In questo numero
SUPERFICIALE E INCANTATA di Domenico Sigalini

 


Ci sono delle ragazze che quando passano, attirano gli sguardi di tutti; tutti si girano, fanno sorrisi; saranno pure belle, ma ci sanno anche fare; giustamente vogliono dare un messaggio di bellezza, di grazia, di spontaneità in questo nostro mondo di programmi, di bilanci, di grafici di vendite. Non necessariamente occorre pensare male, le bellezza e la grazia sono sempre un dono di Dio. Nel vangelo c’è una donna che quando passa, tutti si girano. Questa però è troppo superficiale, ha una vita chiacchierata, non è certo una buona madre di famiglia, anche se deve lavorare e tenere la casa. Ha passato in rassegna troppi mariti per essere solo sfortunata. Un giorno va a prendere acqua al pozzo della città e ci trova Gesù. È un pozzo famoso, risale al patriarca Giacobbe. È una ricchezza per la città di Samaria. Gesù è lì accaldato e stanco, da solo, mente i discepoli sono in giro per raccattare qualcosa da mangiare. Gesù perentorio le si rivolge solenne, come sa fare spesso nei suoi dialoghi: donna, dammi da bere. La donna non si sente né soggiogata, né remissiva. Come ti permetti di chiedermi da bere, tu che sei un giudeo e che, come tutti i tuoi, hai chiuso ogni rapporto con i samaritani? Gesù è stato perentorio perché voleva andare oltre. Ha letto nel cuore di quella povera donna tutta la sua sete di felicità, tutte le strade che ha percorso per trovarla, tutti gli inganni di cui è stata vittima e tutti i fallimenti che ha subito. Gesù le legge la sua telenovela, i suoi passaggi di uomo in uomo, di marito in marito, la sua superficialità e l’incapacità di guardarsi dentro, di fermare la corsa verso il nulla. Le legge la banalizzazione dell’amore, che solo in Dio è vero e che trova in Lui solo la sorgente. È una donna che ha smarrito la sorgente dell’amore, come tanti di noi che viviamo di tentativi, di prove, di aggiustamenti, di “stiamo assieme finché tiene”. Di questa sorgente ha bisogno. Se tu conoscessi il dono di Dio e se sapessi chi ti chiede da bere, chiederesti tu l’acqua che zampilla per una vita piena, non per rattoppi di sopravvivenza. La donna è colpita dalla chiarezza e dalla forza di verità che promana da Gesù. Vorremmo tutti essere guardati dentro da lui, riuscire a farci leggere nel nostro intimo la voglia di felicità, fare chiarezza nelle bufale in cui incorriamo e che spesso rifiliamo agli altri, sconfiggere la nostra incoscienza il nostro sorriso superficiale ed ebete che scambiamo per serenità, ma che nasconde l’imbarazzo di una vita a brandelli! Questa donna ha capito almeno dove sta la felicità. Non sappiamo se ha cambiato, sappiamo però che ha messo in piazza i suoi errori e ha convinto le persone che incontrava ad andare da Gesù. Io sarò quel che voi ben sapete e sempre mi rinfacciate, ma di una cosa dovete assolutamente convincervi: quel Gesù di cui tutti parlano è davvero la fine del mondo, non ve lo lasciate scappare, non state bloccati nei vostri pregiudizi. Non stiamo tutti aspettando il messia, non siamo tutti in attesa di un cambiamento, di una salvezza, di una svolta nella nostra storia e nelle nostre vite? Potrebbe essere proprio Lui, quello che aspettiamo. E andarono da Lui. In questa fila ci potremmo essere anche noi.

Domenico Sigalini

www.timeandmind.com