In questo numero
IDENTITA’, SESSUALITA’ E CICLO DI VITA (TERZA PARTE) di Sergio Cherubini


Ci eravamo lasciati con la difficile questione relativa al termine dell’adolescenza e all’ingresso nell’età adulta: quando smettiamo di essere davvero degli inguaribili ragazzi?
Naturalmente la risposta è complessa e si presta ad una miriade di sfaccettature. Basti pensare che esistono molteplici modelli di comprensione inerenti il percorso e il processo adolescenziale, ognuno dei quali pone l’accento su aspetti particolari di questo fenomeno.Ad esempio, il modello fisiologico descrive le trasformazioni somatiche e biologiche a partire dalla pubertà, privilegiando l’esposizione dei grandi e “stravaganti” cambiamenti quali il salto della crescita, la comparsa dei primi flussi mestruali e della prima eiaculazione, il manifestarsi dei caratteri sessuali secondari (come lo sviluppo del seno nelle ragazze, la peluria sul volto e sul corpo e un tono di voce più basso nei ragazzi). Il modello sociologico spiega invece come l’adolescenza varia in base alla cultura, alle epoche, agli ambienti sociali e in particolare si sofferma sul fatto che la stessa non è un fenomeno universale (non esiste in certe parti del mondo, così come gli antropologi culturali hanno riscontrato dai loro studi), tende ad essere correlata al livello di complessità di una determinata società (più la società è complessa,come la nostra, più l’adolescenza tende a protrarsi e ad esprimere conflittualità) e infine esiste, così come noi ce la rappresentiamo, soltanto da un secolo o poco più, invenzione recente del mondo industriale, capitalistico, moderno, in continua trasformazione e inizialmente riguardante, più che altro, i giovani maschi della buona borghesia. Prima di allora si racconta che il bambino transitava dalle sottane femminili della sua famiglia all’universo degli adulti, vestito come uno di loro e confuso in mezzo agli uomini e alle donne, bruciando inesorabilmente le tappe della propria adolescenza che invece ai tempi dei Romani si protraeva fino ai trent’anni di età.
Se è vero che la storia presenta un incessante avvicendamento di cicli e ricicli, per cui gli eventi tendono a ripetersi, si può dunque affermare che anche oggi è così: l’estendersi dell’adolescenza ad età anagrafiche sempre più avanzate è percepibile come un vero e proprio fenomeno di massa, ma per motivi alquanto diversi dai nostri antenati latini… Forse è banale, e in fondo anche un po’ noioso, soffermarsi a descrivere il cospicuo numero di fenomeni sociali implicati in questo ritardo. Basterà citare a titolo esemplificativo la prolungata dipendenza economica da papà e mamma connessa alla difficoltà di accedere in tempi fisiologici ad un mondo lavorativo sempre più avanzato e specializzato tecnologicamente. Più interessante, mi pare, sottolineare che esiste un rapporto tra l’esercizio della sessualità e il protrarsi dell’età adolescenziale: se l’utilizzo degli anticoncezionali e il raggiungimento di determinate forme di libertà sessuale possono essere considerati in senso progressivo rispetto ad una visione sessuofobica e repressiva secolarizzata presente fino a pochi decenni fa in ambito culturale, religioso, sociale e scientifico, è altrettanto vero che ciò ha ridotto in modo considerevole la spinta a separarsi dalla propria famiglia di origine. Aspirare al pieno possesso dell’esercizio della sessualità coincideva, il più delle volte, con la realizzazione di un nuovo nucleo familiare, con nuovi impegni e responsabilità. Naturalmente non voglio dire che l’unico motivo fosse quello, però incideva ed assumeva un ruolo propulsivo rispetto alla concretizzazione dell’autonomia personale e relazionale.
Per libera associazione di pensieri e di note… mi viene in mente Franco Battiato che, all’interno del suo ultimo lavoro musicale, così canta e recita in “The game is over”: “Dov’è che stiamo andando nel succedersi del tempo? Avrai un progetto o no per la tua vita? Adesso”.
Credo che sia pertinente al tentativo di approfondire ulteriormente il nostro caro tema della costruzione dell’identità.

Sergio Cherubini

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