In questo numero
LA SCUOLA A CREDITO di Luigi Meani


Proseguiamo il nostro viaggio all’interno del mondo dell’istruzione messo sottosopra dalla riforma Moratti. In attesa di scoprire tra un decennio, se questi cambiamenti avranno generato opportunità e sviluppo oppure avranno guidato le future generazioni verso una reale perdita di diritti, doveri e opportunità. Ma come ogni riforma, solo ai posteri toccherà poi l’ardua sentenza.

Nelle viscere del secondo ciclo
La riforma Moratti del secondo ciclo d’istruzione, si fonda sulla divisione del sistema educativo in due grandi percorsi: quello dei licei e quello dell’istruzione e formazione professionale.
Entrambi hanno alcuni pilastri in comune che identificano in modo unitario i due percorsi. Tutti gli indirizzi formativi, intendono perseguire in modo omogeneo la formazione intellettuale, spirituale e morale del ragazzo, nel rispetto dei principi fondanti della Costituzione, approfondendo costantemente la conoscenza storica della comunità locale, della collettività nazionale e della cultura Europea e internazionale.
Nel secondo ciclo si entra dopo aver superato l’esame di Stato che conclude il primo ciclo d’istruzione.
La riforma sottolinea come sia la strada liceale che quella dell’istruzione e formazione professionale, hanno pari dignità e comuni obiettivi dato che entrambi, attraverso i valori fondanti quali l’educazione alla convivenza civile, la crescita educativa, culturale e professionale dei giovani, vogliono sviluppare le capacità e le competenze attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e la padronanza delle lingue, in modo da assicurare a tutti gli strumenti indispensabili per proseguire l’apprendimento personale e l’aggiornamento professionale lungo tutto l’arco della vita.
La frequenza, con esito positivo, di qualsiasi percorso o frazione di percorso formativo, comporta l’acquisizione di crediti certificati, che possono essere fatti valere anche quando si vuole riprendere a studiare dopo che si è fatto un’esperienza di lavoro. Grande valore hanno poi le esperienze integrative all’interno del proprio percorso quali ad esempio le esercitazioni pratiche, i tirocini e gli stage realizzati in Italia o all’Estero.
In questa prospettiva, sono ampiamente apprezzati e riconosciuti anche i crediti acquisiti attraverso le attività sportive e di volontariato.
Tutti i titoli e le qualifiche a carattere professionalizzante sono di competenza delle Regioni e Province autonome, mentre i titoli e le qualifiche liceali sono coordinate attraverso le linee guida suggerite dal Ministero dell’Istruzione.

I percorsi liceali
Tutti i Licei durano cinque anni. Hanno due periodi biennali e un quinto anno caratterizzato da un indirizzo professionale.
L’opportunità e la novità prevista dalla riforma è che questa strada vuole valorizzare e perfezionare il bagaglio culturale del futuro diplomato. In che modo? Valorizzando, anche nel percorso liceale, le diverse opportunità offerte all’interno del proprio piano di studi che garantiscano l’acquisizione di esperienze pratiche sul campo. Potendo alternare, insomma, scuola ad esperienze di lavoro.
I percorsi dei Licei si concludono con un esame di Stato, il cui superamento attribuisce un titolo che è requisito necessario e fondamentale per poter accedere all’Università o alla formazione tecnica superiore come i corsi Post-diploma.
La novità sono le attività didattiche che sono state pensate ed introdotte dalla nuova riforma, per permettere la personalizzazione dei piani di studio. All’interno dei programmi d’indirizzo, gli istituti organizzeranno proposte e percorsi formativi di particolare interesse tematico. Le scelte di questi corsi terranno conto anche le esigenze delle famiglie, i desideri degli studenti e le necessità del mondo imprenditoriale territoriale. Queste richieste di particolari piani di studio possono essere inoltrate e verificate dallo studente, al momento della sua iscrizione.
Gli istituiti potranno organizzarsi in sinergia per realizzare una rete di proposte che garantisca un’ampia offerta formativa.
Addentriamo velocemente nei vari e diversi percorsi liceali:

  • Liceo artistico – Abilita a conoscere il patrimonio artistico e storico al fine di esprimere al meglio la propria creatività e progettualità. Questo percorso si articola in diversi indirizzi: le arti figurative, architettura, design, ambiente o audiovisivo, multimedia e scenografia.
  • Liceo Classico –  Approfondisce la cultura della civiltà classica, attraverso le conoscenze linguistiche, filosofiche e storiche. Trasmette una solida formazione critica idonea a leggere le variegate realtà nelle sue numerose forme sostanziali e temporali, offrendo gli strumenti necessari per l’accesso qualificato ad ogni facoltà universitaria.
  • Liceo Economico – Studi giuridici ed economici per permettere di capire l’azione dell’uomo all’interno della dimensione sociale. Il Liceo Economico, a partire dal secondo biennio, si articola poi nei seguenti indirizzi: economico-aziendale e economico-istituzionale. Nell’indirizzo economico-aziendale, lo studente avrà competenze organizzative, amministrative e gestionali, mentre     nell’indirizzo economico-istituzionale, permette di avere competenze economiche e giuridiche indirizzate verso le istituzioni locali, nazionali ed europee.
  • Liceo Linguistico – Questo corso permette di imparare lingue e culture diverse. L’auspicio è quello di offrire le abilità e le capacità necessarie per conoscere, in modo comparato, le strutture e l’uso di tre lingue, oltre l’italiano.
  • Liceo Musicale e Coreutico – Fornisce allo studente le conoscenze, le competenze, le abilità e le capacità necessarie per conoscere il patrimonio musicale e coreutico, curando la composizione, l’interpretazione, l’esecuzione e la rappresentazione musicale.
  • Liceo Scientifico – La prospettiva d’indirizzo di questo percorso di studi pone particolare attenzione e rilievo al nesso che collega la tradizione umanistica alla scienza, sviluppando i metodi propri della matematica e delle scienze sperimentali.
  • Liceo Tecnologico – Mediante la tecnologia, lo studente cercherà di comprendere le problematiche scientifiche e storico-sociali. Gli indirizzi si suddividono in molti indirizzi specialistici. I principali sono: meccanico, elettrico, informatico, chimico, costruzioni, logistica e tecnologie tessili.
  • Liceo delle Scienze Umane – La persona e i fenomeni collegati all’identità personale e alle relazioni sociali sono il fulcro di quest’ultimo tipo di studi. Qui vengono fornite le conoscenze per interpretare la complessità e la specificità dei processi formativi mediante lo studio delle scienze umane.

I percorsi professionali
Sgombriamo subito ogni dubbio, i titoli e le qualifiche conseguite al termine del sistema di istruzione e formazione professionale, con una durata di almeno quattro anni, consentono di sostenere l’esame di Stato, utile anche all’accesso all’Università, previa la frequenza di un apposito corso annuale.
Questi corsi saranno di competenza delle Regioni. Spetterà quindi alle Regioni garantire la realizzazione di tirocini formativi ed esperienze qualificate in quella alternanza scuola-lavoro, così tanto cara alla riforma stessa.
Sarà sempre compito delle Regioni, il coordinamento dei percorsi di durata triennale, che si concluderanno con il conseguimento di un titolo di qualifica professionale, che costituisce la condizione per l’accesso al quarto anno che si concluderà con il diploma professionale.
Le Regioni avranno una grande responsabilità nel garantire sia le strutture che i finanziamenti necessari per le attività scolastiche.
All’interno di una vasta rosa di scelte, dovranno interpretare e programmare, attraverso l’offerta dei corsi, sia le future direzioni economiche, produttive e del mercato del lavoro senza dimenticare le diverse esigenze del tessuto produttivo locale, provinciale e regionale. Questi percorsi racchiudono in sé forti potenzialità e prospettive per l’economia di ogni territorio e dell’Italia intera, poiché potranno rappresentare un vero volano in grado di rendere il Paese sempre più competitivo, attraverso quel know-how specialistico che potrà così spiazzare la concorrenza internazionale dei Paesi emergenti. Almeno queste sono le intenzioni.
Le prime classi dei vari percorsi liceali e il primo anno di quelli di istruzione e formazione professionale partiranno dall’anno scolastico 2007-2008. Intanto restano da definire le norme applicative. Per cui c’è ancora tempo… e qualche governo di mezzo.

Luigi Meani

www.timeandmind.com