Molti pensano che la fede sia un tranquillante
dell’anima, un oppio per dimenticare
o per addormentare i problemi. Invece è una
grande e rischiosa avventura spirituale.
Maria Maddalena ce ne indica i passi fondamentali.
Facciamo giustizia così anche di inqualificabili
descrizioni del rapporto tra Maria Maddalena
e Gesù che in questi tempi hanno tenuto
banco nell’opinione pubblica.
La fede ha come punto di partenza la ricerca, una ricerca non superficiale, ma
appassionata che coinvolge tutto se stessi. Noi arriviamo a credere veramente
in Cristo solo quando sentiamo la sua assenza dalla nostra vita come un fatto
insopportabile. Lo dobbiamo ritenere indispensabile come l’aria che respiriamo.
Così cercava Dio Maria Maddalena e si era resa conto di desiderarlo tanto
solo quando lo aveva perso. Maria Maddalena apparteneva alla stretta cerchia
dei discepoli di Gesù e del loro rapporto con Gesù il vangelo dice
che “li amò sino alla fine”. Forse un amore così vero
non lo sospettava nemmeno e quando non lo vide più capì che Lui
Gesù, il Signore, era l’unica insostituibile verità della
sua vita.
E quando sul Calvario Gesù morì crocifisso, l’aveva perso.
Il primo giorno dopo il grande Sabato si accorse di aver perso anche il suo martoriato
corpo. Non solo non lo poteva più vedere vivo, ma nemmeno piangere da
morto. Aveva comperato con le sue amiche tanto balsamo per poter trattenere ancora
per poco i suoi lineamenti, poter venire a contatto con quel corpo freddo, ma
vero. Invece il suo corpo non c’era più. E Maria Maddalena si mette
a piangere. La sua è una fede che sa versare lacrime, riconosce il suo
dolore e lo sfoga e dal dolore trae energia per cercare: Dove sei mio Signore?
Avete visto il mio Signore? Se sapete dov’è ditemelo.
È questo desiderio di incontrare il Signore, di correre alla sua ricerca,
di non arrenderci di fronte alle difficoltà della vita che conta. Quante
volte siamo tentati di abbandonare la fede o di annacquarla riducendola a soprammobile,
a facciata, a vecchia tradizione senza senso. Il momento migliore che mi è offerto
per rinsaldarla è la prova, è in essa che posso cercare Gesù,
amandolo anche quando mi sembra assente, riconoscendolo come il tutto della mia
vita, come colui che è il mio Signore. Alla Maddalena lo potranno portare
via dal sepolcro, ma non dal cuore. A noi lo portano via e lo cancellano le nostre
superficialità, la nostra autosufficienza, il nostro benessere, la nostra
sicumera.
Il segreto che ha permesso a Maria Maddalena
di continuare a cercare il Signore, di non
scoraggiarsi, di avere nel cuore una tenacia
imbattibile e quindi di incontrarlo è l’aver
fatto una scelta precisa: era stata in contatto
personalmente con Gesù Crocifisso.
Da qui traeva la forza di cercarlo a tutti
i costi. Aveva deciso di stare dalla sua
parte contro il dileggio di tutti. Gesù era
stato rifiutato dalla maggioranza, era stato
fatto passare per delinquente, per bestemmiatore.
Gli apostoli erano fuggiti quasi tutti; erano
rimasti in quattro: sua Madre Maria, Giovanni,
Maria Maddalena e la sua amica. Entro una
atmosfera generale di odio, di indifferenza,
di grettezze brutali Gesù muore e
trova accoglienza solo in queste persone,
che non si preoccupano dell’ostilità e
dell’odio che hanno attorno, perché sono
calamitate da quella croce. Fanno la scelta
di stare, di porsi di fronte a questa croce
che è la manifestazione dell’amore
di Dio per l’umanità. Nella
fede l’essenziale non è essere
in tanti, né capire tutto e subito,
ma di esporsi personalmente e con le persone
che Dio mi mette accanto al contatto e all’azione
dell’amore.
Domenico Sigalini
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