Il conto alla rovescia continua inesorabile.
Il traguardo dei 100 giorni è ormai
stato tagliato da un pezzo e gli esami
si avvicinano sempre di più.
Con gli esami di maturità si pone un punto ad una delle esperienze più straordinarie
e tormentate, faticose e indimenticabili della propria storia: i cinque lunghi,
tortuosi, ma sempre avvincenti anni della scuola superiore.
La commozione non si trattiene pensando agli amici che non si vedranno più e
a tutti i giorni trascorsi insieme, si tira però al contempo anche un
bel sospiro di sollievo, sapendo di non dover più rivedere più prof.
tanto antipatico con le sue atroci interrogazioni.
Tra poco lo zaino sarà pronto per le vacanze e nuove avventure si preparano
all’Università.
Prima, però, bisogna superare l’ultimo e più grande ostacolo:
l’esame di maturità.
Basta con gli esami farsa e “fatti
in casa”
Giuseppe Fioroni, il nuovo ministro della
pubblica istruzione, appena nominato alla
poltrona del Consiglio dei ministri si è subito
rimboccato le maniche, dando vita alla
riforma per gli esami di maturità.
Da quest’anno, le regole del gioco
cambieranno.
L’intento con cui il ministro è intervenuto
sulla questione è chiaro e si può riassumere
con una parola: serietà. «Quello
di quest’anno è un esame di
maturità che ritorna serio - spiega
Fioroni ai giornalisti - che dà ai
ragazzi la sicurezza di aver fatto un percorso
scolastico in grado di far loro proseguire
gli studi o di entrare nel mondo del lavoro
a testa alta, con competenze e capacità».
Gli strumenti per garantire più spazio
alla serietà, di cui si vorrebbe
rivestire l’esame di stato, sono
tre: aumenta il numero massimo di crediti
da poter conseguire durante gli ultimi
tre anni di scuola, si reintroduce l’ammissione
agli esami e ritornano i commissari esterni.
La commissione mista
A far tremare le vene nei polsi degli studenti è proprio
il ritorno dei commissari esterni.
Da ormai cinque anni erano i propri professori
a correggere le tre prove scritte e a interrogare
durante l’ultima prova orale. La
paura per l’esame si percepiva comunque
in modo distinto, ma almeno ci si sentiva
più a casa. Erano noti i lati deboli
dei professori e le loro fissazioni, pertanto,
nonostante le incertezze del Fato e il
destino più o meno avverso, non
si faticava a trovare i giusti stratagemmi
per far bella figura, soffermandosi sui
temi che ai professori erano più cari.
A partire da quest’anno, la commissione
sarà composta da massimo sei docenti,
la metà dei quali saranno commissari
interni e l’altra metà commissari
esterni, oltre al presidente esterno, al
quale potranno essere affidate non più di
due classi.
La formazione della commissione mista dovrebbe
poter garantire una maggiore obiettività nella
valutazione, superando i soliti pregiudizi
da cui, in positivo e in negativo, tutti
gli studenti sono segnati, nonché garantire
una maggiore regolarità nello svolgimento
delle prove (insomma, meno suggerimenti
e facili scappatoie).
La parola agli studenti
Questa novità non nasconde certamente
un rischio palese: chi ci si troverà davanti?
Saranno proff. pignoli o più accomodanti
del previsto?
«I nostri professori ci stanno preparando al peggio, non si può sapere
chi arriverà e come si comporterà. Questo aumenta molto la tensione»,
racconta Antonella all’ultimo anno del liceo scientifico. Chi come lei è in
preda al panico, però, si può tranquillizzare grazie alle parole
di una professoressa che ammette: «per esperienza, in sede d’esame
i professori esterni non hanno motivo di fare le canaglie: perché inimicarsi
la piazza? Come hanno sempre fatto, gli esterni chiederanno ai colleghi interni
la situazione di ciascun alunno e si adegueranno».
Daniela, del liceo classico, non ha dubbi,
la riforma è necessaria per restituire
dignità al sistema scolastico: «spiace
anche a me dover affrontare la maturità in
presenza di una commissione mista, ma bisogna
ammettere che questo duro cambiamento ci
voleva. Sono d'accordo con chi pensa che
tutta questa fretta nell'attuarla è controproducente,
però è un segno importante.
L'istruzione in Italia è calata
di livello, il diploma non può essere
solo un pezzo di carta. Questa maturità dà la
possibilità di valorizzare il nostro
impegno». Non appare dello stesso
parere Matteo, che, al contrario, afferma
con tono più scoraggiato: «I
programmi che gli studenti firmano a fine
anno non hanno alcun significato, sono
una pura formalità e spesso troppo
generici. I professori non sono tutti uguali
fra loro e le conoscenze che richiedono
cambiano notevolmente da persona a persona.
Alla fine ne farà le spese soltanto
chi realmente studia. Una commissione esterna
non boccerà uno studente che gli
interni non vogliono bocciare, mentre potrà benissimo
abbassare il voto a chi si è spezzato
la schiena per 5 anni».
In previsione del batticuore causato dai
commissari esterni, il sito di www.studenti.it
ha riservato uno spazio ideato per l’occasione.
In questo sito si possono schedare i professori,
indicando di ciascuno “severità”, “formalità” e “domande
tipiche” e offrire utili consigli
ai propri amici studenti che potrebbero
ritrovarsi proprio quel prof. agli esami
o cercare informazioni utili riguardo i
propri commissari esterni.
Le altre novità: l’ammissione
e il numero dei crediti formativi
Già da quest’anno, inoltre,
sarà ripristinata l’ammissione
agli esami, che non avverrà più d’ufficio
come negli anni precedenti.
Fino all’anno scorso, infatti, già l’essere
stati promossi al quinto anno garantiva,
con un anno d’anticipo, l’accesso
alle prove d’esame e quindi la possibilità,
fino alla fine, di superare anche l’ultimo
anno.
Con la riforma Fioroni, invece, saranno
ammessi alla maturità solo quegli
studenti che avranno superato lo scrutinio
finale e saldato i debiti formativi contratti
negli anni scolastici precedenti. Tale
disposizione, però, sarà introdotta
con gradualità e per chi sosterrà gli
esami nell’estate del 2007 e del
2008 non sarà applicata la disciplina
relativa ai debiti. In poche parole, ancora
per due anni pur ritornando l’ammissione
agli esami si terrà conto di una
valutazione complessiva del ragazzo, dal
2009, però, diverrà indispensabile
raggiungere la sufficienza in tutte le
materie.
Un'altra importante innovazione, anche
questa a pieno regime da giugno 2009, riguarda
il conteggio complessivo dei crediti. Bisogna
attendere due anni perché i crediti
relativi al curriculum scolastico aumentino
da 20 a 25. Le tre prove scritte daranno
diritto ad un massimo di 45 crediti e per
l’orale si passerà da 35 a
30 punti.
Il punteggio massimo di 100/100 potrà già da
quest’anno essere coronato dalla
lode, per chi raggiungerà il massimo
punteggio senza usufruire di nessuno dei
5 punti bonus.
Questa innovazione trova tutti d’accordo.
La fatica e il duro lavoro del quotidiano
sarà premiato un po’ di più,
nonostante i 3/4 del punteggio totale rimangano
tuttora destinati alle prove d’esame.
Che cosa rimane come prima
I cambiamenti della riforma non riguardano
in nessun modo le modalità delle
tre prove. Almeno in questo caso si potranno
dormire sogni sereni.
Come sempre, la prima prova sarà comune
a tutte le scuole, la seconda, caratterizzante
il corso di studi, sarà diversificata
in base all’indirizzo seguito (quest’anno
matematica allo scientifico e latino per
il classico), e per la terza bisogna essere
pronti a tutto e prepararsi in tutte le
materie per rispondere ai quesiti scelti
da ogni singola commissione.
L’ultimo sforzo lo richiede la prova
orale, a cui bisogna prepararsi con cura,
possibilmente presentando un proprio lavoro
di ricerca con cui avviare il colloquio.
Come già da alcuni anni, la rete
pullula di siti prodighi di consigli e
suggerimenti, disponibili ad offrire una
mano… ma anche appunti, tesine,
e soluzioni delle prove pochi minuti dopo
l’apertura delle buste.
Cambia l’esame, ma non muta la paura,
le notti insonni per gli ultimi ripassi,
i mille stratagemmi per assicurarsi la sopravvivenza,
dalla cartucciera al cellulare-salva-vita,
dal posto in fondo all’aula a quello
vicino al secchione della classe, e poi..
in bocca al lupo a tutti!
Claudia Pedone
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