Era il 16 ottobre 2005, quando il vicepresidente
del consiglio regionale Francesco Fortugno,
appena entrato in un seggio elettorale di
Locri per votare alle primarie dell’Unione,
venne ucciso da un killer a volto coperto.
Pochi giorni dopo un’immagine forte
e toccante entrò in tutte le case
attraverso la televisione e i quotidiani,
era la marcia della speranza dei giovani
di Locri. Come un moderno Quarto Stato di
Pellizza da Volpedo, camminavano silenziosi,
con gli sguardi alti e fermi, portando uno
striscione: “E adesso ammazzateci tutti”.
E poi le indagini, molte parole, alcuni arresti e tanta voglia di dimenticare.
Le luci della ribalta non hanno più dato spazio alla vicenda, su quasi
tutti i quotidiani e i canali televisivi è ancora una volta calato il
sipario. “La mafia uccide, il silenzio pure” avevano scritto i compagni
di Peppino Impastato sugli striscioni che accompagnarono il suo funerale, per
le strade di Cinisi, nel maggio del 1978. I giovani di Locri lo sanno molto bene
e anche loro non hanno voluto accettare l’ennesimo silenzio, si sono organizzati
e hanno creato il sito www.ammazzatecitutti.org, dando dato vita ad una vera
e propria comunità, per niente virtuale, contro le mafie e i silenzi.
Una bella sintesi di tecnologia, coraggio e fantasia ha permesso di creare una community telematica
molto interessante, in cui è possibile trovare notizie, iscriversi alle
newsletter e partecipare a chat e forum. Da non perdere le cartoline elettroniche
antimafia e le aree dedicate ai link e ai contributi audio/video, che spaziano
dalla canzone del movimento alle conferenze su vari temi collegati. Molto toccante
la sezione “nomi e cognomi da non dimenticare”, dove scorrono i nomi
delle tante vittime innocenti delle mafie: da Peppino Impastato a Paolo Borsellino,
da Rosario Livatino a Giovanni Falcone, da Dalla Chiesa a Don Puglisi… l’elenco è terribilmente
lungo.
Fortunatamente non si tratta dell’unico tentativo in rete di combattere
le mafie, ce ne sono stati e ce ne sono diversi, tra i quali spicca sicuramente
il sito dell’associazione Libera di Don Ciotti, che da anni lotta sul territorio
contro tutte le mafie. Su www.libera.it è possibile trovare un’approfondita
rassegna stampa e tutte le iniziative e gli appelli legati all’attività dell’associazione.
Anche in questo caso è possibile mantenere un filo diretto tramite le newsletter,
mentre è particolarmente interessante la possibilità di contattare
Libera non solo via e-mail o telefono, ma anche attraverso Skype. Da non perdere
inoltre le aree Libera Terra e Libera Scuola, dedicate rispettivamente al riutilizzo
dei beni confiscati alla mafia e ai percorsi di formazione nelle scuole per una “cultura
della legalità e della cittadinanza”.
Recentemente il fratello di
Peppino Impastato, Giovanni, ha scritto che “la mafia
non è solo un problema repressivo
di ordine pubblico, ma è anche e soprattutto
un problema culturale”. Per questo
le iniziative che mirano a uscire allo scoperto
per discutere e conoscere i problemi legati
alle mafie sono fondamentali, soprattutto
in un momento in cui si tende a parlarne
molto poco sui media tradizionali
e nel mondo politico. Ed è proprio
grazie ad iniziative come queste che è possibile
guardare con qualche barlume di speranza
alla frase di Bertolt Brecht che appare nel
sito dei ragazzi di Locri: "Beato il
popolo che non ha bisogno di eroi".
Stefano Moro
Link
www.ammazzatecitutti.org
www.libera.it
www.centroimpastato.it
www.gruppoabele.org
RIVISTE
Narcomafie, mensile a cura del Gruppo Abele
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