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FRATELLO SOLE di Maurizio Dematteis

 


«Il futuro energetico? Mini impianti di fonti rinnovabili». Parola dell’economista e filosofo Jeremy Rifkin, considerato un guru dal movimento new global e un catastrofista da quello “hold global”. Che oggi comincia ad essere ascoltato anche dalla parte avversa. Infatti, da quando il prezzo del petrolio, fonte energetica in via d’esaurimento, è schizzato alle stelle e Vladimir Putin dalla Russia minaccia di chiudere i rubinetti delle forniture di gas, la preoccupazione dell’approvvigionamento energetico non è più una prerogativa degli ambientalisti ma un problema generalizzato. «Siamo nel mezzo della terza rivoluzione industriale – continua l’economista filosofo -. Si prospetta uno scenario in cui l’energia viene prodotta comunità per comunità, casa per casa. Un’energia che gira liberamente in rete, che viene passata da un utente all’altro come l’informazione su Internet, in modo che anche il più piccolo produttore possa cedere la sua quota di eccedenza alla collettività».

Il conto energia
Un’utopia, quella di Jeremy Rifkin, partorita da un libero pensatore? Non proprio, perché grazie a un Decreto legislativo attivato nel nostro paese a partire da settembre del 2005 denominato “Conto energia”, questo scenario è gìa oggi una realtà. In pratica, grazie al “Conto energia”, è possibile farsi installare un impianto fotovoltaico in casa e collegarsi alla rete energetica nazionale (impianto in rete). In modo da cedere le eventuali eccedenze di energia elettrica prodotta. Ma non basta, per incentivare l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, il Gestore del servizio elettrico (Grtn), ente nazionale preposto alla gestione della rete, si impegna a pagare per vent’anni al produttore di energia “fatta in casa” un prezzo superiore a quello di mercato. Se poi ci sono delle eccedenze da immettere in rete, il Gestore apre un credito al produttore, che potrà godere a sua volta assorbendo energia dalla rete nei momenti di picco dei suoi consumi. «Con l’approvazione del Conto energia sono sicuramente aumentate le domande di impianti fotovoltaici – spiega Monica Signori, commerciale di Electro Solar, ditta leader nella costruzione e installazione di impianti fotovoltaici del Triveneto, nata nel 1999 -, anche se non c’è stata l’evoluzione del mercato che ci si aspettava». Sulla falsa riga delle esperienze tedesca e spagnola, dove il Conto energia, attivo rispettivamente dal 1995 e dal 2002, ha fatto registrare un vero e proprio boom delle installazioni, il Governo italiano si aspettava sicuramente maggiori risultati. «All’indomani dell’approvazione del Conto energia c’è stato un vero e proprio boom delle richieste – racconta Danilo Bano, titolare al 50% della società piemontese Esse, da anni impegnata nell’installazione di impianti fotovolatici -, ma nel giro di un giorno è stato raggiunto il numero massimo di presentazione delle domande presso la Grtn di Roma».

Soldi e ambiente
«Ma attenzione – continua Danilo Bano, della Esse – oltre al discorso economico non bisogna scordarsi quello ambientale. Sicuramente chi installa un impianto fotovolatico lo fa per scordarsi la bolletta dell’elettricità per almeno 40 anni, ma soprattutto per eliminare le immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Per farvi un esempio ho finito da poco di installare un impianto da 8 kwh presso la casa di un industriale. Lui non ha problemi di soldi, avrebbe potuto tranquillamente continuare a pagare le bollette. Ma mi ha spiegato che quello è un suo piccolo contributo per il futuro dei suoi tre figli». Sicuramente l’installazione di un impianto fotovoltaico per una famiglia è un investimento non indifferente. Si parla all’incirca di un 20.000 euro per un impianto da 3 kw su una casa di 100 metri quadri con genitori e due figli. Casa che deve avere a disposizione almeno una ventina di metri quadri di superficie esposta a sud per montare i pannelli. «La cifra da sborsare è notevole – continua Danilo Bano – ma oggi è sicuramente uno dei migliori investimenti esistenti. Per un impianto da 3 kw spendo in media 20.000 euro; produco sui 3500 kwh in un anno, per un guadagno di 1500 euro. E in vent’anni ne riprendo ben 30.000». Sempre che i pannelli reggano. Le case costruttrici li garantiscono in media per 20 anni. E Danilo Bano, per esperienza di impianti montati su camper da oltre 20 anni, conferma tale garanzia.

Solare termico
Nella Finanziaria 2007 gli incentivi non si limitano agli impianti fotovoltaici. Accanto a tutta una serie di misure di promozione per le fonti rinnovabili, si trova una voce specifica per il solare termico, ovvero gli impianti di riscaldamento dell’acqua attraverso i raggi del sole: lo sgravio fiscale del 55% delle spese sostenute per l’installazione dell’impianto. «Da due anni a questa parte c’è stato un boom di richieste di installazione di impianti solari termici – spiega Roberto Roi, della società Acquagaia di Giaveno, in Provincia di Torino –. L’anno passato abbiamo triplicato il numero di impianti costruiti. E ci aspettiamo aumentino ancora». Investimenti sicuramente minori rispetto a quelli per impianti fotovoltaici, i solari termici si aggirano all’incirca sui 12.000 euro, sempre per una fatidica famiglia di quattro persone in un’unità abitativa di 100 metri quadri. Si tratta di impianti capaci di fornire acqua calda ad uso domestico e per il riscaldamento degli ambienti: «Qualche anno fa avrei consigliato un impianto solare termico solo per l’acqua calda ad uso domestico – spiega Robeto Roi – ma da qualche anno a questa parte, grazie alle nuove tecnologie, è conveniente usarlo anche per integrare l’impianto di riscaldamento della casa».
Da Rifkin a Roberto Roi, tutte le realtà impegnate a vario titolo nell’ambito della produzione di energia termica o solare, si dividono tra attività pratica e filosofia ambientalista: «Noi in definitiva – conclude Roberto Roi – non siamo altro che i mezzi di una trasformazione. Se il diciannovesimo secolo è stato il secolo del vapore, il ventesimo quello del petrolio, il ventunesimo è quello delle energie rinnovabili. Dobbiamo solo cercare di farlo capire alla gente, facendogli superare i comprensibili dubbi per il nuovo che avanza».

BOX: Fotovoltaico o solare termico?
Gli impianti a pannelli solari termici e quelli fotovoltaici sono due cose ben differenti. Per cominciare si può dire che, mentre i primi sono di competenza dell’idraulico, i secondi chiamano in causa l’elettricista.
Il solare termico utilizza la radiazione solare raccolta da un collettore, attraverso un pannello solare, per riscaldare l’acqua; l’acqua calda viene poi utilizzata per impieghi sanitari o per riscaldare gli ambienti. Per riscaldare l’acqua di una famiglia media (genitori e due figli) sono sufficienti dai 4 ai 6 metri quadri di pannelli (a seconda dei consumi familiari) più il bombolone dell’acqua, per un costo d’impianto sui 4000/6000 euro. L’impianto per il riscaldamento degli ambienti invece è più oneroso: un’unità abitativa di 100 metri quadri ha bisogno di 10/20 metri quadri di pannelli, per una spesa intorno ai 10-12 mila euro. Ma se si calcola il risparmio in bolletta, la durata media di tali impianti che arriva a 25 anni, e gli incentivi alla loro costruzione che nella nuova Finanziaria 2007 sono saliti al 55% di sgravio fiscale sui costi sostenuti (con un tetto massimo che sale a 60 mila euro), l’operazione può essere considerata un vero e proprio investimento.
L’impianto fotovoltaico invece, cattura i raggi solari attraverso i pannelli e produce energia elettrica sfruttando, per l’appunto, l'effetto fotovoltaico di alcuni materiali semiconduttori. Successivamente l’energia elettrica viene convertita per mezzo di un “inverter” da corrente continua a corrente alternata. A questo punto l’energia elettrica prodotta può essere utilizzata unicamente per l’unità abitativa dotata dell’impianto (impianto a isola, in cui rimane il grosso problema degli accumulatori, batterie al piombo costose e inquinanti) o essere immessa nella alla rete di trasmissione nazionale dell’energia elettrica (impianto in rete). I costi di tali impianti sono superiori a quelli del solare termico: per alimentare la casa di una famiglia media (genitori e due figli) bisogna affrontare una spesa di almeno 20 mila euro.

Per approfondimenti sul solare termico: www.assolterm.it
Per approfondimenti sul fotovoltaico: www.contoenergia.it, www.grtn.it

Maurizio Dematteis

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