In questo numero
L’IDENTITÀ, LA SESSUALITÀ E IL CICLO DELLA VITA/2 di Sergio Cherubini


Rifacendoci sempre alla trattazione dello psicologo Erik Erikson, la prima fase dell’età adulta è caratterizzata dalla ricerca dell’intimità e della solidarietà. Il giovane, dopo aver lavorato per anni al difficile compito della costruzione di un’identità sufficientemente stabile, dovrebbe incominciare ad avvertire un forte bisogno di intimità. La realizzazione di ciò determina, in via generale, una spinta in direzione di una “fusione”, di un “perdersi nell’altro”, un desiderio che è una necessità, ma che al contempo potrebbe costituire anche un ostacolo di un certo rilievo.
L’amore e l’amicizia sono elementi centrali e fondamentali dello sviluppo umano ma, affinché possano essere vissuti con piena soddisfazione, occorre poter attingere ad una dimensione di identità personale tale da consentire la sperimentazione di un rapporto di stretta vicinanza, spirituale, psicologica, fisica, con un’altra persona, senza per questo sviluppare l’ansia di perdere e di negare se stessi e di annullare i confini del proprio io.
Esperienze negative possono condurre all’isolamento (che, sempre secondo Erikson, rappresenta l’altra faccia della “moneta di scambio” del giovane adulto) a causa del maturare di un senso di sfiducia inerente la possibilità di fidarsi, di completarsi e di realizzarsi con e attraverso un altro per mezzo della relazione.
In molti frangenti le interazioni si realizzano ugualmente, ma rischiano di risultare molto difensive e arroccate, sostanzialmente povere di partecipazione emotiva o dense di insane conflittualità che, a loro volta, se non adeguatamente elaborate, incrementano la distanza.
Sul versante affettivo il viaggio procede verso la concretizzazione di una nuova forma di identità non più individuale ma duale, il che significa approdare al pieno riconoscimento dell’altro come differenziato da sé e parallelamente come profondamente “partecipato” a livello di intima comunicazione e di mutuo, vicendevole impegno.
Se poi tutto questo riguarda la creazione di una coppia nel senso amoroso, classico del termine, allora la trasformazione dell’identità (dall’io e te verso il noi) e dell’esperienza relazionale risulta essere ancora più pregnante. Mi pare opportuno a proposito citare Dicks, il quale nel suo “Tensioni coniugali” afferma che nel rapporto amoroso intersoggettivo si sviluppa una reciproca affermazione dell’identità dell’altro come persona degna di essere amata e non vissuta come oggetto attraverso il quale sfogare tensioni e ottenere piacere.
Naturalmente, ancora una volta, occorre sottolineare che il raggiungimento di questa nuova identità di coppia è il frutto di una conquista molto lenta e mai esaurita una volta per tutte: la coppia, anche dopo il suo costituirsi e ancor di più nell’eventuale costruzione di un nucleo familiare, dovrà continuamente ripensarsi e rinnovarsi.
Inoltre l’esperienza di vita propria dell’adolescenza non può essere troppo schematicamente separata da quella tipica del giovane adulto, dal momento che anche i ragazzi ricercano e sviluppano un senso di intimità piuttosto intenso, inizialmente condiviso nella relazione con i coetanei, utilizzata come palestra per rafforzare il proprio senso di autostima e per emanciparsi dalla dipendenza verso i genitori.
Non dimentichiamo poi che la propensione all’innamoramento può essere giustamente considerata come la caratteristica più evidente e più salutare che gli adolescenti sono in grado di esprimere. Ciò apre la strada a nuovi investimenti affettivi, vissuti con una passione, con un senso di totalizzante esclusività e con un grado elevato di idealizzazione che via via perdono d’intensità con l’affacciarsi dell’età adulta.
In conclusione mentre l’adolescente progetta e riprogetta, crea, modifica e spesso cancella repentinamente il tutto per poi ricominciare a ideare, il giovane adulto è chiamato in causa per meglio definire e dare attuazione al suo piano di vita.
Ma quando termina realmente l’adolescenza e si incomincia ad essere adulti a tutti gli effetti?

Sergio Cherubini

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