Abbiamo incontrato in un noto teatro brianzolo, la
bravissima e bellissima Claudia Koll poco prima della rappresentazione
teatrale del suo ultimo spettacolo: Il prigioniero della seconda
strada di Neil Simon per la regia di Attilio Corsini.
L’opera è ambientata a New York, in un’estate particolarmente
calda, dove Mel, manager di successo, viene licenziato dopo 22 anni di duro lavoro
in una grande multinazionale. Mel, ha ormai quasi 50 anni e vive il profondo
dramma su come potrà nuovamente inserirsi nel mondo del lavoro.
La sua vita entra profondamente in crisi nel momento in cui perde il lavoro e
con esso anche uno dei punti cardine di riferimento di tutta la sua vita. Gli
rimane solo la famiglia.
Il suo malessere peggiora di giorno in giorno quando comincia ad avvertire sempre
più i profondi disagi della vita in una grande metropoli e anche il suo
lussuoso appartamento si trasforma a poco a poco in una prigione, dove i rumori,
gli odori e il traffico aumentano e peggiorano le sue nevrosi.
Edna, la dolcissima moglie gli propone una nuova vita lontano dalla città,
ma Mel non vuole saperne. Le difficoltà non diminuiscono, la casa viene
svaligiata e la depressione incombe sempre più.
Edna, riesce a trovare un piccolo lavoro ma però dura poco. L’aiuto
e la comprensione dei parenti e degli amici latitano e le stagioni si susseguono
fino all’arrivo dell’inverno che imbianca la città e permette
alla coppia di passare molto più tempo insieme.
Una storia che incarna alcune delle difficoltà che a volte abitano all’interno
delle nostre mura domestiche. Una storia di una coppia unita, che si ama ma che
dovrà imparare a superare insieme una dura crisi economica ed esistenziale.
Alla bellissima Claudia abbiamo posto alcune domande sul suo lavoro e sulla sua
vita.
Un uomo di 50 anni perde il lavoro. un momenti
difficile se non ci fosse la famiglia…
Questo spettacolo è molto interessante ed attuale perché molte
persone ci si ritrovano.
Il personaggio di Edna, è una donna degli anni 70 che cerca il
confronto con l’uomo. Ha una dolcezza e una pacatezza particolare
nei confronti di Mel che invece è molto insoddisfatto nei confronti
della vita. Edna, la moglie dice fin da subito mi rimbocco le maniche.
Decide di lavorare al posto del marito e cerca di aiutarlo ad uscire
dalla crisi che lo ha colpito. Mel, il marito diventa in alcuni momenti
aggressivo. Ma è attraverso i toni ironici e alcuni spunti
amari che permettono di riflettere intensamente che si scoprono alcune
verità fondamentali per la vita..
Quanto è importante il ruolo della famiglia nelle difficoltà della
vita che ognuno di noi incontra?
Il ruolo della famiglia è fondamentale. Proprio perché ogni
uomo ha bisogno d’amore per poter affrontare le difficoltà,
la famiglia dovrebbe essere un nido sicuro da cui spiccare il volo, il
luogo dell’amore.
La centralità dei sentimenti secondo me è fondamentale.
Solo se ci si sente profondamente amati, si ha anche la forza di reagire
alle numerosi difficoltà della vita senza cadere nella depressione
e nella solitudine.
Ma la famiglia esiste ancora?
L’uomo di oggi è in crisi. E’ una
profonda crisi di valori e la famiglia moderna registra questo vuoto.
Lavoro e famiglia. Come saper coniugare queste due dimensioni nella
vita della donna?
Il lavoro è importante. Lo è anche la
famiglia. Bisogna saper trovare lo spazio e il tempo per tutto.
Qui bisogna essere maestri. Come cristiana, dico che bisogna andare alla
scuola di Maria.
Maria, era veramente una donna che pregava, accudiva la famiglia e amava.
Però era anche una donna sicuramente pratica e concreta.
Cara Claudia, che ruolo ha per te la fede
nel lavoro d’attrice
e nei rapporti che hai la fortuna di poter vivere?
La fede è importante perché è una chiave di lettura
della vita. Non puoi non lavorare che con gli occhi della fede. Io ho
avuto la gioia di poter sperimentare realmente l’amore di Dio che
copre le nostre colpe per aiutarci ad arrivare a Lui, andando oltre i
nostri errori. Da questa esperienza personale ho capito che non si può infierire
nei confronti di chi è debole ma bisogna amare e cercare di rialzare
e sostenere chi è caduto. Questa è l’esperienza della
Misericordia.
Anche in questo spettacolo, la trama ci insegna questo.
Quando ti sei riavvicinata alla fede?
Mi sono riavvicinata alla fede
in un momento di sofferenza, mi sono trovata a dover affrontare una situazione
particolarmente difficile.
Prima non ero una buona cristiana, non frequentavo la Chiesa e quando
nella sofferenza ho capito che niente di tutto quello che avevo poteva
aiutarmi, niente di tutto quello che era il mondo costruito fino ad allora
poteva sostenermi: né il lavoro, né i soldi, né gli
amici anche influenti, mi sono rivolta a Dio.
Il Signore ha avuto compassione e mi ha aiutato a rialzarmi e a rinascere.
Ho sperimentato il segno della Misericordia di Dio, perché il
Signore perdonando ci dona un cuore nuovo e con esso anche una nuova
vita.
Hai fatto del volontariato in giro per il mondo?
Il Signore mentre mi
perdonava, mi ricostruiva e mi portava verso il prossimo. Mi ha preso
per mano nel dare concretezza alla mia fede attraverso le opere. Ho imparato
a vedere nell’altro Lui.
Non è stato sicuramente un caso che le prime persone che ho incontrato
in questo nuovo percorso sono stati i malati di AIDS, i bambini leucemici,
entrambi sofferenze forti, estreme.
Successivamente sono stata in Africa, dove il Signore mi ha irrobustito,
mostrandomi profonde ingiustizie che oggi vivono nel mondo.
Mi ha tolto la paura della povertà, che potevo avere nel seguire
Gesù, in quanto non si può seguire il mondo e seguire Gesù.
Bisogna saper scegliere, questo mi portava un po’ di paura, paura
di perdere quello che avevo e con esso anche le mie sicurezze e le mie
certezze.
Il Signore in Africa mi ha tolto la paura della povertà, mostrandomi
la vera povertà.
Mi ha fatto capire che la mia vita poteva essere spesa per gli altri
attraverso anche la visibilità che avevo come attrice.
Ho potuto aiutare il VIS – volontariato internazionale salesiano – www.volint.it – con
il quale sono stata in Africa con tre viaggi.
In Italia, insieme abbiamo sensibilizzato gli italiani per raccogliere
fondi per le missioni salesiane.
Nei miei viaggi in Africa sono rimasta edificata dai missionari che spendono
la loro vita per Gesù, per la loro fede in Gesù.
Sono ancora in contatto con alcuni di loro perché sono state esperienze
forti che mi hanno colpito e mi hanno fatto crescere.
Al tempo spesso anche i giovani volontari presenti nelle diverse missioni,
mi hanno davvero colpito, spesso sono giovani volontari appena sposati
che decidono di spendere la loro vita in missione.
In questo cammino di crescita ho sentito il bisogno di far nascere una
associazione dedicata al Padre misericordioso che si chiama Le Opere
del Padre.
Il Signore, mi ha fatto rinascere attraverso i sacramenti, mi ha messo
nel cuore un particolare amore per la Chiesa, questa associazione si
occupa di sostenere la Chiesa Africana, attraverso i Vescovi cercando
di rispondere alle diverse esigenze della comunità.
Anche in Italia, si impegna per le persone che soffrono a causa di una
malattia o per una sofferenza spirituale
Diffondiamo il messaggio della Misericordia di Dio, rivelato a Santa
Faustina Kowalska, canonizzata dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel
2000.
Mi dici qualcosa in più sulla celiachia
e sul tuo sostegno in questo settore?
Io sono celiaca dalla nascita. L’associazione italiana celiachia,
mi ha chiamato tempo fa come testimonial dello stare bene pur essendo
celiaci. Così abbiamo cercato insieme di dare speranza e fiducia
alle persone affette da questa malattia.
A dir il vero già mia mamma pediatra, quando ero piccola ed incontrava
qualche bambino celiaco, mi mostrava facendo vedere che si può essere
normali e sani anche con questa condizione.
In fondo, non potendo mangiar il glutine, si tratta semplicemente d’osservare
con più attenzione una dieta particolare.
Quali impegni futuri attendono la meravigliosa e poliedrica Claudia
Koll?
A breve appena finita la tournée teatrale andrò con
la mia associazione, in Congo per vedere lo stato dei lavori svolti e
quelli che stiamo ancora realizzando in stretta collaborazione con la
Diocesi di Wamba.
Luigi Meani
Per saperne di più:
ASSOCIAZIONE ONLUS “LE OPERE DEL PADRE”
www.leoperedelpadre.it – leoperedelpadre@tiscali.it |