In questo numero
SELLABAND, UN'OCCASIONE PER BAND EMERGENTI di Stefano Moro    


A poco più di un anno dal lancio, il progetto Sellaband non è più uno dei promettenti fenomeni del web, ma costituisce una realtà davvero interessante. Ideato per permettere a band emergenti di accumulare il denaro necessario a registrare un album professionale, fino a qualche mese fa era conosciuto solo in una ristretta comunità on-line ma ora, grazie ai primi risultati tangibili, è considerato e osannato anche da grandi media come BBC e La Repubblica.
Si tratta in fin dei conti di un semplice sito internet, www.sellaband.com, dove cantautori emergenti possono iscriversi per condividere e pubblicizzare i loro “pezzi”. E fin qui l'iniziativa non si distingue molto da altri progetti di community musicale come MySpace. L'idea geniale è però quella di dare la possibilità ai visitatori che gradiscono i pezzi musicali di una band (chiamati believers, ossia credenti) di investire su di essa una somma minima di 10 dollari (l'equivalente di un'azione). Quando la band si sarà conquistata un buon numero di believers e avrà raggiunto la quota di 5.000 azioni, avrà la possibilità di incidere un album professionale, con tanto di produttore e  studio di registrazione. I believers riceveranno una copia del CD ed i guadagni derivati, per esempio, dalla distribuzione on-line (anche sul sito stesso) o dalla vendita dei CD nei concerti saranno divisi fra autori, investitori e sito Sellaband. Ci sono poi ulteriori fonti di “guadagno condiviso”, che derivano da spot pubblicitari o dall'eventuale adozione dei pezzi musicali per colonne sonore e sigle televisive. Inoltre, qualora la band su cui si investe non raggiungesse le 5.000 azioni, i soldi investiti non andrebbero persi, ma potrebbero facilmente essere dirottati su un'altra band o essere rimborsati.
Questo geniale meccanismo è nato ad agosto del 2006 dall'idea di un neolaureato, Pim Betist, e di due discografici di professione, Johan Vosmeijer e Dagmar Heijmans. I tre hanno adottato un modello economico “partecipativo” molto interessante, che innesca facilmente un circolo virtuoso di piccoli guadagni che vengono spesso reinvestiti in altre band musicali, estendendo così a macchia d'olio la possibilità registrare un album. I primi risultati si sono visti dopo neppure un anno, infatti i dischi dei primi due artisti ad aver raggiunto la somma di 50.000 dollari sono stati registrati e dal 21 giugno 2007 sono in vendita nel negozio on-line del sito.  Si tratta di  Nemesea, band olandese di metal rock che ha raggiunto le azioni necessarie in soli tre mesi, e di  Cubworld, interessante cantautore acustico delle Hawaii. Ma non sono gli unici risultati di successo, infatti quota 5.000 è stata raggiunta, tra gli altri, anche dalla cantautrice francese Clémence, che pare destinata, grazie alla sua bella voce, a riscuotere successo anche nel mondo “reale”.
Lo slogan del sito è “Sell a band, you are the record company”e la mission dichiarata dai tre ideatori del progetto è quella di “abbattere le barriere create dall'industria musicale”, tuttavia è forse un po' esagerato e prematuro pensare che si tratti di una rivoluzione dal basso. Infatti, come sottolinea un articolo pubblicato da BBC News, lo scopo di chi cerca di produrre un album tramite Sellaband è spesso quello di fare il grande salto ed entrare nei “giri musicali” tradizionali, quelli delle Major discografiche per intenderci. Sicuramente comunque il nuovo modello proposto da Sellaband e le vetrine di community tipo MySpace possono essere di grande aiuto per cantautori e band emergenti che diversamente non avrebbero alcuna possibilità di farsi ascoltare e di promuovere i propri “pezzi”.

www.sellaband.com
www.myspace.com

Stefano Moro

www.timeandmind.com