In questo numero
EPPUR SI PARTE di Silvio Roggia

Emigrare. A qualunque costo.
Una vera febbre che prende un intero Continente.
A provocarla non solo le solite multinazionali
sfruttatrici dei poveri.
È il divario economico unito ad un virus
che si annida nella testa di tutti.
Ed č difficile da combattere.


Sono in viaggio verso Obuase, il cuore d'oro del Ghana, la jeep mi sobbalza di qui e di là e mentre gli occhi stupiscono di questa incantevole natura, la mente non si stanca di andare ai miei amici in Europa.
Il Ghana prima dell'indipendenza era chiamato Golden Coast, la costa d'oro. L'oro infatti rimane ancora oggi una delle risorse minerarie più importanti del Paese e Obuase, più o meno a metà strada tra Sunyani, dove vivo, e la costa atlantica, è una delle miniere più ricche. Ma non cominciate a prenotare qualche pepita come prossimo regalo di Natale: non vado in miniera. Vado a trovare la famiglia di un mio allievo in uno dei villaggi di quella zona. Al massimo tornerò indietro con qualche banana dello stesso colore dell'oro e, credetemi, decisamente più saporita.
In queste ultime settimane ho avuto conferma – con un senso di amarezza e di impotenza – che la "febbre dell'oro" è più forte che mai tra la gente del West Africa, soprattutto tra i giovani che sono la stragrande maggioranza in questa terra (in Nigeria il 44% è sotto i 14 anni!). Ma l'Eldorado non è più in Ghana, dove a lavorare nelle miniere con management sudafricano e partecipazione governativa non si diventa certo milionari… L'Eldorado siete voi! L'Europa e particolarmente l'Italia, che è come il giardino sull'uscio della UE, graziosamente proteso verso il suo continente più prossimo.
Non è una novità che l'Europa e l'America costituiscano un miraggio per chi, per ben che vada, deve accontentarsi di un tenore di vita incomparabilmente più basso (stipendio di un insegnante in Ghana va tra i 50 e i 100 Euro mensili). Ma quel che mi ha sorpreso in queste ultime settimane è come il miraggio stia diventando una ossessione: l'unico obiettivo a cui puntare, da raggiungere a qualunque costo.
Non è una riflessione che faccio a seguito di qualche articolo letto su Nigrizia o Africa Today. È quanto vedo capitare in persone che conosco bene da anni. E come se vi parlassi del vicino di casa di cui sai quasi tutto.

Paga tutto la cugina
Due esempi (uso nomi fittizi proprio perché quelli reali son troppo veri per me e mi sento imbarazzato a parlarne direttamente).
Rose è una brava signora, ha un lavoro decoroso con uno stipendio non elevato ma regolare che le ha permesso di garantire a tutte le sue cinque figlie di completare la scuola superiore, anche se il marito l'ha abbandonata quando la più piccola era ancora nella culla. Due stanno facendo l'università. Tre sono sposate e han già regalato a Rose diversi nipotini. Una cugina di Rose vive in Italia: "…she is going to pay for the travelling, please help me: is my only chance!". La cugina sembra essere disposta a pagare per il viaggio della figlia più giovane di Rose. Da quando questa notizia è entrata in quella casa l'obiettivo numero uno di tutta la famiglia è di non lasciarsi sfuggire assolutamente l'opportunità. Non ci sono altri punti interrogativi da porsi (cosa farà, dove andrà, non sa la lingua. ecc…); qualunque altro ostacolo va superato in un modo o nell'altro (documenti veri o falsi non interessa). Il miraggio era come brace sotto la cenere per anni, ma il problema era il viaggio, un costo che persone "normali" come Rose non possono sognarsi di affrontare. Adesso che questo muro sembra abbattuto non c'è più nulla che possa fermare la corsa. Inutile spiegare a Rose che una ragazza nigeriana in Italia senza lingua, senza una posizione regolare corre grossi rischi… Più insisti, più diventi un nemico perché ti metti di fronte come un nuovo ostacolo al sogno coltivato da anni e proprio tu, italiano, che forse hai in tasca quell'ultima chiave che permette di aprire lo scrigno, adesso ti metti di mezzo: un vero tradimento!

Computer e naufragio
William, 25 anni, ha una storia ancora più "disarmante": aiutato a trovare lavoro a suo tempo – che poi ha perso per questioni etniche … in certi ambienti se non appartieni allo stesso clan i colleghi san come "farti le scarpe" once and for ever! -; aiutato in seguito a conseguire un certificato in computer, finalmente sembrava che potesse sistemarsi aprendo un piccolo shop di componenti elettrici in Lagos; mancava ancora un ultimo sforzo che permettesse di mettere insieme un capitale sufficiente per cominciare. Ma venne aiutato anche questa volta. Il gruzzolo datogli per questo scopo corrispondeva a metà del prezzo per il viaggio verso il giardino Italia. Tentazione troppo forte! William ha trovato una "associazione" disposta a dargli in credito il rimanente e a organizzargli l'esodo verso la terra promessa. È partito verso l'Italia per poi essere ripescato in qualche costa vicino a Lampedusa e esser rispedito indietro a Lagos senza più il becco di un quattrino. C'è voluto allora del bello e del buono per convincerlo a non suicidarsi – e siamo proprio arrivati sull'orlo - e con gran fatica si è tirato fuori anche dalle fauci dei "creditori" di quella "associazione" che ragiona solo su cifre e non calcola errori di percorso di cui è stata la prima responsabile.
Verrebbe da dire: sbagliando si impara! Son passati tre anni da quell'incidente e la situazione di William adesso è né meglio né peggio di quella della maggioranza dei suoi coetanei: piccoli lavoretti qua e là che permettono di sopravvivere giorno dopo giorno… Ma colpo di scena: una famiglia "per bene" (che ha denaro sufficiente per garantire il viaggio per due) ha chiesto a William di assistere il loro ragazzo per emigrare in Italia e 'studiare' là. Se non fosse per motivi di spazio mi piacerebbe farvi leggere la catena di email che sto ricevendo, con suppliche, giuramenti, promesse che questa volta tutto sarà perfetto se solo dò loro una mano per i documenti necessari per raggiungere l'Eldorado. Non ho mai scritto messaggi così secchi e crudi come quelli che gli ho mandato in risposta per scoraggiarlo da questa impresa; inutile ricordargli le bruciature del passato… diventa una vera ossessione, quasi come un innamorato pazzo, che più ostacoli, più diventa infatuato con il suo sogno.
Rose e William sono uno più uno. Si deve concludere che sono un’eccezione e che nessun altro ragiona negli stessi termini o che sono un campione fedele di una umanità sommersa che qui straripa e che è sempre più difficile contenere?
Non sono un esperto di politiche migratorie e senz'altro lì in Italia avete sentito decine di professionisti in materia prima, durante e dopo elezioni o dopo qualcuna delle tragedie del mare con un numero di vittime abbastanza grande per fare notizia e attirare esperti a "porta a porta", "l'infedele" o quant'altro (la mia memoria del palinsesto TV made in Italy è vicina allo zero assoluto).

Tutti nella stessa rete
L'esperienza su cui io mi baso sono 9 anni vissuti qui in West Africa: per me il detonatore che fa esplodere la bomba migratoria è l'abisso che ancora c'è tra il tenore di vita che c'è al di là del mare e quello che c'è al di qua. Finché il salto dei salari è 10 a 1, finché qui anche se lavori per due o tre generazioni nella farm della tua famiglia tutto quello che puoi mettere da parte è una capanna col muro di fango e il tetto in lamiera e il tuo amico che ce l'ha fatta a pagare il biglietto dopo due o tre anni riesce a mandare Dollars o Euro sufficienti per fare una casa nuova di mattoni a genitori e fratelli… Finché si continua a viaggiare con velocità così diverse tra le economie di due continenti sempre più prossimi (internet! ci piaccia o no siamo diventati tutti pesci nella stessa rete!) non credo che nessuna ricetta di destra o di sinistra o di centro riuscirà a invertire la tendenza.
Proprio in questo preciso momento ho sulla destra della nostra Toyota l'ingresso delle miniere d'oro di Obuase. Non so più cosa pensare: quale febbre dell'oro nella storia ha dato più danni alla "salute pubblica"? Quella che ha attirato sulla Golden Coast i poteri coloniali o quella che sta attirando nell'Eldorado del Nord del mondo milioni di giovani dal sud, una febbre che entra nei sogni prima che nelle possibilità reali ma che proprio per questo è molto più difficile da curare?
"Magnifica gente"! Era il titolo di un servizio che avevo visto quando ero ancora studente in Italia. Era stato fatto per aiutarci a capire gli immigrati.
Ora, ringrazio il cielo per la magnifica gente con cui vivo da quando io ho fatto l'emigrante dall'Italia verso i Paesi del Subsahara. È come una seconda vita che mi è stata regalata da loro condividendone giorno per giorno le gioie e le difficoltà…
Continuo a scommettere su questi giovani, cercando di renderli protagonisti del loro futuro qui.
Penso che questa continuerà ad essere la principale terapia che nel mio piccolo continuerò a portare avanti.
Ma ora è meglio che chiuda in fretta queste mie righe perché sono ormai sullo sterrato tra Obuase e il villaggio dove devo andare e anche se sotto la strada a qualche centinaio di metri, può darsi che ci sia dell'oro zecchino qui sopra si mangia soltanto un sacco di polvere rossa…

Silvio Roggia

www.timeandmind.com