Il mondo gira sulle rotelle

sport di Stefano Ferrio   Una disciplina in forte crescita   Il mondo gira   sulle rotelle Skateboard, pattinaggio, hockey, ...


sport
di Stefano Ferrio

 
Una disciplina in forte crescita
 Il mondo gira
 sulle rotelle
Skateboard, pattinaggio, hockey, skiroll… Sono solo alcuni
dei tanti modi di declinare le… rotelle, “mezzi” anche ecologici,
poco costosi e divertenti.

   L’umanità pattina sempre di più. E non solo sul ghiaccio, teatro di discipline molto amate e fra loro in netto contrasto, come l’hockey dei guerrieri e l’“artistico” dei ballerini. Per farsene un’idea val bene una gita a Treviso il prossimo 11 marzo, domenica in cui è fissata l’edizione 2018 del Roller Day. Sarà una giornata allegra, fragorosa e molto avvincente, come sempre da quando esistono i pattini a rotelle più o meno nella forma in cui oggi li conosciamo, ovvero dall’inizio del diciottesimo secolo.
A Treviso daranno spettacolo in modo adrenalinico e coreografico, considerando le emozioni in arrivo dalla maratona che si correrà lungo stupendi percorsi architettonici e paesaggistici di 42, 21 e 5 chilometri: attesi circa 500 partecipanti, fra cui molti provenienti dall’estero, trattandosi di una delle dieci maratone di punta del calendario internazionale.
È uno dei tanti esempi citabili per dimostrare che l’idea di piazzare delle rotelle sotto i piedi nella vita di tutti i dì, adottando una locomozione quanto mai economica ed ecologica, affascina un crescente numero di persone. Meno soldi da spendere, più liberta di movimento, compresa quella di praticare sport come la corsa, il freestyle e l’hockey a rotelle.
Tanto che è ormai diventata normale cartolina metropolitana vedere ragazzi scendere sui pattini dal tram, o anche sfrecciare lungo il marciapiedi calibrando la propria posizione su una tavola da surf in versione terrestre, meglio nota come skateboard. Filosofia di vita che si intreccia a gusti musicali e letterari ben definiti, come il rock, il rap e una narrativa scritta “on the road”.

Volando sulla tavola
Il Cio, comitato olimpico internazionale, inizia a prenderne atto. Anche nei Giochi invernali appena svoltisi a PyeongChang, in Corea del Sud, uno dei venti dreamer italiani, come venivano chiamati i 7.500 atleti scelti per passarsi la fiaccola da accendere all’apertura della manifestazione, era Mirko Rimessi, istruttore ferrarese di pattinaggio. Suo dream, sogno, vedere estesa sempre di più la pratica, amatoriale e agonistica, di discipline semplici quanto socialmente aggreganti.
Non propriamente un miraggio, considerando che ai prossimi Giochi estivi di Tokyo 2020, farà il suo debutto, fra gli eventi speciali, proprio lo “skateboarding”, con gare riservate a specialisti uomini e donne sia nello Street che nel Park, che, come indicano i nomi, si svolgono sull’asfalto delle strade e nel verde dei parchi.
In entrambi i contesti occorre prodursi in evoluzioni acrobatiche derivate dalla pratica del surf, la tavola da mare inventata dagli hawaiani e divenuta di culto in tutto il mondo dopo il boom che ha conosciuto sulle spiagge californiane degli anni ’60.
Chissà se fra gli ottanta posti previsti nelle quattro gare di Tokyo ce ne saranno per atleti come Fabio Montagner, 31 anni, trevigiano di Castelfranco, una delle stelle nostrane della tavoletta da strada, o per la bolognese Asia Lanzi, che ad appena 15 anni si laurea campionessa italiana, confermandosi nei primi venti posti del ranking mondiale.

Le Olimpiadi a rotelle
Già carichi di glorie agonistiche e di talenti ammirati ovunque, sono due i nomi emergenti all’interno di un universo a rotelle in costante espansione nel nostro Paese. Ne dà testimonianza la Fisr, Federazione Italiana degli Sport Rotellistici, aggregando 50mila tesserati appartenenti a circa mille società. In queste ci si divide non solo fra hockey, artistico, corsa e skate, ma anche fra discipline di più recente creazione come il freestyle acrobatico, la discesa downhill, lo skiroll da montagna, e la versione “inline” di uno sport di squadra ad alto tasso agonistico come l’hockey. 
Un dato di cui tenere conto, accostandosi al “mondo sulle rotelle”, è rappresentato dalla sfida ai limiti umani agevolata da un accessorio che non consente di volare come gli uccelli, ma di acquisire un’inusuale, e a volte straordinaria, capacità di movimento sulla terra, sia nelle acrobazie in spazi circoscritti dello “skate”, sia nella velocità di spostamento attuata nella corsa.
Con la caratteristica di non limitare le migliori performance a un ristretto periodo della vita, che è quella gioventù anagrafica in cui danno del loro meglio i campioni dell’atletica leggera. L’Usain Bolt della velocità su pattini, per esempio, si chiama Sandro Bovo, padovano classe 1972, un asso delle rotelle che a 44 anni di età ha conquistato il record mondiale di velocità su pattini in discesa, raggiungendo i 124 chilometri orari, sul cui limite si può “gareggiare” con una qualsiasi utilitaria.
Primato ottenuto da un gigante che così ottimizza la potenza aerodinamica dei suoi 110 chili di peso, alla faccia dei quali “vola” in tante competizioni downhill, lungo discese collinari mozzafiato, oppure all’interno delle stesse piste utilizzate nella stagione invernale per le gare di bob.
Il futuro è a rotelle, quindi, e si può dire sia già cominciato lo scorso anno, quando a Nanchino, in Cina, si sono disputati i primi World Roller Games, autentiche Olimpiadi degli sport a rotelle, esaltati da quattromila atleti iscritti nelle dieci discipline previste, cinquanta nazioni rappresentate, centodieci eventi in cui assegnare ben 1.098 medaglie. Una manifestazione con cui un movimento sempre più grande e differenziato ha iniziato a colmare da solo i vuoti di un programma olimpico che solo in questo secolo ha cominciato a prendere atto di una realtà così importante.
Ne sa qualcosa Chad Hedrick, il “Campione” per eccellenza della velocità su pattini. Americano classe 1977, ha finora vinto l’enormità di cinquanta titoli mondiali in varie distanze.
Talmente imbattibile che, stanco di non poter partecipare ai Giochi Olimpici, da cui la corsa su strada è tuttora esclusa, nel 2006 si iscrive alle Olimpiadi invernali di Torino per stupire il mondo conquistando l’oro nei cinquemila metri di pattinaggio su ghiaccio, oltre a portarsi a casa un argento e un bronzo, come farà anche a Vancouver 2010.
Perché l’umanità che pattina ama trovare ostacoli. E superarli.<

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