“Ho
24 anni, sto per laurearmi, ero a un colloquio
d’esame, materia tecnica sulle costruzioni.
A un certo punto il prof mi fa: certo,
voi giovani non avete più il senso
della storia, siete una generazione senza
valori.
Mi ha fatto arrabbiare perché c’entrava poco con quello di cui parlavamo,
era una botta a freddo magari aveva i nervi per conto suo.
Lì per lì non sono stato pronto a rispondere bene, ma quello che
non ha detto a lui adesso lo dico a lei. Insomma, che volete da noi? La vogliamo
finire con la storia della generazione senza valori?
Anche l’inverno scorso, quando è uscito il film ‘L’ultimo
bacio’ tutti con la stessa solfa, una pizza. Noi saremo una generazione
senza valori ma dove ci ha portato la generazione che i valori li aveva? Non
vi sembra che noi almeno siamo un po’ più aderenti alle cose come
vanno oggi?
Io e la mia ragazza non ci poniamo questi problemi. Stiamo bene insieme, facciamo
l’amore benissimo, credo meglio di voi che avevate tanti scrupoli e dovevate
farlo di nascosto, quando vi andava bene. Non abbiamo il pensiero di sposarci
né vogliamo avere figli e sappiamo come fare. Ce la caviamo da soli, non
chiediamo niente a nessuno.
Già prima della laurea ho cominciato a lavorare un po’. Non me ne
importa niente del governo che c’è purché mi lascino vivere
in pace. Vi rendete conto o no che sta cambiando tutto, che il mondo corre come
un matto e che a guardare indietro si rischia, voi rischiate, di andare a sbattere?
Anzi, che avete già sbattuto? Allora, scusi, perché rompete?”.
Lettera firmata, Roma.
“Lasciate
respirare il sesso”
Stiamo bene
insieme, facciamo l’amore
benissimo, niente sposarsi, niente figli,
governi chi vuole purché non rompa
e via discorrendo.
Una lettera che fa venire i brividi e che
molti giovani non condividono affatto.
Nichilismo puro. Perché come si
fa a vivere senza storia, senza passato,
senza futuro, senza progetti, incollati
a un ‘presentismo’ che rischia
di soffocare? Il ‘presentismo’ del ‘tutto
subito’ o mollo la baracca.
Due ragazzi innamorati, un bozzolo dorato
in cui vivere, il loro mondo esclusivo.
D’accordo. La generazione di noi
adulti ha proclamato i suoi valori e, spesso,
li ha traditi. Ma sapeva di tradirli, anche
se non si pentiva del tradimento. Chiudersi
in un bozzolo confortevole, fuori della
storia, fuori della vita, fuori di valori
riconosciuti anche se traditi è un
rischio molto forte. Da tutti i punti di
vista. A cominciare proprio dal sesso.
Esther Perel è una psicologa americana
con 22 annui di esperienza a New York.
Coppie e famiglie di ogni genere e razza,
una situazione facilmente immaginabile
in un contesto interculturale come quello
americano. Ha scritto un libro proprio
sui problemi della coppia, titolo L’intelligenza
erotica, Ponte delle Grazie editrice.
“Cerco di inserire la coppia in un contesto più vasto – afferma
la psicologa in una intervista a ‘Specchio’ – per capire
cosa capita in camera da letto. Oggi ci troviamo di fronte a un tipo di coppia
che vive una post–rivoluzione sessuale e che ha beneficiato della pillola
e dei movimenti femministi, molto vivi in America”.
E allora il rischio qual è?
“Possono avere tutto il sesso che vogliono, sono sommersi dal sesso,
mettono il sesso al centro della coppia… Si aspettano sempre qualcosa
che dia più felicità, mentre prima, nel matrimonio tradizionale,
la felicità era un bonus,
un di più, non era nelle aspettative
di un matrimonio normale. È un problema che si è accentuato negli
anni ‘60”. E spiega: “Quando le famiglie erano numerose e
si avevano molti figli, i rapporti sessuali erano diversi. Oggi si cerca l’intimità,
il non sentirsi soli. Ci si aspetta da una persona sola quello che un tempo
ci dava un villaggio intero”. Formidabile espressione. Perché il
villaggio ci dava solidarietà, vicinanza, condivisione, partecipazione,
stupore sempre nuovo, e festa o lutto per lo sbocciare, il fiorire o lo spegnersi
di vite condivise. E la psicologa conclude: “Oggi siamo più soli,
perché siamo bloccati in un modello di nucleo chiuso, nella speranza
di trovare una sola persona che ci aiuti a superare questa solitudine esistenziale.
Non in tutto il mondo però è così. Ma nella società occidentale
sì”.
Postilla finale, importante. “Oggi
si vive molto più a lungo, si rimane
giovani molto più a lungo. Il fatto è che
viviamo in un mondo senza fantasia e noi
non ci diamo l’opportunità di
conservare questa fantasia, dato che puntiamo
a una sicurezza stabile, senza novità.
La chiusura all’interno della coppia
e il desiderio di sicurezza sono tali,
invece, da non lasciar respirare il sesso.
E il desiderio ne risente”. Il rischio
del bozzolo dorato è che, a un certo
punto, manchi il respiro e il bozzolo si
trasformi in prigione. Più di un
film si ispira a questo dramma.
Michel
Maffesoli: in piena avventura dionisiaca
Professore
alla Sorbona, direttore di centri di studio
prestigiosi, Michel Maffesoli è una
delle personalità più in
vista della cultura francese. Ed è nella
postazione ideale per mettere a nudo le
dinamiche sommerse della società contemporanea.
Lo intervista per Avvenire/Agorà Simona
Serafini. Vanno oggi di moda, anche se
forse in fase discendente, i rave–party,
questi grandi raduni un po’ da tutta
Europa, di migliaia di giovani. Tre, quattro
giorni di baccanale. Droga e sesso la fanno
da padroni, insieme a esibizioni di dubbio
gusto, tanto che la Polizia li tiene d’occhio.
“Siamo in pieno nell’avventura dionisiaca da Lei annunciata negli
anni Ottanta?” chiede Simona.
“I rave–party insieme a molti altri segnali annunciano la fine
dell’individuo razionale, asse centrale della società, e il ritorno
del piacere, del desiderio, della festa, del carpe diem. Come Michel
Foucault, io credo che a un ciclo culturale ne succeda un altro, quando i valori
che lo ispirano giungono a saturazione. Il ciclo della ‘modernità’ che
ha trovato la sua grande espressione filosofica nel sec. XVII con gli illuministi,
che ha ispirato i grandi sistemi sociali del sec. XIX e ha creato il mito dell’avvenire
e del progresso, è arrivato alla fine negli anni Sessanta. Nel corso
degli anni Settanta, con l’avvento della ‘post–modernità’,
grandi valori come lavoro, progresso, ragione hanno perso di interesse per
i giovani e sono stati sostituiti da edonismo, culto del corpo, sessualità.
Lo scivolamento dai valori ‘moderni’ verso quelli ‘post–moderni’ è evidente:
non più ‘progresso’ ma ‘presente’; non più ‘lavoro’ ma ‘edonismo’,
non più ‘ragione’ ma ‘fantasia’.
E Maffesoli prosegue: “L’individualismo è in
piena decadenza, sostituito da nuovi comportamenti
più comunitari: i giovani non sanno
stare soli, vivono in gruppo, in branco,
amano le grandi manifestazioni che richiamano
migliaia di persone, come, per esempio,
i grandi concerti musicali delle star.
Uno dei miei ricercatori, un cattolico
di origine coreana che ha seguito i quattro
grandi incontri giovanili con Giovanni
Paolo II nelle Filippine, in Polonia, in
Cile e a Parigi, ha osservato che l’individualismo è quanto
di più lontano da quei giovani che
vogliono riunirsi intorno a una figura
centrale: si piange insieme, si ride e
si canta insieme”. E qui Maffesoli
tocca un tasto molto interessante che caratterizza
la vita moderna e che si raccorda perfettamente
con le sue prospettive. “Ogni epoca
ha bisogno di un mito e quello dell’epoca ’post–moderna’ è il
mito del ‘puer aeternus’,
dell’eterno fanciullo. Anche le altre
generazioni, come quelle dei padri e delle
madri, parlano come i giovani, vestono
come i giovani e, grazie alla dietetica
e alla palestra cercano di conservare un
corpo giovane, magro, flessuoso, sexy”.
L’identità sessuale
fragilizzata
C’è ancora un interessante
rilievo su realtà che abbiamo tutti
i giorni sotto gli occhi e che Maffesoli
interpreta nel suo quadro. “Nell’epoca
moderna l’individuo aveva un indirizzo,
una identità sessuale, professionale
e ideologica; ma oggi, in epoca post–moderna,
non è più così. La
famiglia tradizionale è in crisi
davanti al vagabondaggio sessuale e l’identità sessuale
si è fragilizzata, come dimostra
la moda unisex. Difficile anche identificare
ideologicamente una persona: oggi non si è più di
destra né di sinistra, ma si adotta
una specie di ’patchwork’ ideologico.
Al nomadismo politico si aggiunge quello
professionale: i giovani non hanno più un
progetto di carriera, ma passano da un
lavoro all’altro, da una attività all’altra”.
Tutto negativo, dunque, siamo in un’epoca
di decadenza?
Maffesoli non è pessimista. Guarda
il mondo in faccia, osserva il comportamento
dei giovani, non li lascia prendere dalla
nostalgia dei ‘bei tempi passati’. “Di fronte ai nostri rimpianti – conclude – io dico che se
i nostri valori scompaiono, altri stanno nascendo. Questi giovani hanno il
senso della generosità e della solidarietà, come dimostra lo
sviluppo del settore del volontariato e dell’assistenza caritativa. Certo,
la nascita di qualcosa di nuovo avviene sempre in una ’effervescenza’ incontrollabile,
una sorta di brulichio molto pericoloso, come ha dimostrato Durkheim. Ma è meglio
essere consapevoli che ignorare i fenomeni”.
“Se siete fidanzati…”
Chiudiamo questo
nostro intervento su uno dei problemi più vivi per i
giovani, con le parole di Benedetto XVI
per ‘ Giornata Mondiale della Gioventù’,
2007.
“Se siete fidanzati, Dio ha un progetto di amore sul vostro futuro di
coppia e di famiglia, ed è quindi essenziale che voi lo scopriate con
l’aiuto della Chiesa, liberi dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo,
con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga ostacolo alla gioia dell’amore
e impedisca di gustare pienamente quella felicità che l’uomo e
la donna cercano nel loro reciproco amore. L’amore dell’uomo e
della donna è all’origine della famiglia umana, e la coppia formata
da un uomo e una donna ha il suo fondamento nel disegno originario di Dio.
Imparare al amarsi come coppia è un cammino meraviglioso, che tuttavia
richiede un tirocinio impegnativo.
Il periodo del fidanzamento, fondamentale
per costruire la coppia, è un tempo
di attesa e di preparazione, che va vissuto
nella castità dei gesti e delle parole.
Ciò permette di maturare nell’amore,
nella premura e nell’attenzione verso
l’altro; aiuta ad esercitare il dominio
di sé, a sviluppare il rispetto dell’altro,
caratteristiche tutte del vero amore che
non ricerca in primo luogo il proprio soddisfacimento
né il proprio benessere. Nella preghiera
comune chiedete al Signore che custodisca
e incrementi il vostro amore e lo purifichi
da ogni egoismo. Non esitate a rispondere
generosamente alla chiamata del Signore,
perché il matrimonio cristiano è una
vera e propria vocazione nella Chiesa. Ugualmente,
cari giovani e care ragazze, siate pronti
a dire ‘sì’, se Dio vi
chiama a seguirlo nella vita del sacerdozio
ministeriale o della vita consacrata. Il
vostro esempio sarà di incoraggiamento
per molti altri vostri coetanei, che sono
alla ricerca della vera felicità”.
Carlo Fiore |