva all’epilogo, con una selva di personaggi che spuntano da ogni dove. «È stato divertente – commenta il regista – far interagire Thor, Loki, Hulk, Dottor Strange, Hela e tutti gli altri, creature diversissime tra loro. Hanno facilitato il mio compito, che è quello, in fondo, di far sì che il pubblico esca dalle multisale con un senso di gioia».
Di certo, uscirà con gli occhi sgranati per i consueti, strabilianti effetti speciali, che qui si collocano in uno scenario… cosmico. «La gran parte del film – precisa Waititi – è ambientato nell’universo, con tantissimi pianeti al di fuori dei Nove Regni. È senza dubbio una delle pellicole più… spaziali e avventurose della Marvel».
Un’avventura cui non è abituata Cate Blanchett, di solito coinvolta in ruoli più impegnativi e meno… travolgenti. «È vero – ammette – , durante la mia carriera avrò interpretato personaggi d’azione un paio di volte, ma sono super entusiasta di Hela: è più complessa di quel che sembra e poi, così, ho fatto felici i miei figli, grandi fan dei fumetti Marvel».
Chi invece è ormai abituato ai cinecomics è Tom Hiddleston: «L’ultima volta che ho indossato il costume di Loki è stato nel 2012 e il personaggio ha subito un’evoluzione. Gli ho dunque dato sfumature inedite, provando a renderlo più cattivo e, al tempo stesso, più caustico».
Thor: Ragnarock dovrebbe essere, nelle intenzioni dei produttori, l’ultimo film con il biondo supereroe come protagonista che s’interfaccia, comunque, anche con la “galassia” degli Avengers. Tant’è che anche in questo si rintracciano riferimenti alle pellicole già uscite (The Avengers del 2012 e Avengers: Age of Ultrdicatori (di cui fa parte Thor) tornerà in piena azione in on del 2015), per proiettarsi nel prossimo futuro, quando il gruppo dei VenAvengers: Infinity War, saga che si preannuncia epica e divisa addirittura in due parti, una che uscirà nel 2018 e l’altra nel 2019. Per i fan del Dio del Tuono, una buona notizia.<
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