In questo numero
LUI E LEI IN DIALOGO di Maria Poetto


Il tema del linguaggio ci permette di comprendere bene come nella diversità tra uomo e donna confluiscano fattori sia naturali che culturali.
Gli studi delle neuroscienze hanno messo in luce nelle femmine un maggior sviluppo cerebrale dell’area linguistica (cfr. articolo precedente). Sul piano evolutivo troviamo che mediamente le bambine parlano prima e in maggior quantità rispetto ai bambini e spesso questa qualità viene valorizzata: “Com’è chiacchierina questa bella bambina!”. I maschietti al contrario cominciano a parlare leggermente più tardi e sono più colpiti da disturbi del linguaggio, come la balbuzie o il ritardo della parola. Va anche menzionato come studi recenti, pur riconoscendo maggiori capacità comunicative alle donne rispetto agli uomini, abbiano osservato che gli uomini riescono meglio in alcune abilità verbali come l’identificazione di oggetti, la conoscenza dei sinonimi e le analogie verbali.
Sul primato comunicativo femminile (con le debite eccezioni, c’è un fondo di verità nell’attribuire alle donne una lingua lunga) hanno inciso anche elementi storico-culturali: la donna, soprattutto con la maternità, si è più occupata dell’educazione e delle relazioni, esercitando e sviluppando le abilità comunicative. Sarà anche per questo che il linguaggio della donna è più orientato a condividere esperienze, vissuti, sentimenti ed affetti. Non a caso alcune riviste s’intitolano: “Confidenze”, “Amica”, “Intimità” da cui risulta chiaro che destinatario è un pubblico femminile, non certo maschile: la donna è più incline all’intimità e alle confidenze.
Il linguaggio degli uomini solitamente ruota di più intorno ad argomenti concreti, interessi, soluzioni di problemi o funzionamento di qualche sistema. Un’altra differenza osservata, sempre in generale, riguarda la modalità comunicativa: gli uomini nel dialogo sono più diretti, concisi e di fronte a un problema cercano subito una soluzione concreta; le donne sono più loquaci, meno dirette (affermano a volte qualcosa ma con l’intento di ottenere qualcos’altro. Bene canta Fiorella Mannoia: “siamo così, dolcemente complicate”) e presentando una difficoltà cercano innanzi tutto vicinanza.
Per questo Mattia e Elena faticano a intendersi: Mattia si lamenta perché Elena pone troppe domande, fa mille parole prima di arrivare al nocciolo della questione, non è soddisfatta delle soluzioni brillanti di lui; Elena critica Mattia perché parla poco, è insensibile, non la capisce, sa solo trovare rimedi concreti. In realtà qui è in gioco una grande sfida per la coppia: comprendere che esiste tra uomo e donna una modalità diversa di comunicazione e di approccio ai problemi che da ostacolo può trasformarsi in ricchezza con la complementarietà. Certo il passaggio non avviene automaticamente, occorre uno sforzo per porsi dal punto di vista dell’altro e per trovare in esso, diverso dal proprio, un contributo positivo da cui imparare qualcosa. E’ un impiegare forze ed energie che alla fine viene premiato dal sentire che la relazione migliora e cresce quando il tu e l’io, il lui e il lei possono vincere la tendenza alla contrapposizione e avvicinarsi, incontrarsi, confluire nel noi.

Maria Poetto

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