Sono la spina
dorsale di molti racconti, il punto d’arrivo
di trame spionistiche e avventurose.
Sono le coppie nei fumetti. Sempre innamorati,
alla ricerca uno dell’altro.
Un amore dichiarato o sottinteso, ma sempre benzina per il motore della fantasia.
Fumetti? Sì, grazie. Ma quali?
Già, perché tutti abbiamo
il nostro eroe di carta preferito. E quasi
sempre accanto a lui c’è una
lei (o viceversa). Eterna fidanzata o moglie
paziente. Infantile o beffarda. Volubile
o determinata. Tutta casa e club benefici
o complice d’avventure. Bigodinintesta
o sexy. Allora, proviamo a leggere le strip
con l’occhio della coppia. Chissà che
non ci aiutino a capire qualcosa di più su
noi. Anzi, su noi due.
Prendiamo Jiggs e Maggie, alias Arcibaldo e Petronilla.
Inventata da George McManus, debutta nel
1913 sul “New York Journal”,
sotto il titolo di “Bringing up father”, “Come
ti educo il papà”. I due hanno
una certa età e si sono arricchiti
di colpo con una vincita incredibile. Ma
la signorilità non si compera. Lui,
ex muratore, fatica a vedersi in frac-cilindro-ghette:
rimpiange la vita semplice, la partita
a carte e il biliardo con gli amici, in
osteria, e pur di uscire, ricorre a pretesti
incredibili, ben sapendo che se scoperto,
rischia le bastonate dalla consorte. Che
da ex lavandaia, vera bisbetica e arrampicatrice
sociale, gli ricorda la mancanza di… finezza.
Insomma, una coppia che in anni lontani
forse ha conosciuto gesti d’affetto,
ma che ora è impegnata in scontri
frontali. Un simbolo del boom americano
d’inizio Novecento, e anche “strepitosa
invenzione sul matriarcato americano”.
Quasi all’opposto, ecco Blondie e Dagoberto (l’americano
Dagwood), creati da Chic Young nel 1930
(poi, la serie è passata al figlio
Dean e ad altri disegnatori). Lei, capelli
biondi e due occhioni spalancati e sorpresi, è bella,
simpatica, ottimista, affettuosa. Lui,
facoltoso di nascita, è stato diseredato
per aver sposato una donna non dello stesso
ceto. È un po’ sbadato e pasticcione
con i figli Alexander e Cookie, e con la
cagnetta Daisy. Non ha molta voglia di
lavorare, forse perché ha per capoufficio
l’irascibile Julius Dithers. E tornato
a casa, vorrebbe leggere il giornale tranquillamente
seduto in poltrona. Invece Blondie ha sempre
qualche problema da risolvere. Dopo 75
anni, però, la loro fortuna continua:
le strip sono pubblicate su oltre 2300
giornali di 55 Paesi. Alla base, la romantica
storia d’amore che ha portato il
giovane ricco a sposare una semplice satina.
Però, più della quotidiana
routine ufficio-casa-figli-cane, conta
la vita simile a quella di milioni di coppie
vere. Così, nonostante tutto, vivono
da eterni fidanzati e formano “la
più bella coppia del fumetto statunitense” (la
definizione è sul sito http://www.lafeltrinelli.it).
Intermedia tra le due è la coppia Andy
Capp e Florrie.
Nata nel 1957 dalla matita dell’inglese
Reginald Smyte, prende nome dalla parola
handicappato e in Italia è conosciuta
anche come Carlo e Alice, grazie alla loro
pagina sulla “Settimana enigmistica”.
Superfluo dilungarsi sullo humor anglosassone.
Andy, sempre con il basco sugli occhi e
con la sigaretta tra le labbra, è un
fannullone tutto casa e bar: con stoico
eroismo si alza dal divano dove sonnecchia
in continuazione, soltanto per recarsi
al pub. Florrie, detta Flo, è sciatta,
spesso con i bigodini in testa, ma gli è affezionata.
Nonostante i rimbrotti e le attese di lei,
a notte fonda, dietro la porta, con il
matterello che non usa mai, ogni strip
si conclude con una risata liberatoria.
A conferma che i due (proprio quest’anno
[2007] compiono le “nozze d’oro”)
sono una coppia affiatata. E che esistono
mogli votate al martirio casalingo.
Di tutt’altra pasta, i protagonisti
della serie Flintstones, gli Antenati.
Nascono nel 1959, negli studios di
William Hanna e Joseph Barbera, come cartoni
animati per il cinema e la tv. La svampita
famiglia di cavernicoli comprende Fred,
la moglie Wilma e la figlia
Pobbles. Hanno come amici Barney Rubble
e la moglie Betty. Vivono nella preistoria,
ma in un contesto simile al nostro, con
case dotate di ogni comfort. Consumisti
e borghesi, si spostano su auto che al
posto delle ruote hanno rulli da schiacciasassi.
Fred e Wilma si vogliono bene, ma litigano
per un nonnulla, soprattutto quando s’intromettono
Barney e Betty. Insomma, sono la classica
coppia figlia del benessere e del quieto
vivere, dove i temi più scottanti
sono dove e come trascorrere le vacanze.
E dove sembra che l’amicizia crei
problemi, più che risolverli. Se
questa è vita di coppia, ai posteri
l’ardua sentenza.
Ancori applauditi sono Popeye the Sailor-Braccio
di Ferro e Olive Oyl-Olivia.
Lui nasce nel 1929, disegnato da Elzie
C.Segar, come personaggio secondario della
striscia “The Thimble Theatre”;
poco dopo, a grande richiesta, ne diventa
il protagonista. Con gli avambracci muscolosi
e con la pipa sempre in bocca, Popeye affronta
le situazioni più incredibili per
difendere la fidanzata ossuta e ingenua
dalle sgrinfie del grosso e cattivo Bruto
(nomen omen, direbbero i latini). Per fortuna,
lui ha sempre con sé una scatola
di spinaci, che gli danno una forza incredibile.
Il finale è scontato. Sono strip
dove il surrealismo e il sorriso si mescolano
alla poesia. In fondo, l’amore vince
le avversità.
Altrettanto “impossibili” sono Schroeder e Lucy Van
Pelt. Lui è il pianista
dei Peanuts, personaggi inventati nel ’50
dall’americano Charles M. Schultz,
con protagonisti Charlie Brown e il bracchetto
Snoopy. Schroeder, calmo e felice, ama
Beethoven al punto da tenere il busto del
compositore sul suo pianoforte giocattolo.
Di lui è invaghita Lucy, la scorbutica,
saputella, prepotente sorella di Linus:
si adagia sul piano mentre lui suona e
lo tormenta per ore con avances matrimoniali
e con frasi senza senso. Senza ricevere
risposta. Parlare di coppia, in questo
caso è un eufemismo, tanto i due
sono simbolo di incomunicabilità e
dell’egoismo personale.
Continuando la carrellata delle coppie
improbabili, ecco quella di Lupo
Alberto e dalla gallina perbenista Marta,
protagonisti delle imprevedibili strip
ideate nel 1973 dal modenese Guido Silvestri,
in arte Silver. Lupo Alberto è innamorato
di Marta (ma una volta, i lupi non le mangiavano,
le galline?) e pur di vederla, non esita
a rischiare (e a prendere) le randellate
di Mosè, il cane da guardia della
fattoria McKenzie. Certo, qualche volta
gli va bene e riesce a bere il thè in
compagnia di lei. Che, guardando alla tv
i fidanzati “buoni” delle telenovelas
sdolcinate, sogna un bel matrimonio e una
vita di coppia tranquilla. Ma lui è uno
spirito libero. E poi, c’è sempre
qualcosa che impedisce di arrivare al dunque.
Non ultimo, il miope Enrico La Talpa: uscendo
all’improvviso dalla tana, vede Lupo
Alberto e lo chiama a voce alta; così fa
accorrere Mosé e ancora una volta,
il finale è scontato. Enrico, a
sua volta, è sposato con Cesira,
maniaca della pulizia al punto da fargli
usare le pattine. Insomma, due coppie che
più pazze non si può, ma
che sono espressioni di vita vera. Quella
dove si mescolano affetti e fisime, realtà e
sogni.
Che dire, poi, di Obelix e Falbalà,
inventati nel ’59 dai francesi René Goscinny
ed Albert Uderzo? Lui, inseparabile compagno
di Asterix, è un bonaccione dalla
forza sovrumana, perché da piccolo è caduto
nella pentola dove il druido Panoramix
stava preparando la pozione che rende invincibili.
Porta in giro pesanti menhir, banchetta
con cinghiali arrosto e si diverte a malmenare
i legionari romani: per lui, la sigla Spqr
significa Sono pazzi questi romani. Una
cosa sola lo manda in crisi: Falbalà,
la più bella ragazza del villaggio
(guarda caso, in un film, il ruolo è stato
affidato alla modella Laetitia Casta).
Le fa gli occhi dolci, le manda in regalo
mazzolini di fiori e menhir infiocchettati.
Ma lei è già fidanzata. E
quello di Obelix resta un sogno (adolescenziale)
non ricambiato.
Da un altro mondo, è il caso di
dirlo, arriva Superman.
Inventato nel 1938, da Jerry Siegel (testo)
e Joe Shuster (disegno), in Italia è lanciato
come Nembo Kid, ma anni dopo riprende il
nome originale. Nelle sue storie, tutti
sanno che lui ha poteri eccezionali perché è nato
nel lontano pianeta Krypton e poi, è caduto
per caso sulla Terra. Nessuno, però,
immagina che nella vita di tutti i giorni
sia il timido giornalista Clark Kent. Per
anni, la collega Lois Lane cerca
di scoprire chi si cela sotto il mantello
del supereroe, ma non ha mai la prova definitiva.
Soltanto negli anni Novanta il fumetto
cambia: Clark Kent chiede a Lois di sposarlo
e le rivela il ruolo. Nel 1996, il tormentone
finisce con il matrimonio.
Poi, due coppie amate da milioni di lettori
in tutto il mondo ed entrambe degli studios
Disney: Topolino e Minnie,
nati nel 1928, e Paperino e Paperina,
del ’34 e ’43. Per il sito
ufficiale http://www.disney.it/Publishing/Topolinomagazine/,
il primo è “ironico, allegro,
scanzonato, forte e intelligente”, “rappresenta
l’americano medio, leale con gli
amici, fedele alle istituzioni e un po’ consumista”.
La sua bontà d’animo unita
al coraggio, all’intelligenza e all’ottimismo
fanno di lui l’amico che tutti vorrebbero
avere. La fidanzata Minnie è “simpatica,
operosa e dotata di un carattere piuttosto
determinato”, “stravede per
il suo eroe”, ma “riesce a
non farsi mai oscurare dall’innegabile
protagonismo” di lui.
Paperino, invece, ha una mentalità piccolo-borghese
e anche quando s’impegna per riuscire
in qualche iniziativa, è sempre
ostacolato da imprevisti e pasticci. Paperina
non è orgogliosa di lui, ma “ne è comunque
inguaribilmente innamorata” e da “perfetta
donna di casa, ottima cuoca e capricciosa
arredatrice”, è felice di
appartenere a vari circoli culturali di
Paperopoli, dove cerca, invano, di trascinare
lui. E se chi scrive può dire la
sua, Paperino è il personaggio più simpatico
e “umano” della “banda” Disney.
Ricordiamo brevemente altre tre coppie.
Innanzi tutto, Orazio e Clarabella,
pure loro personaggi disneyani, e oggi
un po’ dimenticati. All’inizio,
Orazio (Horace Horsecollar) è la “spalla” di
Topolino, ruolo poi assegnato a Pippo.
Pur essendo un cavallo, è il fidanzato
(ricambiato) di Clarabella, una mucca.
Che al contrario della saggia Minni, si
trova spesso in situazioni dov’è necessario
l’intervento di Orazio e di Topolino.
Poi, B.C. e la “grassona”,
che Johnny Hart ha ambientato nel Quaternario.
Il nome di lui corrisponde alle iniziali
di Before Christ, avanti Cristo. Lei non
ha nome proprio: è “la grassona” e
basta, per niente femminile, neppure nei
pensieri. I loro rapporti sono improntati
al litigio o nel migliore dei casi, al
disinteresse. Altro simbolo delle coppie
che stanno insieme, ma si ignorano e se
le dànno reciprocamente.
Infine, Diabolik ed Eva
Kant. Inventati nel 1962 dalle
sorelle Angela e Luciana Giussani, questi
personaggi sono - a costo di fare un gioco
di parole - i più buoni tra i più cattivi
del fumetto italiano. Lui è stato
allevato da delinquenti. Lei, vedova di
lord Antony Kant, ne è la compagna
complice e combattiva. Sono criminali e
ladri imprendibili, capaci di svaligiare
la banca più sorvegliata, beffando
l’ispettore Genko. Si giustificano
asserendo di rubare non per arricchirsi,
né per dominare altre persone, ma
come reazione alla società e perché è il
loro destino. Quasi che il fine giustifichi
i mezzi, o che rubare o uccidere a fin
di bene renda accettabili gesti negativi.
Ma tant’è.
Molte altre coppie
vivono nelle strip, e sono tutte diverse
per ambientazione e messaggio. Tarzan e
la compagna Jane. Il contadinotto americano
Li’l Abner, sempre inseguito
da procaci ragazze, ma amato e sposato dalla
dolce Daisy Mae Scragg. L’Uomo Mascherato
e la fidanzata Diana Palmer. Tex Willer e
la moglie Lilyth, morta per un’epidemia
causata da coperte infette. Il detective
dell’impossibile Martin Mystère
e la fidanzata Diana Lombard, di professione
assistente sociale. Il pilota di Formula
1 Michel Vaillant, marito della giornalista
Françoise Latour, dalla quale avrà un
figlio. L’atletico, coraggioso e interstellare
Flash Gordon con la fidanzata Dale Arden.
E ancora altri fidanzati-mariti-mogli. Ma
lo spazio è tiranno. Motivo in più per
parlarne in altra occasione.
Lorenzo Boschetto
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