Ci sono delle ragazze che quando passano,
attirano gli sguardi di tutti; tutti si girano,
fanno sorrisi; saranno pure belle, ma ci
sanno anche fare; giustamente vogliono dare
un messaggio di bellezza, di grazia, di spontaneità in
questo nostro mondo di programmi, di bilanci,
di grafici di vendite. Non necessariamente
occorre pensare male, le bellezza e la grazia
sono sempre un dono di Dio. Nel vangelo c’è una
donna che quando passa, tutti si girano.
Questa però è troppo superficiale,
ha una vita chiacchierata, non è certo
una buona madre di famiglia, anche se deve
lavorare e tenere la casa. Ha passato in
rassegna troppi mariti per essere solo sfortunata.
Un giorno va a prendere acqua al pozzo della
città e ci trova Gesù. È un
pozzo famoso, risale al patriarca Giacobbe. È una
ricchezza per la città di Samaria.
Gesù è lì accaldato
e stanco, da solo, mente i discepoli sono
in giro per raccattare qualcosa da mangiare.
Gesù perentorio le si rivolge solenne,
come sa fare spesso nei suoi dialoghi: donna,
dammi da bere. La donna non si sente né soggiogata,
né remissiva. Come ti permetti di
chiedermi da bere, tu che sei un giudeo e
che, come tutti i tuoi, hai chiuso ogni rapporto
con i samaritani? Gesù è stato
perentorio perché voleva andare oltre.
Ha letto nel cuore di quella povera donna
tutta la sua sete di felicità, tutte
le strade che ha percorso per trovarla, tutti
gli inganni di cui è stata vittima
e tutti i fallimenti che ha subito. Gesù le
legge la sua telenovela, i suoi passaggi
di uomo in uomo, di marito in marito, la
sua superficialità e l’incapacità di
guardarsi dentro, di fermare la corsa verso
il nulla. Le legge la banalizzazione dell’amore,
che solo in Dio è vero e che trova
in Lui solo la sorgente. È una donna
che ha smarrito la sorgente dell’amore,
come tanti di noi che viviamo di tentativi,
di prove, di aggiustamenti, di “stiamo
assieme finché tiene”. Di questa
sorgente ha bisogno. Se tu conoscessi il
dono di Dio e se sapessi chi ti chiede da
bere, chiederesti tu l’acqua che zampilla
per una vita piena, non per rattoppi di sopravvivenza.
La donna è colpita dalla chiarezza
e dalla forza di verità che promana
da Gesù. Vorremmo tutti essere guardati
dentro da lui, riuscire a farci leggere nel
nostro intimo la voglia di felicità,
fare chiarezza nelle bufale in cui incorriamo
e che spesso rifiliamo agli altri, sconfiggere
la nostra incoscienza il nostro sorriso superficiale
ed ebete che scambiamo per serenità,
ma che nasconde l’imbarazzo di una
vita a brandelli! Questa donna ha capito
almeno dove sta la felicità. Non sappiamo
se ha cambiato, sappiamo però che
ha messo in piazza i suoi errori e ha convinto
le persone che incontrava ad andare da Gesù.
Io sarò quel che voi ben sapete e
sempre mi rinfacciate, ma di una cosa dovete
assolutamente convincervi: quel Gesù di
cui tutti parlano è davvero la fine
del mondo, non ve lo lasciate scappare, non
state bloccati nei vostri pregiudizi. Non
stiamo tutti aspettando il messia, non siamo
tutti in attesa di un cambiamento, di una
salvezza, di una svolta nella nostra storia
e nelle nostre vite? Potrebbe essere proprio
Lui, quello che aspettiamo. E andarono da
Lui. In questa fila ci potremmo essere anche
noi.
Domenico Sigalini
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