Tempo fa stavo camminando in un parco della
mia città, quando m’imbattei
in un libro appoggiato sopra una panchina: “La
casa degli spiriti” di Isabel Allende.
Sembrava abbandonato, ma era in ottime
condizioni e, in un certo senso, sembrava
invitare a raccoglierlo ed aprirlo. Così feci.
Sfogliando le pagine trovai un biglietto
con su scritto “Leggimi e rilasciami
ancora!” e “Vai su www.bookcrossing.com
e inserisci il numero BCID…”.
Fu così che scoprii il Bookcrossing (BC), un simpatico fenomeno nato nel
2001 per mano dell’americano Ron Hornbaker. Affascinato da un sito (www.wheresgeorge.com)
che permetteva di seguire il percorso di una banconota mediante il suo numero
di serie, Ron ebbe l’idea di applicare lo stesso meccanismo ad un fenomeno
in voga negli Stati Uniti già dal 1999, quello di abbandonare libri in
giro nella speranza che fossero letti. Come si può facilmente intuire,
il passo successivo fu creare un numero di serie anche per i libri: il BCID ovviamente.
In 28 giorni l’idea prese forma e nacque il sito del Bookcrossing. Secondo
Wikipedia il movimento globale sviluppatosi intorno a questo fenomeno contava,
a marzo 2006, oltre 440.000 membri e oltre 2.780.000 libri registrati.
Ma vediamo meglio come funziona il BC. Cosa dobbiamo fare la prima volta che
troviamo in un parco o in un pub un libro con l’etichetta del Bookcrossing?
E’ molto semplice, andiamo sul sito, registriamoci e inseriamo il BCID,
poi lasciamo un commento sul libro (dopo averlo letto) o comunque sul suo ritrovamento,
infine passiamolo a qualcuno o “liberiamolo” nuovamente in giro.
A questo punto ci verrà sicuramente la tentazione di provare a liberare
noi stessi un nostro libro. Semplicissimo anche questo, registriamo il libro
sul sito, annotiamo il BCID che gli viene assegnato e prepariamo l’etichetta
da applicare sul libro. Possiamo crearla noi o prendere dal sito stesso una delle
tante proposte, dopodiché è sufficiente riportare su di essa il
codice ricevuto e la spiegazione delle “regole del gioco”. A questo
punto con una buona dose di fiducia e romanticismo liberiamo il libro dove preferiamo,
in un parco, in un locale, su un treno… e aspettiamo. Sul sito potremo
seguire il percorso del libro e leggere i commenti degli altri bookcrossers.
In cinque anni si è sviluppata una community molto numerosa ed
attiva, che fa uso di forum e mailing list e organizza meetup, ossia
incontri reali che si svolgono a livello locale. Così la creatività di
appassionati di libri e di informatica si è scatenata dando vita a fantasiose
variazioni sul tema: bookring, bookray, OCZ e molte altre.
Funziona così, i bookcrossers interessati in modo particolare
ad un libro si iscrivono ad una lista sul sito, dopodiché chi lo possiede
lo spedisce al primo della lista, che lo legge, lascia un commento e lo spedisce
al secondo, e così via. Alla fine del giro il libro torna al possessore
(nel caso del bookring) oppure viene liberato (nel caso del bookray).
OCZ invece sta per Official Crossing Zone, ossia un luogo, messo a disposizione
solitamente da pub, circoli o altri locali, dove è possibile liberare
e trovare libri secondo le metodologie del BC, con il vantaggio che i libri in
questo modo non vanno mai persi o buttati. Al proposito è anche interessante
l’esperimento torinese di www.arcibookcrossing.it, sito ideato in occasione
di "Torino capitale mondiale del libro con Roma" per promuovere la
lettura ed il bookcrossing.
Già perché, come scrivono quelli di Bookcrossing Italy, “se
sei innamorato di un libro non ti piacerebbe farlo leggere a più gente
possibile?”.
Stefano Moro
Link
www.bookcrossing.com
www.bookcrossing-italy.com
www.arcibookcrossing.it
www.wheresgeorge.com
Manuale
”BookCrossing For Dummies”,
Bookcrossing Italy |