In questo numero
BOOKCROSSING: LIBRI IN LIBERTA' di Stefano Moro    


Tempo fa stavo camminando in un parco della mia città, quando m’imbattei in un libro appoggiato sopra una panchina: “La casa degli spiriti” di Isabel Allende. Sembrava abbandonato, ma era in ottime condizioni e, in un certo senso, sembrava invitare a raccoglierlo ed aprirlo. Così feci. Sfogliando le pagine trovai un biglietto con su scritto “Leggimi e rilasciami ancora!” e “Vai su www.bookcrossing.com e inserisci il numero BCID…”.
Fu così che scoprii il Bookcrossing (BC), un simpatico fenomeno nato nel 2001 per mano dell’americano Ron Hornbaker. Affascinato da un sito (www.wheresgeorge.com) che permetteva di seguire il percorso di una banconota mediante il suo numero di serie, Ron ebbe l’idea di applicare lo stesso meccanismo ad un fenomeno in voga negli Stati Uniti già dal 1999, quello di abbandonare libri in giro nella speranza che fossero letti. Come si può facilmente intuire, il passo successivo fu creare un numero di serie anche per i libri: il BCID ovviamente. In 28 giorni l’idea prese forma e nacque il sito del Bookcrossing. Secondo Wikipedia il movimento globale sviluppatosi intorno a questo fenomeno contava, a marzo 2006, oltre 440.000 membri e oltre 2.780.000 libri registrati.
Ma vediamo meglio come funziona il BC. Cosa dobbiamo fare la prima volta che troviamo in un parco o in un pub un libro con l’etichetta del Bookcrossing? E’ molto semplice, andiamo sul sito, registriamoci e inseriamo il BCID, poi lasciamo un commento sul libro (dopo averlo letto) o comunque sul suo ritrovamento, infine passiamolo a qualcuno o “liberiamolo” nuovamente in giro. A questo punto ci verrà sicuramente la tentazione di provare a liberare noi stessi un nostro libro. Semplicissimo anche questo, registriamo il libro sul sito, annotiamo il BCID che gli viene assegnato e prepariamo l’etichetta da applicare sul libro. Possiamo crearla noi o prendere dal sito stesso una delle tante proposte, dopodiché è sufficiente riportare su di essa il codice ricevuto e la spiegazione delle “regole del gioco”. A questo punto con una buona dose di fiducia e romanticismo liberiamo il libro dove preferiamo, in un parco, in un locale, su un treno… e aspettiamo. Sul sito potremo seguire il percorso del libro e leggere i commenti degli altri bookcrossers.
In cinque anni si è sviluppata una community molto numerosa ed attiva, che fa uso di forum e mailing list e organizza meetup, ossia incontri reali che si svolgono a livello locale. Così la creatività di appassionati di libri e di informatica si è scatenata dando vita a fantasiose variazioni sul tema: bookring, bookray, OCZ e molte altre. Funziona così, i bookcrossers interessati in modo particolare ad un libro si iscrivono ad una lista sul sito, dopodiché chi lo possiede lo spedisce al primo della lista, che lo legge, lascia un commento e lo spedisce al secondo, e così via. Alla fine del giro il libro torna al possessore (nel caso del bookring) oppure viene liberato (nel caso del bookray). OCZ invece sta per Official Crossing Zone, ossia un luogo, messo a disposizione solitamente da pub, circoli o altri locali, dove è possibile liberare e trovare libri secondo le metodologie del BC, con il vantaggio che i libri in questo modo non vanno mai persi o buttati. Al proposito è anche interessante l’esperimento torinese di www.arcibookcrossing.it, sito ideato in occasione di "Torino capitale mondiale del libro con Roma" per promuovere la lettura ed il bookcrossing.
Già perché, come scrivono quelli di Bookcrossing Italy, “se sei innamorato di un libro non ti piacerebbe farlo leggere a più gente possibile?”.

Stefano Moro

Link
www.bookcrossing.com
www.bookcrossing-italy.com
www.arcibookcrossing.it
www.wheresgeorge.com

Manuale
”BookCrossing For Dummies”, Bookcrossing Italy

www.timeandmind.com