In questo numero
WIMAX, UN'OCCASIONE DA NON PERDERE di Stefano Moro    


Ne sentiremo parlare sempre di più nei prossimi mesi. Si tratta di una tecnologia che permette di trasferire dati via radio fino ad una velocità di 70 Mbit/s e con una portata di svariati chilometri. In questo si distingue nettamente dal fratello minore WiFi, abbreviazione di Wireless Fidelity, che ha una portata più “casalinga” dell'ordine dei centinaia di metri e, soprattutto, una qualità di segnale che decade pesantemente in presenza di muri, alberi o altre barriere. Acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access, il WiMax è un marchio di certificazione per prodotti che rispettano i protocolli standard della famiglia IEEE 802.16 e operano in bande tra 2 GHz e 11 Ghz. Queste caratteristiche tecniche consentono al WiMax di dare una forte accelerata alla diffusione della rete nelle aree finora non coperte. La possibilità in particolare di connettere punti non a vista sarebbe alla base delle speranze che si accompagnano a tale tecnologia nell'ottica di un superamento del digital divide, che ad oggi taglia fuori dalla rete diverse aree (rurali e non) nei Paesi industrializzati e vaste zone dei Paesi in via di sviluppo. Oggi l'Africa conta soltanto 3 milioni di connessioni internet a banda larga ed il WiMax, dal punto di vista tecnologico, potrebbe essere una valida soluzione. Ci sono inoltre buone ragioni per pensare che le reti senza fili di questo tipo possano anche rivoluzionare il campo della telefonia mobile, andando in futuro a sostituire gli attuali telefoni cellulari, sebbene ci siano ancora alcuni limiti tecnici da superare. Certo in quest'ottica il mercato della telefonia e della connettività sarebbero obbligati a convergere definitivamente, in quanto le telefonate, sia fisse che mobili, potrebbero essere effettuate gratuitamente con software tipo Skype.
Tuttavia, sebbene scenari così rosei siano ragionevolmente realizzabili dal punto di vista tecnologico, il problema sono le leggi ed i regolamenti, che ne dovrebbero salvaguardare tutte le potenzialità, garantendo un equo accesso ai benefici prodotti. In Italia e nel resto d'Europa si sta sperimentando il WiMax e si sta procedendo con alcune scelte tecniche e legislative che hanno già suscitato reazioni molto forti e negative nella comunità internet. Dalla rete sta emergendo sempre più forte, ad esempio, la richiesta che una parte dello spettro radio disponibile per il WiMax venga destinata all'uso libero e senza fini di lucro di cittadini e associazioni. Questo è, in sintesi, il senso della petizione di Andrea Rodriguez che sta circolando sul web in questi mesi ed è sottoscrivibile sul sito www.wimaxlibero.org. E proprio quest'uso senza licenza di una porzione di spettro radio è al centro della battaglia che il famoso professore di Stanford Lawrence Lessig, già promotore del progetto Creative Commons contro il Copyright, sta portando avanti negli Stati Uniti. Stanno inoltre circolando su blog e siti italiani molte critiche e proposte riguardanti le scelte tecniche, la gestione delle licenze e la regolamentazione delle antenne sui palazzi, come testimonia il google bombing sferrato dal cosiddetto Partito Pirata (www.partito-pirata.it) allo scopo di far incappare tutti i navigatori alla ricerca di informazioni sul WiMax in una pagina del sito, che contiene l'appello alla “liberazione del WiMax”.
Intanto una nuova versione del WiMax sta puntando a raggiungere entro il 2009 la velocità astronomica di 1 Gigabit al secondo. Ancora una volta la tecnologia corre veloce e dà la possibilità di fare qualche piccolo passo verso il miglioramento della vita e il superamento di diseguaglianze come il digital divide, ma per questo è fondamentale che sia accompagnata da decisioni tecnico-politiche competenti e adeguate. In bocca al lupo.

Stefano Moro

www.timeandmind.com