Carola ama il rosso. È il colore della
sua vita, perché tinge ogni cosa che
fa, dice e pensa: quando balla, parla, piange,
si abbandona alle emozioni, litiga, prega
e spera, Carola è rossa. Soprattutto
quando si innamora. Allora le fiamme della
passione la avvolgono, la scaldano e infine
la bruciano. Tutti i suoi amori sono finiti
così, in cenere, travolti da un fuoco
che prima regala intense emozioni e momenti
speciali e poi distrugge. La scorsa estate
ha conosciuto un ballerino, bello e affascinante,
un mese dopo si sono sposati in una chiesetta
di montagna, lei vestita di rosso; tre mesi
dopo si sono lasciati. Adesso sta ancora
raccogliendo i pezzi, ma ha già incontrato
un altro uomo che le ha fatto perdere la
testa...
Marcello, Alessandro, Carlo... sono piombati su Carola come meteoriti, spettacolari
con le loro scie luminose e devastanti all’impatto. Per ognuno di loro
lei ha fatto pazzie. E continuerà a farle, perché Carola è fatta
così. Per le sue vicissitudini familiari, è profondamente insicura
e bisognosa di affetto, e per questo le sue relazioni affettive possono essere
temerarie e tutt’altro che “solide”. Infatti durano pochissimo.
Simona, invece, si sta ancora chiedendo che cosa l’ha spinta nelle braccia
del suo attuale marito, Francesco. Litigano continuamente, si ripetono che sono
incompatibili, sembra che non abbiano nulla in comune. Lei è vivace, estroversa,
bella, frizzante; lui è di aspetto dimesso, timido, chiuso, permaloso,
geloso e un po’ paranoico. Eppure...
Vorrei una pazzia per me
“Ci siamo conosciuti a una festa di capodanno – racconta Simona – Gli
sono subito piaciuta, ma sono passati un anno e mezzo prima che io cominciassi
a interessarmi a lui. Mi incuriosiva e affascinava forse proprio per la sua distanza
da me in tutto: io così istintiva e spontanea, lui così riflessivo
e taciturno, controllato e pacato, quasi come se si fosse costruito a tavolino.
Da un lato ero attratta da questo, dall’altro ne ero respinta. E ancora
adesso, la sua flemma mi dà sicurezza ma non sopporto le sue fredde analisi,
la lucidità con cui valuta le situazioni. Mi piacerebbe che ogni tanto
facesse una pazzia per me, si sbilanciasse un po’, rinunciasse per una
volta a essere se stesso per compiacermi. E invece ha i piedi troppo per terra
e ogni volta mi smonta con la sua razionalità, di ogni cosa (soprattutto
quelle che a lui non interessano) mi fa vedere i lati negativi per scoraggiarmi.
In effetti i lati negativi ci sono, ma è il solito discorso del bicchiere
mezzo pieno o mezzo vuoto”.
Entrambi sono volitivi, forti e testardi, cercano di imporsi l’uno sull’altra.
Si criticano, giudicano, insultano spietatamente, ingaggiando estenuanti battaglie.
Lei urla, lui tiene il muso, lei sprizza rabbia da tutti i pori, lui le volta
le spalle senza neanche darle la possibilità di sfogarsi. “Ti odio”,
dice lei; “Sparisci”, risponde lui. Con un quadretto così,
c’è da chiedersi come mai non si siano ancora lasciati dopo ben
8 anni di delizie del genere. Eppure – strano, ma vero – Simona e
Francesco sono molto uniti e da soli si sentirebbero persi, monchi. Hanno quasi
bisogno di stare insieme, perché ognuno vede nell’altro quello che
gli manca.
L’amore ci capisce dall’interno
È impossibile dall’esterno capire le dinamiche di una coppia.
La sorella di Mariangela, per esempio, ancora si indigna quando la vede impegnata
a pulire gli occhiali del marito o a lucidargli le scarpe e affannarsi dietro
a mille faccende domestiche mentre lui è comodamente seduto in poltrona
a leggere un libro. Proprio lei, Mariangela, che più volte, nella casa
paterna, sottolineava con forza che mai e poi mai avrebbe fatto da serva a
un uomo. La vita insieme è fatta di consuetudini, scambi, compromessi
e mediazioni che a volte creano situazioni apparentemente incredibili.
Abbiamo bisogno di dare un senso a ogni
cosa che ci accade, di trovare spiegazioni,
individuare colpe e responsabilità,
cause ed effetti, forse per cullarci nell’illusione
che tutto è sotto controllo. Ma
l’amore sprigiona una luce propria,
una vitalità tali che vanno oltre
la consapevolezza di ciò che siamo
disposti a fare. “Io non so fin dove
potrei spingermi con Chiara, e questo mi
spaventa – dice Ale – Ognuno
di noi ha in testa un elenco di cose che
mai e poi mai farà nella vita. Io
alcune cose le ho fatte da quando sto con
lei, e senza pensarci due volte”.
“Forse la paura di amare è proprio questa – continua Ale – la
paura cioè di fare cose che ti sono sempre sembrate assurde o umilianti
o pericolose o comunque lontanissime dal tuo modo di essere e di vivere. Non
riesco a credere, però, che ci si rifiuti di amare per non soffrire.
Amare è una botta di vita pazzesca capace di trasformarti completamente.
Ti senti così forte e nello stesso tempo così fragile, vulnerabile
perché sei completamente esposto all’altro. Io l’amore lo
concepisco così. Non dico che l’amore non ti fa più ragionare,
ma sicuramente ti mette addosso coraggio e vitalità sufficienti per
cambiare parecchie cose”.
“Amore è...”. Chiunque
desidera sapere, anzi, provare, cos’è l’amore.
Non tutti ci riescono. Silvia, per esempio,
all’età di 33 anni non si è ancora
infiammata per nessuno. “Sì,
mi sono presa qualche cotta, ho trepidato
anch’io, ma non ho mai vissuto un colpo
di fulmine. Penso di essere incapace io di
amare, forse sono troppo egoista e autocentrata,
metto sempre me stessa prima di tutto. Non
ho mai rinunciato a qualcosa per amore, non
ho mai voluto così bene a una persona
da fare di tutto o quasi per renderla felice.
Mi dispiace molto, perché so quanto
mi perdo, ma non so cosa fare: se aspettare
che prima o poi l’amore arrivi, se
lavorare su me stessa in modo da aprire la
porta del mio cuore o se prendermi un gatto”.
Qualche suggerimento?
Patrizia Spagnolo
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