In questo numero
AMICI PER LA PELLE di Paola Busso

 


Chi di noi non si è mai ritrovato davanti allo specchio a cercare soluzioni per nascondere quel brutto brufolo, comparso in un giorno particolare e importante della sua vita?
Ma cosa sono i brufoli? Da dove arrivano? Per capirlo, partiamo dalla fonte: la pelle.
La pelle dice molte cose su di noi, è la nostra immagine, condiziona e riflette il nostro stato di salute. Una bella pelle è il nostro primo biglietto da visita! Ogni giorno, però, è attaccata, dall’esterno e dall’interno: lo smog, la polvere, gli agenti atmosferici e il Sole la aggrediscono, lo stress e i ritmi frenetici la indeboliscono, una sbagliata alimentazione la danneggia, così come il fumo e l'uso di prodotti cosmetici sbagliati.

Ma quali funzioni ha la nostra pelle?

Con la pelle ci facciamo appena un tappetino di 1,5 -1,8 mq, con uno spessore insignificante che va da 1,5 fino a 4 mm. Uno strato sottilissimo ma che ha sei importanti compiti.
- Protegge: la pelle è una barriera protettiva contro gli stimoli meccanici di varia natura e contribuisce a difendere il corpo da germi e radiazioni solari.
- Sente: grazie agli organi recettoriali, la pelle percepisce la pressione, il dolore e la temperatura e trasmette tutto al sistema nervoso centrale.
- Respira: lascia passare ossigeno e libera anidride carbonica. Ogni giorno la pelle assorbe  circa 5 litri di ossigeno.
- Secresce: attraverso la pelle vengono eliminati cataboliti e scorie dall'interno dell'organismo.
- Difende: ogni volta che nell'organismo penetrano sostanze estranee, come batteri, virus o funghi, si innesca un processo di protezione.
- Regola la temperatura: con la dilatazione dei vasi sanguigni, una maggiore quantità di sangue arriva alla pelle che libera calore, abbassando la temperatura corporea, anche attraverso la produzione di sudore. Al contrario con una temperatura esterna bassa, la pelle trattiene calore, che rimane nel corpo.

Coprire la pelle per essere belli?
Un sondaggio condotto su un campione di ragazze tra i 12 e i 20 anni rivela che per la maggior parte delle giovani è fondamentale truccarsi.
Perché bisogna truccarsi? Varie sono le motivazioni: la volontà di piacere a se stessi (83% delle risposte); il desiderio di piacere di più agli altri (9%), di sedurre (7%) o di imitare le altre donne (2%).
In ogni caso, le ragazze prediligono trucchi leggeri e dai colori tenui, solari o invisibili e non gradiscono i colori troppo forti e vistosi. C'è voglia di naturalezza, di semplicità, la volontà di valorizzarsi nascondendo i piccoli difetti e mettendo in risalto il viso, gli occhi, la bocca.
I trucchi, quindi, diventano un elemento indispensabile per “apparire”: La spesa annuale per i prodotti di cosmesi si aggira intorno ai 100 euro.

Dannato brufolo…
A volte il trucco serve per mascherare…
L’acne, secondo i dermatologi, colpisce l’80% degli adolescenti e dei giovani di età compresa tra gli 11 ed i 30 anni.
Secondo gli studi più recenti, la comparsa dell'acne sarebbe determinata da alterazioni della secrezione sebacea ad opera degli ormoni della sfera sessuale e della flora microbica. Sono quattro i fattori scatenanti l’acne: elevata secrezione di sebo, ostruzione del canale del follicolo pilo-sebaceo, aumento del batterio Propionibacterium acnes e l’infiammazione conseguente.
In entrambi i sessi il metabolismo delle ghiandole sebacee è regolato dagli ormoni maschili, gli androgeni, che iniziano ad essere sintetizzati durante la pubertà. È per questo motivo che si parla di "acne giovanile".
Spesso la patologia viene attribuita solo ad una alimentazione non corretta, alla scarsa igiene e allo stress, con conseguenti comportamenti inadeguati, quali frequente detersione, modificazioni della dieta, uso di prodotti cosmetici.
Un’adeguata informazione, il consulto con un dermatologo e la scelta della terapia specifica per le diverse forme di acne sono fondamentali per cercare una soluzione del problema.

Abbronzati o lampadati?
Per un’abbronzatura O.K possiamo o passare il tempo sotto il sole o dentro un solarium. Ma cosa cambia?
Il sole e le lampade abbronzanti emettono radiazioni ultraviolette (U.V.) che penetrano negli strati più profondi della pelle e stimolano la neoformazione di melanina nell'epidermide (l'abbronzatura), svolgono un'azione disinfettante a livello della cute e stimolano la sintesi della vitamina D. Tra gli effetti negativi, ci sono l'eritema ("la scottatura"), che coinvolge le cellule e i vasi dell'epidermide, e  i tumori della pelle.
Se l'esposizione è elevata, inoltre, sulla pelle e sugli occhi non protetti si possono manifestare effetti dannosi da esposizione acuta, quali eritema e l'infiammazione della cornea e della congiuntiva.
La fotosensibilità degli individui è molto variabile. La ricerca sperimentale ha confermato che i soggetti di pelle chiara, biondi o rossi di capelli e con occhi azzurri, sono più fotosensibili degli individui dall'aspetto mediterraneo (pelle scura, occhi e capelli castani o neri).
L’impoverimento della fascia di ozono che circonda la Terra provoca un consistente aumento delle radiazioni ultraviolette di tipo B (UVB), aumentando, di conseguenza, i rischi per la salute, specie in esposizioni al sole prolungate e nelle ore più calde. E come se non bastasse, le lampade abbronzanti emettono radiazioni fino a 10 volte superiori a quelle che ci arrivano dal Sole, aumentando così di dieci volte i rischi per la pelle.
Meglio, quindi, un’abbronzatura naturale che una “artificiale”, pur con le opportune precauzioni: utilizzando adeguati filtri solari, evitando gli orari troppo rischiosi ed esponendosi per periodi di tempo ragionevoli, si ha come risultato un'abbronzatura omogenea e duratura.

Paola Busso


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