In questo numero
SECOND LIFE di Stefano Moro    

La comunità virtuale
a metà strada fra un videogioco e una chat


Si parla molto di Second Life e i titoli dei media spaziano dall'entusiasmo incondizionato alla netta stroncatura nei confronti di questo nuovo fenomeno. C'è chi lo dipinge come nuova frontiera del videogioco on-line, chi lo indica come nuovo modello di business se non di nuovo modello sociale, e c'è chi lo addita come terra di nessuno in balia di pedofili e giocatori d'azzardo. E poi c'è chi frequenta questo meta-mondo e vi organizza concerti virtuali, feste, convegni politici, conferenze di lavoro, manifestazioni... Ma alla fine cos'è davvero Second Life: un gioco? una chat? un sito di e-commerce?

Second Life è una comunità virtuale, ossia un punto d'incontro on-line per persone che condividono interessi, idee, hobby o divertimenti. Questa è la sua essenza, ma per la prima volta si tratta di una community che ha l'aspetto grafico tridimensionale e accattivante di un videogioco di buona qualità e permette alle persone di incontrarsi ed agire in un modo piuttosto simile a quello reale. Di qui il nome stesso di Second Life, un secondo mondo e una seconda vita per chi vi entra. Per partecipare è sufficiente iscriversi on-line e scaricare il software che permette di entrare nella community e “giocare”. L'iscritto si chiama resident, nel gergo di Sl, ed è rappresentato visivamente da un avatar, una figura tridimensionale che può essere personalizzata nei modi più vari a proprio piacere. Tanto più che un resident ha a disposizione strumenti per crearsi nuovi oggetti grafici nel mondo virtuale, e quindi può abbellire ulteriormente la propria figura e i propri ambienti oppure vendere nel mondo virtuale gli oggetti che costruisce.
Ma il punto chiave è il meccanismo con cui si entra in relazione con gli altri avatar e con cui ci si costruisce, agli occhi di qualcuno, una effettiva seconda vita. Infatti, sebbene l'iscrizione base sia gratuita, ha ottenuto un buon successo la formula premium, a 6 dollari al mese, che permette di acquistare terreni su Sl e di avere, tra le altre cose, una paga settimanale. Sì, un vero e proprio stipendio di 300 linden dollar, la valuta corrente nel meta-mondo, virtuale secondo alcuni, reale per altri, che fanno notare come si sia creato di fatto un cambio valutario tra dollaro americano e linden dollar. E in questo modo il resident inizia una vita che ha diversi punti in comune con una vita reale, stipendio, terreni, amici, concerti, feste, divertimento, ma anche problemi economici, conti in banca, tasse, investimenti e truffe. Il mondo di Sl è costituito da isole e appare come un aggregato di lande verdi sperdute e architetture che imitano le città reali. Gli avatar si muovono sulle isole di Sl camminando, volando e (perché no?) con il teletrasporto, e si incontrano, si conoscono e sviluppano rapporti sociali virtuali, fatti di appuntamenti, divertimenti e affari.

Questa la sostanza del meta-mondo creato nel 2003 dalla Linden Lab di San Francisco. Il perché del tanto parlare del fenomeno Second Life sta sicuramente nella novità tecnologica, ma ancor più nei numeri diffusi dalla società americana riguardo gli iscritti: si parla ormai di quasi 9 milioni di utenti in tutto il pianeta, e la cifra continua a crescere. Questo ha stuzzicato, com'è ovvio, il fiuto per il business di aziende e corporation come Coca Cola, Nike, IBM, Sony, Microsoft e molte altre, che nel giro di breve hanno investito milioni di dollari per costruire su Sl splendide sedi virtuali in cui organizzare eventi, conferenze e addirittura recruiting di personale. Grattacieli, hall lussuose, piscine e sale conferenze, insomma sedi virtuali ma con investimenti molto reali, per pubblicizzare i propri marchi e sfruttare un nuovo canale di vendita. E così anche associazioni e partiti politici sono approdati nel meta-mondo, basti dire che la Svezia vi ha aperto un’ambasciata e Italia dei Valori, il partito di Di Pietro, vi ha inaugurato una sede, con tanto di conferenze e incontri.

Stefano Moro

Per leggere tutto l’articolo abbonati a Dimensioni Nuove

www.timeandmind.com