“Ho trovato questo libro bellissimo,
unico! Mi ha trasmesso molte emozioni...
L’ho trovato molto forte perché rappresenta
la vita quotidiana dove può accadere
di tutto e dove si hanno accanto persone
che ti amano nel bene e nel male! Faccio
i complimenti all’autore e consiglio
di fare un film su questa storia anche in
Italia!” così esclama Giulia.
Qualcuno, tra i ragazzi, lo trova un po’ scontato e troppo commovente...
Cristina è più critica: “Un libro delicato e poetico. Dolce,
si lascia leggere e coinvolge fino alla fine. Il tema trattato però non é molto
originale e, tranne in qualche punto, l’autore non è riuscito (come
forse intendeva) a suscitarmi emozioni particolarmente intense quanto piuttosto
una continua e ovattata sensazione di perdita e malinconia”.
Si spiega il successo in Giappone e ora nel mondo di questa breve storia di due
ragazzi perché é , insieme, moderna e senza tempo. L’esperienza
del primo amore rimane indimenticabile e, per molti, incide su tutta la vita.
Il racconto si presenta come il diario di Sakutaro, in cui si susseguono i momenti
di incontro e i dialoghi con la ragazza Aki. Il periodo del loro innamoramento
non é lungo, dai 14 ai 17 anni, ma spontaneo e intenso, fino a sentirlo
come il massimo dono tra due persone.
Aki si svela gradualmente. Si erano incontrati per la prima volta in seconda
media e, per un capriccio della sorte, erano stati assegnati alla stessa classe
e nominati rappresentanti degli studenti. Il loro primo incarico fu di far visita
ad un compagno ammalato. Comprano fiori e biscotti. In ospedale parlano dei loro
genitori, appassionati di letteratura. Intuiscono che hanno interessi e gusti
comuni. Piace andare a spasso insieme. “ Passeggiavamo mantenendo la giusta
distanza che deve esserci fra un ragazzo e una ragazza delle medie. Eppure dai
suoi capelli saliva un vago profumo dolce di shampoo o forse di balsamo.
(...) Ci avventurammo su per dei gradini di pietra scavati in una terra rossiccia...
- Ortensie, amo i fiori di ortensia, disse lei estasiata. Quando saranno sbocciati,
verrai con me a vederli? “
I migliori frutti del mondo
E’ il primo episodio in cui Aki
comincia a far cambiare l’amico.
Come per il rock , “ che fa scoppiare
la testa e nella recita annuale di classe,
in cui i due vengono scelti per Romeo e
Giulietta.
In terza media si trovano in sezioni diverse,
ma la simpatia aumenta. Lei lo chiama come
la madre nei momenti di tenerezza. Comincia
a fargli leggere il diario, anche con particolari
intimi , le misure seno-vita-fianchi. Ma
deve aprirlo solo a casa! Lui frequenta
la casa di Aki e conosce di più i
genitori.
Fanno dei pic-nic assieme. Verso l’estate
le giornate si stanno allungando e, tornando
da scuola, cambiano sempre strada, in un
fresco profumo di verde appena sbocciato.
Dal tempio, dove si danno appuntamento
, si spingono lungo il fiume, dove i pesci
guizzano a pelo d’acqua e all’imbrunire
si sentono gracidare le rane. “Ogni
tanto, dove non c’era nessuno, ci
baciavamo sfiorandoci appena le labbra.
Ci piaceva baciarci di sfuggita, di nascosto
da tutti. Era come rubare la parte migliore
dei frutti che offre il mondo”. Così Sakutaro
ricorda quei giorni.
Amare
una persona
Ma anche negli anni più felici
e sognanti capitano momenti difficili.
E’ la vita, dice il diario di Sakutaro.
Eppure l’amore, se è vero
amore, invece di finire, si rafforza e
lo scambio affettivo fra i due diventa
più intenso e duraturo.
Lascio al lettore del romanzo scoprire
questo nei capitoli terzo e quarto, dove
il significato fondamentale della storia
viene espresso apertamente, quando accade
un fatto determinante, che spezza quello
che poteva sembrare il corso normale e
desiderato della loro vita. E’ la
risposta all’interrogativo: cos’è amare?
Molti pensano che sia piacere, interesse,
soddisfazione personale. “ Ma amare
una persona significa pensare che lei viene
prima di tutto. Se non avessimo abbastanza
cibo, darei a te la mia parte. Se avessimo
pochi soldi, piuttosto che acquistare qualcosa
per me, compererei quello che tu desideri.
Se mangi qualcosa di buono tu, é come
se avessi la pancia piena anch’io.
Se sei felice tu, allora lo sono anch’io.
Questo significa amare una persona. Credi
che esista qualcosa di più importante?
A me non viene in mente nulla.”
Lettura docile e discreta
La finale del romanzo é breve,
commovente, misteriosa. Il gesto che Sakutar?
compie é sacro
per l’unione della vita e della morte
con la pienezza divina del cosmo e, soprattutto,
per la felicità totale che l’amore
per Aki gli dona nel ricordo e per sempre.
Tra i commenti critici pubblicati preferisco: “Ho letto Gridare amore
dal centro del mondo di Katayama. Una premessa. Ridurre in vincoli di genere
un romanzo love-story significa imporre vincoli pressanti e rischiosi
alla lettura e alla scoperta della lettura. Ugualmente riassumere la cosiddetta trama ritengo
sia lavoro improbo e improbabile tempo per qualsiasi prodotto letterario onesto
e dignitoso”.
Si puntualizza anche il linguaggio originale dell’autore giapponese: “È il
punto di vista del narratore, lo stesso Sakutaro, a tessere razionalmente l’ordito,
fitto di riflessioni mai concluse, mai determinanti: un romanzo che si ascolta
, che domanda, e si rimane solenni ad attendere quel che pur la voce mai tace,
ma sin dal principio rivela la verità delle prospetttive, in modo sottile
e insinuante, senza che nessun senso si proclami re stupido o ansioso e arrogante
principe di giudizio”.
Conclude in modo poetico la sua valutazione. “La storia di Aki e Sakutaro
merita una lettura docile
discreta, ogni parola sfuma nel tutto, miracoloso senso di fusione e completezza
del racconto. Storie scritte, incise, dipinte con pudore nel paesaggio naturale,
paradigma narrativo che investe l’autore di privilegi figurativi non riducibili
al tratto figurativo, ma fa del segno una ricostruzione del mondo”.
Pur
nella diversità di cultura e di
linguaggio tra noi e il Giappone, il romanzo
di Katayama afferma il fascino e la profondità della
letteratura d’Oriente. In modo particolare
la forza di un sentimento, che rimane sempre
vivo nel cuore di giovani e adulti.
Severino Cagnin
KYOICHI
KATAYAMA
Il The Japan Times ha definito la sua ultima opera “ il romanzo
giapponese più venduto di tutti i tempi”. Nato nel 1959 era già un
autore affermato con numerose opere di successo.
Con Gridare amore dal centro del
mondo é divenuto una star,
l’autore di tendenza, amato dal
pubblico giovanile e non solo. Dal
racconto è stato tratto un film,
una popolarissima serie televisiva
e addirittura un manga, con pubblicità digitale.
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