In questo numero

L'ULTIMO VOLO PER L'ANGELO DI RIMINI di Alessio Zamboni

 


Don Oreste Benzi chiudeva la sua giornata terrena nella notte delle festa di Tutti i Santi. 82 anni di vita intensissima per raggiungere molti per salvare tanti per infondere speranza a tutti. Poco prima di morire ha ancora redatto il suo testamento spirituale per la famiglia: Padri, tornate dai vostri figli. Questa l’intervista che ci ha lasciato poco dopo l’uscita del suo libro.

Ragazzi d’oggi immaturi e poco rispettosi? Il vero problema sono i genitori, eterni adolescenti, che non tengono conto nelle loro scelte del bene dei figli. Don Benzi capovolge la prospettiva ed offre un nuovo manuale d’amore per la famiglia e la coppia.
Da almeno tre anni pensava di scrivere un libro come questo. Gli mancava solo lo spunto per partire. Poi un giorno, racconta don Benzi, stava meditando il primo capitolo del Vangelo di Luca, ed è stato particolarmente colpito da una frase del versetto 47: «Ricondurre il cuore dei padri verso i figli». È questo lo scopo che si è proposto raccogliendo in questo volume testimonianze, aneddoti, riflessioni maturate in tanti anni di impegno sacerdotale tra adolescenti, giovani e le famiglie.

“Onora tuo figlio e tua figlia”: un titolo provocatorio, don Oreste. La scelta è stata tua o dell’editore?
«La scelta è stata mia».

Come mai, il quarto comandamento non è più attuale?
«Ho pensato che non è più sufficiente in un’epoca in cui i genitori hanno dissacrato la famiglia. Sono 50 mila in Italia i bambini e gli adolescenti che ogni anno sono straziati dalla divisione dei loro genitori. Pensiamo poi al dilagare della prostituzione, alla confusione sui modelli di famiglia. Si sta creando una civiltà in cui i figli sono un bene di consumo di cui si può disporre a piacimento. È necessario rifondare la famiglia ripartendo dai figli, soprattutto quelli sotto i dieci anni. Sono loro che hanno la concezione vera della famiglia e a loro i politici dovrebbero affidare il compito di fare le leggi sulla famiglia».

La piccola Margot, in una delle testimonianze che riporti, arriva a dire: «Meno male che papà è morto, così i miei genitori non si possono più separare». Non è un’affermazione troppo forte?
«È scientificamente vero che il dolore per la perdita naturale di un genitore è minore rispetto al dolore per la separazione dei genitori. Per avere una base sicura il figlio ha bisogno dell’amore del padre verso la madre e della madre verso il padre. Per questo educa molto meglio una vedova sola, o una consacrata che ha scelto di rigenerare  i figli nell’amore, che una coppia di genitori che di fatto non è più una coppia. Perché i figli certe cose le capiscono anche quando si vuol tenerle loro nascoste».

Viviamo in un’epoca che esalta sempre più le libertà individuali, il diritto all’autodeterminazione della persona. C’è chi vorrebbe legalizzare l’eutanasia e tu sostieni addirittura che il divorzio non è un diritto. In che senso?
«Oggi i giovani sono spinti a vivere solo di emozioni; non esiste più il “del tutto” e il “per sempre”. È così perché anche i loro genitori sono eterni adolescenti. Il divorzio è una regressione dell’adulto alla fase egocentrica».

Parlando delle tendenze degli adolescenti di oggi, affermi un principio: ogni essere vivente si dirige verso ciò che lo attira. Perché i nostri ragazzi, dopo aver ricevuto la Cresima, si allontanano dalla Chiesa? Non c’è più niente che li attira?
«L’approccio a Cristo proposto oggi da molte realtà ecclesiali è incomprensibile per gli adolescenti. Il bisogno di assoluto però è presente e quando i ragazzi incontrano qualcuno che fa fare loro un incontro simpatico con Cristo rimangono affascinati. Lo dimostra l’adesione ai movimenti cattolici, come la stessa Comunità Papa Giovanni XXIII, in cui ci sono tantissimi giovani disposti a dare la vita per Cristo».

«Per fare nuova evangelizzazione – si legge nel capitolo dedicato agli “appuntamenti con Dio” – non basta scrivere nuovi libri, occorre scrivere nuove vite». Cosa intendi dire?
«Il 90% dei giovani non va più in chiesa, ma il senso del sacro è presente. Per questo si diffondono le sette, che danno l’illusione di rispondere a questo bisogno. Per attirare alla fede occorrono testimoni credibili ma è soprattutto necessario recuperare il senso di popolo, un popolo nuovo capace di cambiare la storia. Se c’è la devozione senza rivoluzione, i giovani se ne vanno. Anche dai gruppi giovanili».

Torniamo ai genitori. Nell’ultima parte del libro parli di allattamento, di vomito, di anoressia... non ti sembrano questioni da pediatra o da psicologo più che da prete?
«Anche un prete è un padre e quando vede questi fenomeni si chiede perché. Scopre allora che quel vomito del bambino è un vomitare anche la madre, o la maestra. E allora cerca soluzioni che vadano oltre la semplice cura del sintomo, intervenendo sulla relazione».

Una questione che da sempre cruccia i genitori: quando un figlio sbaglia è giusto punirlo? E quand’è che una punizione si può definire giusta?
«Dietro lo sbaglio di un figlio spesso si nasconde un grido: “Non ti accorgi che ci sono anch’io?”. Che si esprime magari con parole che feriscono, come quelle di Alice che urla: “Mamma, sei brutta!”. Per definire giusta una punizione, occorre prima capire cosa si intende per giustizia nell’infanzia. È ascoltando i nostri figli che scopriamo come camminare da adulti».

Alessio Zamboni

IL LIBRO – Si può considerare un manuale educativo, ma basato su esperienze di vita più che su riflessioni teoriche. Si parte con la struggente lettera scritta a don Benzi da una bimba di 8 anni che si chiede: «Perché i miei non si sono separati quando ero un po’ più grande?», per inoltrarsi poi nei vissuti spesso drammatici degli adolescenti. Un percorso che continua con gli appuntamenti che Dio dà ai nostri figli, per passare poi alle contraddizioni della coppia, scoprendo il segreto per vivere in pienezza l’amore coniugale. Non mancano, infine, suggerimenti pratici per affrontare temi spinosi per i genitori, come le bugie, l’anoressia, l’uso di droghe, i rapporti prematrimoniali.

INFO – Don Oreste Benzi, Onora tuo figlio e tua figlia, Editore Sempre, pp. 204, € 12
Il libro è distribuito in libreria da Messaggero Distribuzione.
Può essere chiesto direttamente all’Editore che provvederà ad inviarlo a domicilio senza costi aggiuntivi di spedizione: tel 0442 626738, fax 0442 25132, email: sempreabbonamenti@apg23.org, www.apg23.org

L’AUTORE: Don Oreste Benzi, nato a San Clemente (RN) il 7 settembre 1925, sacerdote dal 1949, è fondatore e responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione di fedeli di diritto pontificio diffusa in 23 Paesi del mondo.
Noto per le sue battaglie in difesa degli emarginati, è promotore di una catechesi innovativa, a cui si dedica con passione, soprattutto tra i giovani, fin da quando negli anni ’50 era direttore spirituale nel seminario di Rimini.
Giornalista pubblicista, collabora stabilmente con varie testate giornalistiche e televisive. È autore di numerosi saggi, tra cui “Con questa tonaca lisa” (San Paolo), “Scatechismo”, “Trasgredite!”, “Prostitute”,  “Ho scoperto perché Dio sta zitto”, “Gesù è una cosa seria” (Mondadori).
Con le “Edizioni Sempre” ha pubblicato Il sì di Maria, cura il periodico bimestrale Pane Quotidiano ed è direttore del mensile Sempre.

ESTRATTI DAL TESTO

Mi manca il mio papà

Lettera che mi ha scritto una bambina di 8 anni.

1) Alle volte sono triste perché mi manca il mio papà e piango. Piango anche tutta la notte.
2) Perchè il mio papà non è con me?
3) Perché i miei genitori si sono separati?
4) Perché papà non vuole stare con mamma?
5) Perché mia mamma non vuole vivere con mio papà?
6) Per quale ragione si sono separati?
7) Quando sono triste guardo la foto di mio papà e in braccio ci sono io da piccola e mi calmo un po’!
8) Quando vado a trovare mia nonna chiedo sempre a mamma se posso stare con papà.
9) Alle volte vorrei stare con papà e parlare con lui.
10) Io vorrei sapere perché i miei genitori si sono separati quando io e mio fratellino eravamo ancora piccoli piccoli.
11) Perché non si potevano separare quando eravamo un po’ più cresciuti?
Ciao.

Vado da mia nonna

Bambini di 8 anni a catechismo, in preparazione alla prima comunione. Si parla del matrimonio. Una bambina, Jessica, all’improvviso, con tono di voce alterato, esclama: «Se papà e mamma si dividono, io fuggo da casa!». Poi aggiunge: «Vado da chi mi vuol bene. Io vado da mia nonna!». E scoppia in pianto. Suo padre e sua madre si tradivano ed erano in procinto di separarsi.
Per un bambino è inconcepibile che il papà si possa dividere dalla mamma. Al bambino non basta l’amore del padre, l’amore della madre. Il bambino ha bisogno di essere investito dall’amore del padre “che comprende” la madre, e dell’amore della mamma “che comprende” il padre! Al bambino, al di fuori di questo amore, nessuna carezza dei genitori è sufficiente.

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