Se hai qualcosa da dire, dilla, e
poi taci.
Harry ti presento
Sally
Cambia tutto! Eh sì, perché un
conto è parlare a qualcuno di un
amico. Un altro, presentarglielo e passare
insieme la serata. Altro ancora sarebbe
descriverlo per lettera. Eh sì,
cambia proprio tutto.
Con le presentazioni multimediali poi,
cambia non solo il look, ma l'impatto.
Anche se gli elementi in gioco sono gli
stessi, nelle presentazioni c'è sempre
una figura di spicco, asimmetrica, un «presentatore»,
ciò che fa la differenza è ciò che
vi è prima dell'evento vero e proprio.
La
presentazione multimediale
Nel caso delle
presentazioni multimediali abbiamo tre azioni.
Bisogna, infatti, gestire la presentazione-evento;
allestire la presentazione-supporto; elaborare
quanto si intende esporre.
Ecco le questioni cui daremo più o
meno approfondita risposta: quando e perché impiegare
una presentazione multimediale, come strutturarla
e realizzarla (testo e grafica), come utilizzarla
al meglio.
Nel farlo, alterneremo esposizione ed esercizi
(che sono poi dei modelli di lavoro).
-> Accendi il computer: tra
un po' potrebbe servirti.
Obiettivo
comunicazione
Per
avvisare di un ritardo, occorre un telefonino.
Per decidere l'acquisto di un'automobile
non si può fare a
meno di una rivista del settore. Per raccontare
le vacanze, servono le foto. Per confidarsi
con un amico, basta una birra.
Ad ogni situazione comunicativa, i suoi
strumenti ed i suoi canali: ma per un'esposizione
frontale ci vuole sempre una presentazione.
Ne va della sua riuscita.
Tiene il segno
C'è chi riesce a rivolgersi ad
un pubblico, più o meno nutrito,
stando seduto a leggere il proprio intervento,
chi sente almeno il dovere di alzarsi in
piedi, chi senza lavagna non comincia nemmeno:
ha bisogno di un supporto. Non per sé -
sa bene cosa dire - bensì per gli
altri: perché possano seguire meglio, «tenere
il segno».
Vantaggio non da poco, quel supporto gli
farà da supporter, prezioso
punto d'appoggio.
Una presentazione ben costruita, infatti, aiuta
a non perdere il filo (l'esposizione segue
le videate), a riprenderlo con facilità se
smarrito (basta un'occhiata allo schermo),
a riguadagnarlo se interrotto da una lunga
parentesi (rimando alla pagina visualizzata),
a ribadire un'idea (inserendola più volte),
a riassumere la trattazione (ripercorrendo
le diverse slide).
L’occhio
e la sua parte
Oltre ad agevolare
il buon svolgimento della trattazione,
una buona presentazione permette di vivacizzare
l'esposizione (colori ed effetti), esibire
la documentazione del caso, evocare attraverso
immagini appropriate.
L'esposizione orale, infatti, dà luogo
ad una ritenzione assai debole, quantificabile
intorno al 5%. Lo scritto permette di raddoppiare
la prestazione, arrivando all'incirca al
10%. Ma è con un supporto audiovisivo
che si raggiunge il massimo: coinvolgimento
e memorizzazione.
L'occhio, insomma, vuole la sua parte.
Oggi più che mai.
Ascolto, impatto, figura
In definitiva,
si appronta una presentazione multimediale
quando si ha qualcosa da dire ad un pubblico
specifico e si vuole far passare un messaggio:
favorire l'ascolto, avere impatto e fare
bella figura.
Quando si desidera curare la comunicazione,
insomma, ed il contesto è quello
adatto. Non in ogni caso.
Anche se un parroco del Veneto si è attrezzato
di power point per le sue prediche,
sconsigliamo vivamente il ricorso a tale
strumento, per esempio, per dichiararsi
alla propria bella!
? In quali occasioni e
per quali argomenti potresti avvalerti
di una presentazione multimediale? Pensaci
un attimo.
-> Concretizza la risposta scrivendo:
ti aiuterà a leggere ad applicare
quanto segue.
Come un film
Senza sceneggiatura, non si gira
un film. Molto prima del fatidico primo «ciack»,
troviamo il soggetto; spesso ripreso da
un libro, un romanzo o un avvenimento realmente
accaduto. Se manca questo, le telecamere
rimangono ferme.
Prerequisito ineludibile per approntare
una presentazione è aver individuato
il soggetto: di cosa parlare, che cosa
dirne. Si passerà quindi alla sceneggiatura
e, infine, alle riprese.
Alla base
In linea di massima, una presentazione è un testo
di secondo grado: c’è sempre
un altro documento che lo precede. Se
non c'è, allora occorre provvedere… mettendosi
alla ricerca di un documento di base.
?
Se, continuando nella lettura, vuoi misurarti
con la realizzazione di una presentazione,
procurati un «documento di base».
-> Puoi prendere un lavoro già svolto
(una ricerca scolastica, una tesina preparata
per un esame), scriverne uno per l'occasione
o scegliere un articolo dalla rivista o
da qualche altra fonte. D'ora in
avanti sarà il tuo punto di riferimento:
il testo da presentare.
Il canovaccio
Individuato il documento di
base, la prima operazione che ci aspetta è il
contrario di una noiosa trascrizione in prosa.
Là si parte da un testo poetico
per crearne uno più lungo e pesante,
più chiaro (si spera). Qui è quasi
questione di mettere in versi: abbreviare
e rendere bello.
Ma andiamo con ordine.
La selezione
È evidente: a video non
va tutto il testo di partenza (come non metteremmo
l'intera sbobinatura dell'intervento).
Ma cosa selezionare?
Un metodo pratico consiste nel suddividere
il discorso continuo del documento di partenza
in grandi blocchi logici e questi in paragrafi.
Per ogni paragrafo si tratta quindi di
individuare una, due frasi importanti e
di evidenziarne la o le parole chiave.
Queste ultime finiranno sullo schermo.
Il tutto, insomma, un po' come se stessimo
prendendo appunti.
Testuali parole
Indicativamente,
su una schermata non devono esserci più di 5-7 righe
di testo, ciascuna con non più di
5-7 parole. Sempre meglio meno che più.
Quanto al testo, in linea di massima dovrebbe
rispondere a tre criteri:
- si deve capire subito, senza doverci
tornare su;
- si deve capire senza ambiguità;
- si deve capire in fretta (deve cioè contenere
quanto necessario e quanto sufficiente,
non di più, non di meno).
Non basta. Bisogna scegliere uno stile
(se utilizzare singole parole o brevi frasi,
magari nominali, tipo titoli) e, possibilmente,
attenervisi (almeno per più schermate
o per slide dello stesso
taglio).
Non solo lettere
Occorre inoltre
valutare se, come e quando inserire delle
immagini e di che tipo: schemi
grafici o disegni ad hoc per
illustrare quanto si va dicendo; immagini
suggestive per introdurre, incuriosire,
toccare l'emotività; fotografie
apposite per documentare ecc. Sempre che
se ne disponga di belle.
Quanto alla musica, dato il carattere espositivo
di una comunicazione frontale, sarà bene
astenersi (a meno che si tratti proprio
di una conferenza sulla musica o di un
unico brano scelto ad hoc per
segnare un momento particolare dell'esposizione).
?
Tocca a te: «lavora» il
testo di partenza che hai scelto e trasformalo
in canovaccio. Il risultato dell'operazione
dev'essere qualcosa tipo degli appunti
di lezione, ma ben scritti.
-> Se ti viene qualche idea su grafica,
colori, effetti speciali, musica… appuntatela:
non va utilizzata subito, ma neppure buttata
e persa.
-> Se vuoi, puoi lavorare direttamente
a computer, in videoscrittura.
Sequenziali e ipertestuali
Prima di abbozzare
le singole diapositive che comporranno
la presentazione, è bene
interrogarsi sul loro concatenamento: quale
logica guiderà il montaggio?
Sono possibili due alternative: sequenziale (le slide si
susseguono ordinatamente una dopo l'altra)
e ipertestuale (le slide sono
fruibili in più modi, secondo diversi
percorsi).
Quest’ultima è quasi d’obbligo
quando si intende coinvolgere il pubblico
proponendogli delle alternative di scelta
fra il materiale proposto.
Al contrario, se l'esposizione è lineare,
si dovrà ricorrere alla struttura
sequenziale.
In questa sede, ci occuperemo di quest'ultima.
Francesco Cravero
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