In questo numero
INCONTRI RAVVICINATI COL PIANETA DONNA di Sergio Cherubini


È giunto il momento di soffermarsi sull’esplorazione più ravvicinata del pianeta donna. Il nostro metaforico e immaginifico viaggio nell’universo della sessualità richiede, dopo tanta navigazione sulle rotte dell’identità, un approccio più diretto alla dimensione femminile.
Partiremo naturalmente dalla superficie per vedere come si presenta e che cosa ci rimanda la percezione più immediata della stessa.
Innanzitutto possiamo dire che il pianeta ha una storia, che ha realizzato un percorso di cambiamento e che tale modificazione non può essere disgiunta dal rapporto con il pianeta-uomo, anch’esso soggetto ad una serie di trasformazioni avvenute nel tempo.
Nel precedente articolo “Identità: pianeta donna, pianeta uomo”, concludevo proprio affermando che, in fondo, la storia dell’intera umanità ricapitola le complesse vicende del rapporto uomo-donna.
Allora! Che cosa osserviamo sulla superficie del pianeta? Come si presenta e che cosa riflette dell’identità femminile? La seduttività e la maternità rappresentano ancora gli elementi portanti di tale identità, così come lo stesso Freud affermava parlando a proposito del “destino biologico” specifico della donna?
Nel corso dei secoli la seduttività femminile si sarebbe sganciata sempre più dalla necessità di favorire un rapporto sessuale per garantire la procreazione, “specializzandosi”, raffinandosi e dirigendosi, in linea di massima, verso un unico maschio, per raggiungere l’obiettivo fondamentale della relazione.
Nonostante si pensi attualmente ad una sessualità molto “sbrigliata”, timbro di modernità che spronerebbe i giovanissimi a bruciare le tappe…, si constata invece come gli adolescenti tendano, prima di tutto, a creare positive relazioni sentimentali e in seguito la “sperimentazione” del rapporto sessuale.
Così come è successo a Nadia e a Carlo, studenti della scuola superiore, i quali sono riusciti a vivere un soddisfacente rapporto improntato sul desiderio e sulla necessità di unire sensualità, tenerezza ed affetto, provando una nuova, intensa e arricchente esperienza i cui ingredienti fondamentali sono risultati essere il calore, la comprensione, l’interesse, la stima e l’accoglienza dell’altro.
Ciò ha contribuito a formare in loro la base di una serena identità sessuale, integrata successivamente dalla messa in atto dei relativi ruoli sessuali attraverso lo sviluppo dell’intimità.
Naturalmente ci stiamo occupando di una situazione calata nella recente realtà, frutto di cambiamenti sociali e culturali realizzatisi in modo estremamente rapido in questi ultimi decenni. La storia della complessa interazione tra femminile e maschile evidenzia, praticamente da sempre, una posizione di dominanza e di centralità del pianeta uomo intorno al quale il pianeta donna finiva per orbitare in una condizione di obbligata subalternità.
Se potessimo viaggiare a ritroso sulla macchina del tempo, lo vedremo chiaramente: la donna pur avendo sostenuto un ruolo importantissimo all’interno dello spazio familiare, per la sua dedizione ai lavori domestici e all’allevamento dei figli, era resa socialmente invisibile e pesantemente assoggettata al volere dell’uomo (basti pensare che il pater familias romano esercitava nei confronti della propria moglie potere di vita e di morte).
Anche il Cristianesimo, pur rinnovando in parte il ruolo e la visione della donna, non sarà comunque capace di modificare sostanzialmente un modello di famiglia patriarcale e autoritario, almeno in certe aree. Con il matrimonio la donna continuerà così ad avere uno scarso potere transitando dalla sovranità del padre a quella del marito. Soltanto con il manifestarsi dell’amore romantico, a partire dal ‘700 e in modo più rilevante nell’800, la donna incomincia a beneficiare di un maggiore potere inerente la dimensione affettiva, riconosciuta all’interno della vita familiare attraverso l’esaltazione del focolare domestico e della maternità, intesa come componente peculiare della condizione femminile. Si prepara gradualmente il riconoscimento dell’amore di coppia come fondante per il matrimonio, ancor più degli interessi di ordine economico e parentale. Ma si prepara soprattutto il passaggio fondamentale dalla condizione di donna “oggetto”, usata per fini procreativi e per il soddisfacimento degli appetiti sessuali maschili, a quella di donna “soggetto” della propria esperienza di vita, autonoma socialmente, psicologicamente ed economicamente.
Tutto questo anche grazie alla possibilità da parte della donna di individuare, riconoscere il piacere erotico e accettare la propria eroticità, così come di potersi pienamente percepire capace in ogni settore della vita lavorativa, soddisfacendo così il salutare bisogno di autostima. E senza per questo perdere i più remoti, ma sempre validi, riferimenti alla seduttività (il sex-appeal che suscita “risposte” relazionali positive da parte del maschio) e alla maternità, pieno attestato del sentirsi e viversi donna e contemporaneamente genitore.
Nella prossima esplorazione si cercherà di scoprire caratteristiche particolari del pianeta uomo e l’inevitabile influenza, rassicurante o perturbante, esercitata dalla sfera femminile su di esso. 

Sergio Cherubini

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