Le varie differenze tra uomo e donna trattate
nelle “puntate” precedenti
costituiscono nelle relazioni tra i sessi
(nell’amicizia, nella coppia e
anche semplicemente nel gruppo scolastico
o di altro genere) un elemento costruttivo,
una risorsa con una valenza educativa.
Se ci pensiamo già il contesto famigliare in cui siamo cresciuti è costituito
da una figura femminile, la mamma, e da una maschile, il padre, entrambi importanti,
con ruoli e caratteri diversi e complementari che hanno contribuito, ciascuno
con le proprie peculiarità, alla nostra crescita e a uno sviluppo armonico
del nostro essere. Così la differenza si rivela ricchezza, al contributo
dell’uno si aggiunge quello dell’altro sulla linea di una maggiore
completezza.
Quanto avviene nell’ambiente familiare si realizza altresì nei rapporti
con i coetanei.
La differenza tra maschi e femmine può essere talvolta anche motivo di
scontro e di contrapposizione (come in certe classi, con schieramenti e accuse
reciproche) ma porta sempre in sé un potenziale positivo ed educativo.
Per questo la proposta di alcuni di un ritorno a classi separate (per tener più conto
delle differenze) viene scartata.
Abbiamo qualcosa da imparare da chi è diverso da noi! Oggi questo tema è attuale
e viene affrontato e dibattuto soprattutto in ambito multietnico e interreligioso.
Qui lo consideriamo riguardo la diversità originaria tra uomo e donna.
Cosa possono imparare le donne dagli uomini?
Cristina dal suo migliore amico Alberto ha appreso che non occorre attaccarsi
come una cozza per avere degli amici (che anzi facendo così scappano!),
che non sempre ci si può raccontare subito tutto, che non è il
caso di fase scene isteriche o melodrammatiche per ricevere vicinanza e comprensione.
In altri termini, più equilibrati: l’uomo educa la donna a una libertà nelle
relazioni, a una capacità di autonomia (“stare in piedi sulle proprie
gambe”), a non amplificare le emozioni.
E gli uomini, cosa possono imparare dalle donne?
Sandro dalla sua ragazza, Maria Pia, ha appreso a non andare avanti come un caterpillar,
che non è tempo perso fermarsi ad ascoltare, che comprare un fiore non è sempre
una spesa inutile, che si può versare qualche lacrima e non solo rimanere
ma anche diventare più uomini.
In altri termini, più equilibrati: la donna educa l’uomo al dialogo,
all’attenzione a ciò che provano gli altri, alla vicinanza, ad esprimere
le emozioni senza vergogna.
Quindi: buoni corsi di educazione!
Maria Poetto
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