In questo numero
FUMETTO D'AMORE di Lorenzo Boschetto

 


Sono la spina dorsale di molti racconti, il punto d’arrivo di trame spionistiche e avventurose.
Sono le coppie nei fumetti. Sempre innamorati, alla ricerca uno dell’altro.
Un amore dichiarato o sottinteso, ma sempre benzina per il motore della fantasia.


Fumetti? Sì, grazie. Ma quali? Già, perché tutti abbiamo il nostro eroe di carta preferito. E quasi sempre accanto a lui c’è una lei (o viceversa). Eterna fidanzata o moglie paziente. Infantile o beffarda. Volubile o determinata. Tutta casa e club benefici o complice d’avventure. Bigodinintesta o sexy. Allora, proviamo a leggere le strip con l’occhio della coppia. Chissà che non ci aiutino a capire qualcosa di più su noi. Anzi, su noi due.
Prendiamo Jiggs e Maggie, alias Arcibaldo e Petronilla. Inventata da George McManus, debutta nel 1913 sul “New York Journal”, sotto il titolo di “Bringing up father”, “Come ti educo il papà”. I due hanno una certa età e si sono arricchiti di colpo con una vincita incredibile. Ma la signorilità non si compera. Lui, ex muratore, fatica a vedersi in frac-cilindro-ghette: rimpiange la vita semplice, la partita a carte e il biliardo con gli amici, in osteria, e pur di uscire, ricorre a pretesti incredibili, ben sapendo che se scoperto, rischia le bastonate dalla consorte. Che da ex lavandaia, vera bisbetica e arrampicatrice sociale, gli ricorda la mancanza di… finezza. Insomma, una coppia che in anni lontani forse ha conosciuto gesti d’affetto, ma che ora è impegnata in scontri frontali. Un simbolo del boom americano d’inizio Novecento, e anche “strepitosa invenzione sul matriarcato americano”.
Quasi all’opposto, ecco Blondie e Dagoberto (l’americano Dagwood), creati da Chic Young nel 1930 (poi, la serie è passata al figlio Dean e ad altri disegnatori). Lei, capelli biondi e due occhioni spalancati e sorpresi, è bella, simpatica, ottimista, affettuosa. Lui, facoltoso di nascita, è stato diseredato per aver sposato una donna non dello stesso ceto. È un po’ sbadato e pasticcione con i figli Alexander e Cookie, e con la cagnetta Daisy. Non ha molta voglia di lavorare, forse perché ha per capoufficio l’irascibile Julius Dithers. E tornato a casa, vorrebbe leggere il giornale tranquillamente seduto in poltrona. Invece Blondie ha sempre qualche problema da risolvere. Dopo 75 anni, però, la loro fortuna continua: le strip sono pubblicate su oltre 2300 giornali di 55 Paesi. Alla base, la romantica storia d’amore che ha portato il giovane ricco a sposare una semplice satina. Però, più della quotidiana routine ufficio-casa-figli-cane, conta la vita simile a quella di milioni di coppie vere. Così, nonostante tutto, vivono da eterni fidanzati e formano “la più bella coppia del fumetto statunitense” (la definizione è sul sito http://www.lafeltrinelli.it).
Intermedia tra le due è la coppia Andy Capp e Florrie. Nata nel 1957 dalla matita dell’inglese Reginald Smyte, prende nome dalla parola handicappato e in Italia è conosciuta anche come Carlo e Alice, grazie alla loro pagina sulla “Settimana enigmistica”. Superfluo dilungarsi sullo humor anglosassone. Andy, sempre con il basco sugli occhi e con la sigaretta tra le labbra, è un fannullone tutto casa e bar: con stoico eroismo si alza dal divano dove sonnecchia in continuazione, soltanto per recarsi al pub. Florrie, detta Flo, è sciatta, spesso con i bigodini in testa, ma gli è affezionata. Nonostante i rimbrotti e le attese di lei, a notte fonda, dietro la porta, con il matterello che non usa mai, ogni strip si conclude con una risata liberatoria. A conferma che i due (proprio quest’anno [2007] compiono le “nozze d’oro”) sono una coppia affiatata. E che esistono mogli votate al martirio casalingo.
Di tutt’altra pasta, i protagonisti della serie Flintstones, gli Antenati. Nascono nel 1959, negli studios di William Hanna e Joseph Barbera, come cartoni animati per il cinema e la tv. La svampita famiglia di cavernicoli comprende Fred, la moglie Wilma e la figlia Pobbles. Hanno come amici Barney Rubble e la moglie Betty. Vivono nella preistoria, ma in un contesto simile al nostro, con case dotate di ogni comfort. Consumisti e borghesi, si spostano su auto che al posto delle ruote hanno rulli da schiacciasassi. Fred e Wilma si vogliono bene, ma litigano per un nonnulla, soprattutto quando s’intromettono Barney e Betty. Insomma, sono la classica coppia figlia del benessere e del quieto vivere, dove i temi più scottanti sono dove e come trascorrere le vacanze. E dove sembra che l’amicizia crei problemi, più che risolverli. Se questa è vita di coppia, ai posteri l’ardua sentenza.
Ancori applauditi sono Popeye the Sailor-Braccio di Ferro e Olive Oyl-Olivia. Lui nasce nel 1929, disegnato da Elzie C.Segar, come personaggio secondario della striscia “The Thimble Theatre”; poco dopo, a grande richiesta, ne diventa il protagonista. Con gli avambracci muscolosi e con la pipa sempre in bocca, Popeye affronta le situazioni più incredibili per difendere la fidanzata ossuta e ingenua dalle sgrinfie del grosso e cattivo Bruto (nomen omen, direbbero i latini). Per fortuna, lui ha sempre con sé una scatola di spinaci, che gli danno una forza incredibile. Il finale è scontato. Sono strip dove il surrealismo e il sorriso si mescolano alla poesia. In fondo, l’amore vince le avversità.
Altrettanto “impossibili” sono Schroeder e Lucy Van Pelt. Lui è il pianista dei Peanuts, personaggi inventati nel ’50 dall’americano Charles M. Schultz, con protagonisti Charlie Brown e il bracchetto Snoopy. Schroeder, calmo e felice, ama Beethoven al punto da tenere il busto del compositore sul suo pianoforte giocattolo. Di lui è invaghita Lucy, la scorbutica, saputella, prepotente sorella di Linus: si adagia sul piano mentre lui suona e lo tormenta per ore con avances matrimoniali e con frasi senza senso. Senza ricevere risposta. Parlare di coppia, in questo caso è un eufemismo, tanto i due sono simbolo di incomunicabilità e dell’egoismo personale.
Continuando la carrellata delle coppie improbabili, ecco quella di Lupo Alberto e dalla gallina perbenista Marta, protagonisti delle imprevedibili strip ideate nel 1973 dal modenese Guido Silvestri, in arte Silver. Lupo Alberto è innamorato di Marta (ma una volta, i lupi non le mangiavano, le galline?) e pur di vederla, non esita a rischiare (e a prendere) le randellate di Mosè, il cane da guardia della fattoria McKenzie. Certo, qualche volta gli va bene e riesce a bere il thè in compagnia di lei. Che, guardando alla tv i fidanzati “buoni” delle telenovelas sdolcinate, sogna un bel matrimonio e una vita di coppia tranquilla. Ma lui è uno spirito libero. E poi, c’è sempre qualcosa che impedisce di arrivare al dunque. Non ultimo, il miope Enrico La Talpa: uscendo all’improvviso dalla tana, vede Lupo Alberto e lo chiama a voce alta; così fa accorrere Mosé e ancora una volta, il finale è scontato. Enrico, a sua volta, è sposato con Cesira, maniaca della pulizia al punto da fargli usare le pattine. Insomma, due coppie che più pazze non si può, ma che sono espressioni di vita vera. Quella dove si mescolano affetti e fisime, realtà e sogni.
Che dire, poi, di Obelix e Falbalà, inventati nel ’59 dai francesi René Goscinny ed Albert Uderzo? Lui, inseparabile compagno di Asterix, è un bonaccione dalla forza sovrumana, perché da piccolo è caduto nella pentola dove il druido Panoramix stava preparando la pozione che rende invincibili. Porta in giro pesanti menhir, banchetta con cinghiali arrosto e si diverte a malmenare i legionari romani: per lui, la sigla Spqr significa Sono pazzi questi romani. Una cosa sola lo manda in crisi: Falbalà, la più bella ragazza del villaggio (guarda caso, in un film, il ruolo è stato affidato alla modella Laetitia Casta). Le fa gli occhi dolci, le manda in regalo mazzolini di fiori e menhir infiocchettati. Ma lei è già fidanzata. E quello di Obelix resta un sogno (adolescenziale) non ricambiato.
Da un altro mondo, è il caso di dirlo, arriva Superman. Inventato nel 1938, da Jerry Siegel (testo) e Joe Shuster (disegno), in Italia è lanciato come Nembo Kid, ma anni dopo riprende il nome originale. Nelle sue storie, tutti sanno che lui ha poteri eccezionali perché è nato nel lontano pianeta Krypton e poi, è caduto per caso sulla Terra. Nessuno, però, immagina che nella vita di tutti i giorni sia il timido giornalista Clark Kent. Per anni, la collega Lois Lane cerca di scoprire chi si cela sotto il mantello del supereroe, ma non ha mai la prova definitiva. Soltanto negli anni Novanta il fumetto cambia: Clark Kent chiede a Lois di sposarlo e le rivela il ruolo. Nel 1996, il tormentone finisce con il matrimonio.
Poi, due coppie amate da milioni di lettori in tutto il mondo ed entrambe degli studios Disney: Topolino e Minnie, nati nel 1928, e Paperino e Paperina, del ’34 e ’43. Per il sito ufficiale http://www.disney.it/Publishing/Topolinomagazine/, il primo è “ironico, allegro, scanzonato, forte e intelligente”, “rappresenta l’americano medio, leale con gli amici, fedele alle istituzioni e un po’ consumista”. La sua bontà d’animo unita al coraggio, all’intelligenza e all’ottimismo fanno di lui l’amico che tutti vorrebbero avere. La fidanzata Minnie è “simpatica, operosa e dotata di un carattere piuttosto determinato”, “stravede per il suo eroe”, ma “riesce a non farsi mai oscurare dall’innegabile protagonismo” di lui.
Paperino, invece, ha una mentalità piccolo-borghese e anche quando s’impegna per riuscire in qualche iniziativa, è sempre ostacolato da imprevisti e pasticci. Paperina non è orgogliosa di lui, ma “ne è comunque inguaribilmente innamorata” e da “perfetta donna di casa, ottima cuoca e capricciosa arredatrice”, è felice di appartenere a vari circoli culturali di Paperopoli, dove cerca, invano, di trascinare lui. E se chi scrive può dire la sua, Paperino è il personaggio più simpatico e “umano” della “banda” Disney.
Ricordiamo brevemente altre tre coppie. Innanzi tutto, Orazio e Clarabella, pure loro personaggi disneyani, e oggi un po’ dimenticati. All’inizio, Orazio (Horace Horsecollar) è la “spalla” di Topolino, ruolo poi assegnato a Pippo. Pur essendo un cavallo, è il fidanzato (ricambiato) di Clarabella, una mucca. Che al contrario della saggia Minni, si trova spesso in situazioni dov’è necessario l’intervento di Orazio e di Topolino.
Poi, B.C. e la “grassona”, che Johnny Hart ha ambientato nel Quaternario. Il nome di lui corrisponde alle iniziali di Before Christ, avanti Cristo. Lei non ha nome proprio: è “la grassona” e basta, per niente femminile, neppure nei pensieri. I loro rapporti sono improntati al litigio o nel migliore dei casi, al disinteresse. Altro simbolo delle coppie che stanno insieme, ma si ignorano e se le dànno reciprocamente.
Infine, Diabolik ed Eva Kant. Inventati nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, questi personaggi sono - a costo di fare un gioco di parole - i più buoni tra i più cattivi del fumetto italiano. Lui è stato allevato da delinquenti. Lei, vedova di lord Antony Kant, ne è la compagna complice e combattiva. Sono criminali e ladri imprendibili, capaci di svaligiare la banca più sorvegliata, beffando l’ispettore Genko. Si giustificano asserendo di rubare non per arricchirsi, né per dominare altre persone, ma come reazione alla società e perché è il loro destino. Quasi che il fine giustifichi i mezzi, o che rubare o uccidere a fin di bene renda accettabili gesti negativi. Ma tant’è.
Molte altre coppie vivono nelle strip, e sono tutte diverse per ambientazione e messaggio. Tarzan e la compagna Jane. Il contadinotto americano Li’l Abner, sempre inseguito da procaci ragazze, ma amato e sposato dalla dolce Daisy Mae Scragg. L’Uomo Mascherato e la fidanzata Diana Palmer. Tex Willer e la moglie Lilyth, morta per un’epidemia causata da coperte infette. Il detective dell’impossibile Martin Mystère e la fidanzata Diana Lombard, di professione assistente sociale. Il pilota di Formula 1 Michel Vaillant, marito della giornalista Françoise Latour, dalla quale avrà un figlio. L’atletico, coraggioso e interstellare Flash Gordon con la fidanzata Dale Arden. E ancora altri fidanzati-mariti-mogli. Ma lo spazio è tiranno. Motivo in più per parlarne in altra occasione.

Lorenzo Boschetto

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