Le caratteristiche femminili e maschili,
che abbiamo nei precedenti articoli considerato,
meritano ora una riflessione su come
esse siano una risorsa sulla linea delle
qualità, dei talenti ma possano
anche portare a scivolare nella direzione
del limite, della difficoltà.
Abbiamo già accennato a questo nel tema delle emozioni.
Partiamo dalle donne che, come abbiamo visto, sono più predisposte alle
relazioni, a curare la dimensione affettiva, a costruire legami profondi e di
solidarietà, ad esprimere il loro stato emotivo. Indubbiamente queste
caratteristiche sono una ricchezza, un patrimonio personale da valorizzare e
che contribuisce al benessere proprio e di chi è loro accanto. La donna
però, più sensibile ai rapporti, può anche diventare possessiva
e cercare di legare gli altri a sé, coltivando relazioni dove l’altro
non viene lasciato libero.
Nella donna la competizione avviene prevalentemente nel campo degli affetti,
con una rivalità nelle amicizie per instaurare un rapporto privilegiato
(soprattutto nell’infanzia con “l’amica del cuore”,
a volte a scapito di altre bambine, escluse). A volte la donna può concentrarsi
sul mondo emotivo delle persone in modo esagerato, ponendosi molte domande (“Perché avrà alzato
il sopracciglio?”) e facendosi problemi (“Se lo saluto cosa potrà pensare?”)
che complicano la vita. Ancora: la sua apertura e attenzione alle persone la
spinge a fare molto per gli altri (pensiamo alle mamme!) attendendosi però spesso
un contraccambio. Talvolta la donna, non ricevendo secondo le proprie attese,
manifesta l’insoddisfazione lamentandosi e assumendo la posizione di vittima.
Passiamo ora all’uomo, più rivolto all’ambiente e più predisposto
al fare, a capire, conoscere e trasformare il mondo. Anche queste sono indubbiamente
delle risorse! In questi campi gli uomini tendono più facilmente a competere
tra loro, cercando di ottenere i migliori risultati e di eccellere nelle abilità personali.
A volte la ricerca della affermazione di sé nei propri campi di competenza
sfocia anche per loro in una rivalità che lascia poco spazio alla collaborazione
e all’attenzione alle persone (soprattutto ai loro sentimenti). Ancora:
l’uomo che si sente forte (rispetto alla donna) può anche assumere
atteggiamenti di superiorità maschile (ora per fortuna molto meno di un
tempo!), con una sicurezza di sé talvolta ostentata e che lo rende poco
disponibile al confronto.
Queste brevi considerazioni su possibili “scivolamenti” in
cui, come uomini e donne, possiamo incorrere
ci porta a riflettere e a valutare i nostri
atteggiamenti ed eventualmente modificarli
per esprimere il meglio di noi.
Maria Poetto
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