In questo numero
APPLE STORY di Stefano Moro    
 


Alti e bassi dell'azienda di Steve Jobs


Con l'acquisto su iTunes Music Store di una canzone dei Coldplay, il 23 febbraio 2006, lo statunitense Alex Ostrovsky venne premiato per essersi aggiudicato la miliardesima canzone del negozio di musica online della Apple. A gennaio 2007 il “padre” dell'azienda di Cupertino, Steve Jobs, forte del successo dell'iPod e delle canzoni online a 99 centesimi di dollaro, ha presentato al MacWorld Expo di San Francisco la Apple TV e l'iPhone. Ma la Apple non faceva computer? Bé, in effetti sì, anzi fino all'ultima MacWorld Expo si chiamava proprio Apple Computer, poi, non a caso, ha tolto l'ultima parola. Ma vediamo come sono andate le cose...
Nel 1975, dopo un'esperienza di lavoro all'Atari ed un viaggio in India alla ricerca di un'illuminazione spirituale, Steve Jobs all'età di vent'anni convince il suo amico Steve Wozniak a costruire insieme un personal computer, l'Apple I. Così il primo aprile 1976 nasce la Apple Computer, dopo che l'HP ha rifiutato il loro prototipo e i due Steve hanno dovuto vendere il vecchio pulmino Volkswagen ed il calcolatore programmabile. L'avvio dei lavori è garantito dalla prenotazione di 50 esemplari da parte di un negozio della loro zona, The Byte Shop, e dalla disponibilità del garage di famiglia di Jobs per assemblare i computer. Questo è il romantico inizio della storia della Apple, che nel 1977 già commercializza l'Apple II, rifiutato questa volta dalla Commodore, e dà inizio all'era del personal computer, vendendo milioni di esemplari negli anni '80 e arrivando a quotarsi in borsa con un successo strepitoso.
Ma non è tutto rose e fiori, anzi, i vent'anni che seguono sono costellati anche di grandi insuccessi, legati alla forte concorrenza di colossi come IBM e Microsoft ed anche alla singolare personalità di Steve Jobs. Gli anni '80 vedono gli insuccessi dell'Apple III, che si surriscalda troppo, e del progetto Lisa, troppo caro e troppo innovativo per il suo tempo, ma vedono anche il grande successo del Macintosh, che viene presentato nel 1984, con uno spot trasmesso durante il Super Bowl. Lo spot, ricco di riferimenti al romanzo 1984 di George Orwell, fa subito scalpore, in quanto sottintende un'analogia tra Grande Fratello e IBM, assegnando al Macintosh il merito di liberare da un mondo come quello descritto da Orwell. Marketing a parte, il successo e l'innovazione del Mac sono degni di nota: per la prima volta un sistema operativo ha un'interfaccia grafica, che permette un utilizzo molto semplice e introduce concetti come icona, cestino e desktop. Nel frattempo però è uscito il primo personal computer dell'IBM, che utilizza un sistema operativo Microsoft e si sta diffondendo moltissimo, grazie soprattutto ai prezzi contenuti. Fatto che assicurerà un grande successo anche a Windows, il sistema operativo con interfaccia grafica con cui Microsoft risponderà nel 1985 al Macintosh. In quel periodo i contrasti tra Jobs ed il nuovo capo della Apple, John Sculley, portano il fondatore dall'azienda a dimettersi e fondare un'altra società. Da qui in poi è un susseguirsi contraddittorio di alleanze e cause legali che vedono coinvolti Apple, Jobs, Microsoft, HP e Apple Corps (la casa discografica dei Beatles), eventi che sicuramente non giovano all'azienda californiana, già battuta sul mercato dal binomio IBM/Microsoft. Solo a metà degli anni '90 Jobs rientra e, con lo sviluppo dell'iMac, salva l'azienda dalla crisi finanziaria. Seguiranno i portatili PowerBook, gli iBook ed il nuovo sistema operativo Mac OS X: la Apple riprende a distinguersi per design e innovazione tecnologica.
Un'altra svolta avviene nel 2001, quando l'azienda di Cupertino lancia con strepitoso successo il primo modello di iPod (lettore MP3 portatile), e nel 2003, quando presenta il già citato iTunes Music Store. Ormai le statistiche danno la Apple al 5% sul mercato dei personal computer, e questo spiega bene le più recenti evoluzioni aziendali verso la Apple TV e l'iPhone. Intanto è al centro dell'attenzione anche per la campagna “Green my Apple” lanciata da Greenpeace per chiedere all'azienda un maggior rispetto dell'ambiente e della salute dei consumatori. Insomma, la Mela Californiana continua a far parlare di sé e difficilmente cesserà di stupirci.

Stefano Moro

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