In questo numero
SESSO FRAGILE di Carlo Fiore

Oggi si cerca l’intimità, il non sentirsi soli.
Ci si aspetta da una persona sola
quello che un tempo
ci dava un villaggio intero.
Eppure siamo travolti
dall’avventura dionisiaca.
Forse è per questo
che ci sentiamo così fragili.

 


“Ho 24 anni, sto per laurearmi, ero a un colloquio d’esame, materia tecnica sulle costruzioni. A un certo punto il prof mi fa: certo, voi giovani non avete più il senso della storia, siete una generazione senza valori.
Mi ha fatto arrabbiare perché c’entrava poco con quello di cui parlavamo, era una botta a freddo magari aveva i nervi per conto suo.
Lì per lì non sono stato pronto a rispondere bene, ma quello che non ha detto a lui adesso lo dico a lei. Insomma, che volete da noi? La vogliamo finire con la storia della generazione senza valori?
Anche l’inverno scorso, quando è uscito il film ‘L’ultimo bacio’ tutti con la stessa solfa, una pizza. Noi saremo una generazione senza valori ma dove ci ha portato la generazione che i valori li aveva? Non vi sembra che noi almeno siamo un po’ più aderenti alle cose come vanno oggi?
Io e la mia ragazza non ci poniamo questi problemi. Stiamo bene insieme, facciamo l’amore benissimo, credo meglio di voi che avevate tanti scrupoli e dovevate farlo di nascosto, quando vi andava bene. Non abbiamo il pensiero di sposarci né vogliamo avere figli e sappiamo come fare. Ce la caviamo da soli, non chiediamo niente a nessuno.
Già prima della laurea ho cominciato a lavorare un po’. Non me ne importa niente del governo che c’è purché mi lascino vivere in pace. Vi rendete conto o no che sta cambiando tutto, che il mondo corre come un matto e che a guardare indietro si rischia, voi rischiate, di andare a sbattere? Anzi, che avete già sbattuto? Allora, scusi, perché rompete?”.
Lettera firmata, Roma.

“Lasciate respirare il sesso”
Stiamo bene insieme, facciamo l’amore benissimo, niente sposarsi, niente figli, governi chi vuole purché non rompa e via discorrendo.
Una lettera che fa venire i brividi e che molti giovani non condividono affatto. Nichilismo puro. Perché come si fa a vivere senza storia, senza passato, senza futuro, senza progetti, incollati a un ‘presentismo’ che rischia di soffocare? Il ‘presentismo’ del ‘tutto subito’ o mollo la baracca.
Due ragazzi innamorati, un bozzolo dorato in cui vivere, il loro mondo esclusivo.
D’accordo. La generazione di noi adulti ha proclamato i suoi valori e, spesso, li ha traditi. Ma sapeva di tradirli, anche se non si pentiva del tradimento. Chiudersi in un bozzolo confortevole, fuori della storia, fuori della vita, fuori di valori riconosciuti anche se traditi è un rischio molto forte. Da tutti i punti di vista. A cominciare proprio dal sesso.
Esther Perel è una psicologa americana con 22 annui di esperienza a New York. Coppie e famiglie di ogni genere e razza, una situazione facilmente immaginabile in un contesto interculturale come quello americano. Ha scritto un libro proprio sui problemi della coppia, titolo L’intelligenza erotica, Ponte delle Grazie editrice.
“Cerco di inserire la coppia in un contesto più vasto – afferma la psicologa in una intervista a ‘Specchio’ – per capire cosa capita in camera da letto. Oggi ci troviamo di fronte a un tipo di coppia che vive una post–rivoluzione sessuale e che ha beneficiato della pillola e dei movimenti femministi, molto vivi in America”.
E allora il rischio qual è?
“Possono avere tutto il sesso che vogliono, sono sommersi dal sesso, mettono il sesso al centro della coppia… Si aspettano sempre qualcosa che dia più felicità, mentre prima, nel matrimonio tradizionale, la felicità era un bonus, un di più, non era nelle aspettative di un matrimonio normale. È un problema che si è accentuato negli anni ‘60”. E spiega: “Quando le famiglie erano numerose e si avevano molti figli, i rapporti sessuali erano diversi. Oggi si cerca l’intimità, il non sentirsi soli. Ci si aspetta da una persona sola quello che un tempo ci dava un villaggio intero”. Formidabile espressione. Perché il villaggio ci dava solidarietà, vicinanza, condivisione, partecipazione, stupore sempre nuovo, e festa o lutto per lo sbocciare, il fiorire o lo spegnersi di vite condivise. E la psicologa conclude: “Oggi siamo più soli, perché siamo bloccati in un modello di nucleo chiuso, nella speranza di trovare una sola persona che ci aiuti a superare questa solitudine esistenziale. Non in tutto il mondo però è così. Ma nella società occidentale sì”.
Postilla finale, importante. “Oggi si vive molto più a lungo, si rimane giovani molto più a lungo. Il fatto è che viviamo in un mondo senza fantasia e noi non ci diamo l’opportunità di conservare questa fantasia, dato che puntiamo a una sicurezza stabile, senza novità. La chiusura all’interno della coppia e il desiderio di sicurezza sono tali, invece, da non lasciar respirare il sesso. E il desiderio ne risente”. Il rischio del bozzolo dorato è che, a un certo punto, manchi il respiro e il bozzolo si trasformi in prigione. Più di un film si ispira a questo dramma.

Michel Maffesoli: in piena avventura dionisiaca
Professore alla Sorbona, direttore di centri di studio prestigiosi, Michel Maffesoli è una delle personalità più in vista della cultura francese. Ed è nella postazione ideale per mettere a nudo le dinamiche sommerse della società contemporanea.
Lo intervista per Avvenire/Agorà Simona Serafini. Vanno oggi di moda, anche se forse in fase discendente, i rave–party, questi grandi raduni un po’ da tutta Europa, di migliaia di giovani. Tre, quattro giorni di baccanale. Droga e sesso la fanno da padroni, insieme a esibizioni di dubbio gusto, tanto che la Polizia li tiene d’occhio.
“Siamo in pieno nell’avventura dionisiaca da Lei annunciata negli anni Ottanta?” chiede Simona.
“I rave–party insieme a molti altri segnali annunciano la fine dell’individuo razionale, asse centrale della società, e il ritorno del piacere, del desiderio, della festa, del carpe diem. Come Michel Foucault, io credo che a un ciclo culturale ne succeda un altro, quando i valori che lo ispirano giungono a saturazione. Il ciclo della ‘modernità’ che ha trovato la sua grande espressione filosofica nel sec. XVII con gli illuministi, che ha ispirato i grandi sistemi sociali del sec. XIX e ha creato il mito dell’avvenire e del progresso, è arrivato alla fine negli anni Sessanta. Nel corso degli anni Settanta, con l’avvento della ‘post–modernità’, grandi valori come lavoro, progresso, ragione hanno perso di interesse per i giovani e sono stati sostituiti da edonismo, culto del corpo, sessualità. Lo scivolamento dai valori ‘moderni’ verso quelli ‘post–moderni’ è evidente: non più ‘progresso’ ma ‘presente’; non più ‘lavoro’ ma ‘edonismo’, non più ‘ragione’ ma ‘fantasia’.
E Maffesoli prosegue: “L’individualismo è in piena decadenza, sostituito da nuovi comportamenti più comunitari: i giovani non sanno stare soli, vivono in gruppo, in branco, amano le grandi manifestazioni che richiamano migliaia di persone, come, per esempio, i grandi concerti musicali delle star. Uno dei miei ricercatori, un cattolico di origine coreana che ha seguito i quattro grandi incontri giovanili con Giovanni Paolo II nelle Filippine, in Polonia, in Cile e a Parigi, ha osservato che l’individualismo è quanto di più lontano da quei giovani che vogliono riunirsi intorno a una figura centrale: si piange insieme, si ride e si canta insieme”. E qui Maffesoli tocca un tasto molto interessante che caratterizza la vita moderna e che si raccorda perfettamente con le sue prospettive. “Ogni epoca ha bisogno di un mito e quello dell’epoca ’post–moderna’ è il mito del ‘puer aeternus’, dell’eterno fanciullo. Anche le altre generazioni, come quelle dei padri e delle madri, parlano come i giovani, vestono come i giovani e, grazie alla dietetica e alla palestra cercano di conservare un corpo giovane, magro, flessuoso, sexy”.

L’identità sessuale fragilizzata
C’è ancora un interessante rilievo su realtà che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi e che Maffesoli interpreta nel suo quadro. “Nell’epoca moderna l’individuo aveva un indirizzo, una identità sessuale, professionale e ideologica; ma oggi, in epoca post–moderna, non è più così. La famiglia tradizionale è in crisi davanti al vagabondaggio sessuale e l’identità sessuale si è fragilizzata, come dimostra la moda unisex. Difficile anche identificare ideologicamente una persona: oggi non si è più di destra né di sinistra, ma si adotta una specie di ’patchwork’ ideologico. Al nomadismo politico si aggiunge quello professionale: i giovani non hanno più un progetto di carriera, ma passano da un lavoro all’altro, da una attività all’altra”.
Tutto negativo, dunque, siamo in un’epoca di decadenza?
Maffesoli non è pessimista. Guarda il mondo in faccia, osserva il comportamento dei giovani, non li lascia prendere dalla nostalgia dei ‘bei tempi passati’.
“Di fronte ai nostri rimpianti – conclude – io dico che se i nostri valori scompaiono, altri stanno nascendo. Questi giovani hanno il senso della generosità e della solidarietà, come dimostra lo sviluppo del settore del volontariato e dell’assistenza caritativa. Certo, la nascita di qualcosa di nuovo avviene sempre in una ’effervescenza’ incontrollabile, una sorta di brulichio molto pericoloso, come ha dimostrato Durkheim. Ma è meglio essere consapevoli che ignorare i fenomeni”.

“Se siete fidanzati…”
Chiudiamo questo nostro intervento su uno dei problemi più vivi per i giovani, con le parole di Benedetto XVI per ‘ Giornata Mondiale della Gioventù’, 2007.
“Se siete fidanzati, Dio ha un progetto di amore sul vostro futuro di coppia e di famiglia, ed è quindi essenziale che voi lo scopriate con l’aiuto della Chiesa, liberi dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga ostacolo alla gioia dell’amore e impedisca di gustare pienamente quella felicità che l’uomo e la donna cercano nel loro reciproco amore. L’amore dell’uomo e della donna è all’origine della famiglia umana, e la coppia formata da un uomo e una donna ha il suo fondamento nel disegno originario di Dio. Imparare al amarsi come coppia è un cammino meraviglioso, che tuttavia richiede un tirocinio impegnativo.
Il periodo del fidanzamento, fondamentale per costruire la coppia, è un tempo di attesa e di preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e delle parole. Ciò permette di maturare nell’amore, nella premura e nell’attenzione verso l’altro; aiuta ad esercitare il dominio di sé, a sviluppare il rispetto dell’altro, caratteristiche tutte del vero amore che non ricerca in primo luogo il proprio soddisfacimento né il proprio benessere. Nella preghiera comune chiedete al Signore che custodisca e incrementi il vostro amore e lo purifichi da ogni egoismo. Non esitate a rispondere generosamente alla chiamata del Signore, perché il matrimonio cristiano è una vera e propria vocazione nella Chiesa. Ugualmente, cari giovani e care ragazze, siate pronti a dire ‘sì’, se Dio vi chiama a seguirlo nella vita del sacerdozio ministeriale o della vita consacrata. Il vostro esempio sarà di incoraggiamento per molti altri vostri coetanei, che sono alla ricerca della vera felicità”.

Carlo Fiore

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