Con la diffusione della connettività veloce
ad Internet e soprattutto di strumenti tecnologici
per le riprese audio/video a basso costo,
stanno prendendo piede anche in Italia i
servizi on line per la condivisione di contenuti
multimediali. Le buche delle lettere sono
invase da volantini che pubblicizzano cellulari
con fotocamera integrata e connessione UMTS,
macchine foto digitali ad alta risoluzione
con capacità di ripresa video, palmari
con fotocamera, microfono e connessione Wi-Fi…è in
atto una piccola rivoluzione digitale che
sta portando ad una produzione di contenuti
audio e video mai vista prima. Se a questo
si aggiunge la ormai consolidata abitudine
alla comunicazione veloce delle informazioni,
sia essa via SMS, via e-mail o via web, si
spiega facilmente il nascere e il progredire
di servizi web che permettono una condivisione
facile e veloce del materiale multimediale
prodotto.
A molti sarà capitato di voler condividere con gli amici le foto di una
vacanza, mandando magari via e-mail le foto a bassa risoluzione o facendo girare
un cd di mano in mano. La stessa cosa può essere capitata per il video
della sorellina che ha imparato a camminare o per il filmato della festa di compleanno.
Ma le esigenze di condivisione di contenuti di questo genere spaziano in molti
altri campi, basti pensare all’utilità di mettere in condivisione
le riprese di un ciclo di conferenze o all’importanza di pubblicare le
immagini di una manifestazione. Dal punto di vista tecnologico non c’è nessuna
difficoltà a caricare i contenuti sul proprio sito e poi diffonderne l’indirizzo.
E’ quello che fa ad esempio la Scuola per l’Alternativa, che pubblica
le registrazioni delle sue conferenze in un’originale audioteca web, o
il movimento No Tav, che ha reso disponibili on-line quasi in tempo reale le
immagini degli scontri di Venaus. Queste soluzioni però non sono sicuramente
alla portata di tutti, richiedono infatti qualche competenza informatica e soprattutto
la disponibilità di tempo per creare e gestire un sito web.
Ecco il perché del
grande successo di servizi web gratuiti quali Flickr e YouTube.
Il primo permette di caricare (upload)
e condividere (share) su un’area
del sito www.flickr.com le proprie fotografie
digitali. La gestione è simile a quella
degli album fotografici e la caratteristica
peculiare è l’utilizzo di tags,
ossia parole chiave utili per classificare,
e quindi poi ricercare, le immagini caricate.
YouTube invece, come dice il suo motto “Broadcast
Yourself”, è il popolarissimo
sito che permette l’upload e lo sharing
di contenuti video. La tecnologia su cui
si basa è il video streaming di
Macromedia Flash e la logica di classificazione
e ricerca è, analogamente a Flickr,
quella dell’utilizzo di tags che
descrivono i video. Sono inoltre forniti
all’utente vari servizi aggiuntivi,
tra cui quello di creare un proprio Channel per
la condivisione dei video personali e di
quelli preferiti. I punti di forza di questi
siti sono la gratuità e la facilità con
cui possono essere utilizzati. Merita tuttavia
qualche riflessione il fatto che Flickr sia
di proprietà di Yahoo! e su YouTube
abbia messo le mani Google. Entrambe le aziende
infatti, come abbiamo visto nei mesi scorsi,
hanno avuto comportamenti decisamente discutibili
in altri ambiti, come quello della censura
in Cina.
Stefano Moro
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