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Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
“Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. 21 Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Non è che il cristiano deve dubitare di sé quando sta bene, quasi che essere cristiani significhi soffrire, avere delle prove, essere sfortunati nella vita, sopportare ingiustizie... Certo tutti cerchiamo la felicità e il Signore ci indica strade di felicità quando fa quel bellissimo discorso detto delle beatitudini. In Luca però le beatitudini sono tre felicità e tre guai; tre consolazioni e tre messe in guardia.
Significa allora che non solo siamo chiamati a dare una altro significato alle nostre lacrime, alle persecuzioni, all'indigenza perché sappiamo di stare sempre a cuore a Dio, ma anche che dobbiamo avere qualche buon dubbio, quando stiamo troppo bene, o siamo troppo soddisfatti. Basterebbe infatti fare un giro nel terzo mondo per vedere se possiamo stare tranquilli nella nostra abbondanza o se forse non ci dobbiamo fare un serio esame di coscienza per vedere se il nostro benessere, e lo è, non dipende dal malessere che il nostro mondo procura a popoli poveri e affamati; se la nostra abbondanza sfacciata non significhi una appropriazione indebita di qualcosa che è di tutti.
Il Signore ha dato la nostra terra a tutti perché ne possano godere e possano vivere felici; il mondo invece è diviso in due parti non proprio uguali: il 20% delle persone consuma l'80 % delle energie di tutti e l'80% delle persone si deve accontentare dell'avanzo degli altri e vive di stenti e di fame. La nostra allegria spesso è falsa, perché legata a ideali bassi, a soddisfazioni egoistiche. Vivere le beatitudini è anche questo: mettere in discussione il nostro benessere perché sia quello vero e di tutti
Ma soprattutto è sempre far consistere la nostra gioia nella paternità di Dio, nell'abbandono in Lui, nella consapevolezza che a Lui stiamo a cuore come figli e che non ci può essere privazione che ci porta infelicità. Gesù, diceva papa Giovanni Paolo II, è le beatitudini. E' Lui il povero che si affida a Dio, è Lui il mite che possiede la terra, è Lui colui che è perseguitato a causa della giustizia ed è per noi la pienezza della realizzazione di ogni bene. A Lui facciamo riferimento nelle nostre difficoltà, nelle fatiche dell'onestà e della povertà, perché Lui è sempre la nostra ricchezza e la nostra forza, Lui ci tiene aperto il cielo perché ne appaia Dio nella sua paternità e bontà senza confini. Le Beatitudini non sono esigenze nobili e difficili, ma sono il dono bello e impensabile che Gesù ci offre facendosi nostro fratello e che lo Spirito Santo stesso costruisce nella nostra struttura di persone. Per capirci:
Perchè un povero deve sentirsi felice? Perché sa per certo che Dio è la sua ricchezza, niente altro. Non sono i soldi, non sono il potere o la gloria o l’avere e il disporre di tutto, ma l’amore di Dio che gli è assicurato proprio perché non ha niente, si fida totalmente di Lui.
Così è beato chi ha il cuore puro, chi non ha doppiezze, chi guarda al prossimo con occhio limpido, chi non tenta di strumentalizzare nessuno, perché è Dio che riempie il suo cuore di sé della sua bontà, della sua sicurezza.
Perché un perseguitato sta imboccando una strada di felicità? Non certo perché è chiamato a resistere al male con il suo coraggio di sopportare sofferenze e dolori, ma perché Dio non lo abbandona. Proprio nella prova può contare su di lui. A quell’appuntamento con il dolore Dio si fa vedere e diventa la sua forza.
Insomma le beatitudini non sono uno sforzo sovrumano di andare controcorrente, ma la certezza di avere Dio come sostegno della vita e di poter riporre in Lui la nostra speranza che non sarà mai delusa.
Domenico Sigalini |