Idee storte
È facile avere idee. Ma averle
sbagliate è ancor più facile.
Anche a proposito dello studio. Le principali?
Eccole qua!
1. Pensare che quanto si studia non serva
e non interessi.
2. Pensare che l’importante è perdere
meno tempo possibile con lo studio.
3. Dare poca importanza al proprio benessere
psicofisico.
4. Non pianificare i propri tempi di studio
pensando al tanto tempo a disposizione.
5. Ritenere superflue le strategie di studio
e di memoria.
6. Studiare in presenza di fonti di distrazione.
7. Pensare che tutto il materiale di studio
abbia la stessa importanza.
8. Continuare a studiare anche se la mente
ormai è da un’altra parte.
9. Fare una sgobbata, piuttosto che distribuire
il lavoro nel tempo.
10. Ripetersi ossessivamente la materia,
anche dopo aver verificato che essa è sostanzialmente
conosciuta.
11. Assumere un atteggiamento passivo e
abitudinario verso i compiti di apprendimento.
Ti sei ritrovato con qualcuna di queste “cattive
abitudini”?
Se così fosse è il momento
di diventare più strategici! Come?
Semplice!
Basta avere delle strategie d’assalto
per attaccare il fortino dello studio.
Piano d’attacco
Ecco
i sei punti di un buon piano per attaccare
e sconfiggere il nemico nascosto nel fortino
dello studio. Sono questi gli elementi che
indicano una buona organizzazione nello studio.
Eh sì, perché lo
studio va anzitutto organizzato. Proprio
come si fa con una bella festa in cui si
pensa che musica ascoltare, cosa mangiare,
chi invitare e soprattutto il luogo e il
tempo in cui si deve svolgere la festa.
Per cui occorre:
1. Avere una “Pratica distribuita”:
ossia studiare in modo diluito nel tempo. È proibito
ingolfarsi in un pomeriggio, pensando che
tanto si riuscirà a fare tutto.
In questo modo si vede lo studio solo come
un problema e non come una risorsa che
fa crescere. Gli allenamenti si fanno in
modo costante. E lo studio è uno
sport. Sport della mente!
2. Definire un piano giornaliero, settimanale
e/o
mensile di studio. È il famoso timetable.
Come si fa? Semplice! Si prende un pezzo
di carta e si tracciano sette colonne,
ognuna per ogni giorno della settimana.
Poi si suddivide ogni colonna per cinque
o sei o anche sette ore. Si scrive esattamente
l’orario a disposizione per ogni
giorno. Si riempie, infine, la tabella
con le attività che ci impegnano.
Il tempo che rimane libero è quello
destinato allo studio. Bisogna forse tagliare
qualche attività? Probabile. Ma
questo fa parte della vita. Non si può avere
tutto e fare tutto. Lo studio richiede
dei sacrifici. Non dimenticarlo. Per questo
il piano d’orario deve essere:
3. Realistico e affrontabile. Deve contenere
esattamente le ore a disposizione e i tempi
di riposo, di svago, di uscita e ovviamente,
anche quelli di studio… per questo
non dimenticare che deve essere
4 Comprensivo di attività che consentano
di mantenere un buon contatto sociale.
Inoltre deve essere
5 Aggiornato periodicamente per correggere
il tiro e soprattutto non devi mai dimenticare
che deve contenere le
6 opportune pause: queste sono importantissime.
Non si può studiare tre ore di seguito.
Gli esperti consigliano di avere periodi
di studio calibrati intorno ai 45 minuti
a cui segue una pausa di circa 10 minuti,
in cui si va al bagno, si beve un po’ acqua
o si fa un po’ di ginnastica, perché la
testa ha bisogno del corpo.
I pericoli
Nella
nostra impresa di conquista del mondo del
sapere, non tutti ci sono amici ed alleati.
Anzi, i nemici abbondano. L’importante è che
noi non siamo nemici di noi stessi, perché altrimenti
ogni tentativo di assalto al fortino della
conoscenza riuscirebbe vano. Ma iniziamo
con una buona notizia: gli avversari non
si annidano ovunque e neppure sono poi
così pericolosi. Basta saperli riconoscere
e adottare le strategie giuste per sconfiggerli
in un battibaleno.
Ambiente
Troppo volte studiamo in condizioni ambientali
inadeguate: aule affollate, scarsa luminosità,
freddo o caldo eccessivo. Detto questo
resta ancora da dire che lo studio è una
cosa seria e che ha bisogno di un atteggiamento
serio anche del corpo. Posso studiare
sdraiato sul letto? No! E a cavalcioni
sul tappato? Neppure! Ma io ho sempre
studiato così! Forse studiando
in questo modo sarai riuscito a passare
delle interrogazioni e qualche compito.
Lo studio però è un impegno
che richiede professionalità.
Dunque: tavolo e sedia. Poste in un ambiente
aerato e luminoso. L’ambiente di
studio deve essere accogliente, ma soprattutto
deve essere preferibilmente sempre lo
stesso. Deve darci un senso di sicurezza
e di abitudine, perché lo studio è un’abitudine
che dà sicurezza.
Salute
Un aspetto dimenticato. Eppure fondamentale,
come la passione di cui si dirà nel
capitoletto “Faccio i compiti di
domani?”. Per studiare bisogna
essere riposati e rilassati. Non è possibile
mettersi al tavolino dopo una sfrontata
sudata o dopo il pranzo di Natale. Meglio
riposarsi e fare una doccia e poi iniziare
ad affrontare le sudate carte, come avrebbe
detto il Leopardi.
A proposito di riposo, quanto riposo?
Il riposo del giusto, ossia chi studia
deve riposare 7-8 ore a notte… e
la notte non comincia alle due del mattino…
Rumori
Lo studio richiede silenzio. È vero
che Marco studia sempre con la radio accesa
e non riesce ad aprire un libro se non
ha la sua musica, ma se questo può essere
accettato per alcuni impegni, quando si
richiede la concentrazione massima, allora
s’impone il silenzio totale. Nessun
elemento del nostro sistema nervoso deve
essere disturbato; tutto deve convergere
verso l’obiettivo supremo!
Affari di cuore
Inutile nasconderselo. Quando si è innamorati
o si è in rotta con qualcuno, anche
lo studio diventa difficile. Ma è proprio
lo studio che può invece aiutarci
a vivere con meno sofferenza questi istanti.
Se siamo travolti da una tempesta affettiva,
non lasciamo la testa sola. Diamole una
compagnia. Quale? Quella della penna! Scriviamo,
scriviamo e scriviamo! Un esercizio d’inglese,
uno di matematica, una poesia, il diario,
un componimento. L’importante è che
l’argomento non parli di noi… anche
ripetere gli esercizi di pronuncia di una
lingua o leggere a voce alta un testo in
lingua straniera può essere di aiuto.
Insegnanti
Anche loro possono essere delle difficoltà.
Si è mai riusciti a studiare la
materia di un insegnante antipatico? Si
può fare qualcosa per superare questo
ostacolo?
- Studiare con un compagno che comprende
bene la materia e farsi spiegare da lui
i passaggi più difficili.
capire che anche l’insegnate può aver
avuto a suo tempo, dei prof antipatici e
che forse non è colpa sua se a noi
un procione è più simpatico.
Quindi… avvicinarlo e fargli delle
domande su quanto spiegato in classe, anche
perché finora non risulta che abbia
mai mangiato nessuno.
Giuseppe Pelizza
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