In questo numero
IN RETE CONTRO LE MAFIE di Stefano Moro    


Era il 16 ottobre 2005, quando il vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno, appena entrato in un seggio elettorale di Locri per votare alle primarie dell’Unione, venne ucciso da un killer a volto coperto. Pochi giorni dopo un’immagine forte e toccante entrò in tutte le case attraverso la televisione e i quotidiani, era la marcia della speranza dei giovani di Locri. Come un moderno Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, camminavano silenziosi, con gli sguardi alti e fermi, portando uno striscione: “E adesso ammazzateci tutti”.
E poi le indagini, molte parole, alcuni arresti e tanta voglia di dimenticare. Le luci della ribalta non hanno più dato spazio alla vicenda, su quasi tutti i quotidiani e i canali televisivi è ancora una volta calato il sipario. “La mafia uccide, il silenzio pure” avevano scritto i compagni di Peppino Impastato sugli striscioni che accompagnarono il suo funerale, per le strade di Cinisi, nel maggio del 1978. I giovani di Locri lo sanno molto bene e anche loro non hanno voluto accettare l’ennesimo silenzio, si sono organizzati e hanno creato il sito www.ammazzatecitutti.org, dando dato vita ad una vera e propria comunità, per niente virtuale, contro le mafie e i silenzi.
Una bella sintesi di tecnologia, coraggio e fantasia ha permesso di creare una community telematica molto interessante, in cui è possibile trovare notizie, iscriversi alle newsletter e partecipare a chat e forum. Da non perdere le cartoline elettroniche antimafia e le aree dedicate ai link e ai contributi audio/video, che spaziano dalla canzone del movimento alle conferenze su vari temi collegati. Molto toccante la sezione “nomi e cognomi da non dimenticare”, dove scorrono i nomi delle tante vittime innocenti delle mafie: da Peppino Impastato a Paolo Borsellino, da Rosario Livatino a Giovanni Falcone, da Dalla Chiesa a Don Puglisi… l’elenco è terribilmente lungo.
Fortunatamente non si tratta dell’unico tentativo in rete di combattere le mafie, ce ne sono stati e ce ne sono diversi, tra i quali spicca sicuramente il sito dell’associazione Libera di Don Ciotti, che da anni lotta sul territorio contro tutte le mafie. Su www.libera.it è possibile trovare un’approfondita rassegna stampa e tutte le iniziative e gli appelli legati all’attività dell’associazione. Anche in questo caso è possibile mantenere un filo diretto tramite le newsletter, mentre è particolarmente interessante la possibilità di contattare Libera non solo via e-mail o telefono, ma anche attraverso Skype. Da non perdere inoltre le aree Libera Terra e Libera Scuola, dedicate rispettivamente al riutilizzo dei beni confiscati alla mafia e ai percorsi di formazione nelle scuole per una “cultura della legalità e della cittadinanza”.
Recentemente il fratello di Peppino Impastato, Giovanni, ha scritto che “la mafia non è solo un problema repressivo di ordine pubblico, ma è anche e soprattutto un problema culturale”. Per questo le iniziative che mirano a uscire allo scoperto per discutere e conoscere i problemi legati alle mafie sono fondamentali, soprattutto in un momento in cui si tende a parlarne molto poco sui media tradizionali e nel mondo politico. Ed è proprio grazie ad iniziative come queste che è possibile guardare con qualche barlume di speranza alla frase di Bertolt Brecht che appare nel sito dei ragazzi di Locri: "Beato il popolo che non ha bisogno di eroi".

Stefano Moro

Link
www.ammazzatecitutti.org
www.libera.it
www.centroimpastato.it
www.gruppoabele.org

RIVISTE

Narcomafie, mensile a cura del Gruppo Abele

www.timeandmind.com