YouTube e
dintorni
Dove avete messo le cassette con i video della vostra infanzia? Il primo bagnetto,
la prima Comunione, la straziante recita natalizia? Proprio quelle di cui vi
vergognate terribilmente e che sapete spunteranno fuori il giorno della vostra
laurea?! Beh! Se ci mettete su una bella colonna sonora, potete caricarla su YouTube e
farete un figurone, invece!
Sì, perché YouTube per chi non lo sapesse ospita sulle
sue pagine web video di tutti i tipi (ma proprio tutti!).
È un sito nato appena due anni fa dall’idea di due colleghi di lavoro,
Chad Hurley e Steve Chen, diventato in breve tempo uno dei fenomeni della rete,
tanto da aver acquisito nel giro di pochi mesi il valore stratosferico di 1,65
miliardi di dollari, cifra spesa da Google per comprare il sito.
YouTube è una grande videoteca online con oltre 100 milioni di
video visualizzati ogni giorno e 20 milioni di utenti al mese. Un’enormità!
L’idea che sottostà al sito è semplice ma geniale: condividere
con il mondo i propri video autoprodotti. Basta iscriversi ed ottenere un accesso
per poter “uploadare” (caricare in rete) qualsiasi filmato, preferibilmente
di breve durata.
La visualizzazione invece è totalmente libera. Sulla home page compaiono
a rotazione i video più cliccati. Per chi ha già le idee chiare
su ciò che vuole vedere, la ricerca può avvenire per categorie
o inserendo una parola chiave.
Si può partecipare al sito votando e classificando i video preferiti.
In questo “mondo” sconfinato si può trovare davvero di tutto:
dai filmati demenziali a mini-commedie, da spot di politici famosi alle loro
parodie, dai cartoons ai videoclip.
Le hits
Per farvi qualche esempio, sappiate che
potrete trovare l’effetto esplosivo
del mix tra Coca cola e Mentos: intere
collane di video in cui giovani si industriano
a creare coreografie degne di celebri
film, con fontane frizzanti prodotte
da una semplice mentina.
Oppure, se volete rilassarvi, potete ammirare
i movimenti pigri di un piccolo bradipo
appena sveglio: l’elogio della lentezza!
Sempre in tema di animali, vi suggeriamo
il frustrante procedere di un gatto su
una ruota per guadagnarsi il suo cibo quotidiano.
Se invece siete appassionati di musica,
potete trovare il videoclip del vostro
cantante preferito o quello rifatto da
uno sconosciuto e stonato fan (con balletti
di dubbio gusto).
Se siete romantici, gustatevi lo strappalacrime happy
end di un amore impossibile tra una
giraffa ed una gru meccanica!
Chi è appassionato di real-tv può trovare
molte testimonianze in presa diretta di
recenti e note catastrofi naturali: chi
può dimenticare l’uragano
Katrina, il disastro dello Tsunami in Asia
orientale o il raggelante schianto degli
aerei sulle Twin Towers?
“Bullo” il video
YouTube è salito agli
onori delle cronache per alcuni video
scandalo pubblicati sulle sue pagine.
Primo tra tutti il ragazzo down picchiato
da suoi compagni in una scuola media;
accanto altri film violenti prodotti
da attori e registi preadolescenti.
In occasione di questo si è parlato
di un aumento della violenza tra i giovani
ed è parso che Internet stesso fosse
complice e causa di questa tendenza.
È davvero così? I bulli ci sono sempre stati come fenomeno sicuramente
deviato, sebbene legato ad un momento particolare della crescita, in cui i
problemi si risolvono a pugni e le tensioni si scaricano sui più deboli
per affermare se stessi.
Secondo Carlo Formenti, docente di Teorie
e tecniche dei nuovi media e giornalista
del Corriere della Sera, il nodo cruciale
non risiede in un aumento della violenza
tra i giovani causato dall’imitazione
di situazioni aggressive. Quest’ultima è frutto
di una degenerazione della società nel
suo complesso, che Internet si limita a
rispecchiare più che a promuovere.
La vera novità risiede nel fatto
che si creino appositamente situazioni
limite al solo scopo di riprenderle e pubblicarle.
Non cresce il bullismo ma l’esibizionismo
e si lacerano i confini tra realtà e
finzione: la vittima è picchiata
sul serio e il film è fatto!
La realtà solo virtuale
A confondere le idee e rendere incapaci
di distinguere la gravità e il
significato degli atti cui si assiste è la
coesistenza di situazioni profondamente
diverse mescolate all’interno dello
stesso contenitore. Con un solo click
si passa tranquillamente dallo sgozzamento
di un prigioniero al video dei Simpson.
Cosa differenzia un film costruito e montato
da un fatto realmente accaduto e immortalato?
Su YouTube, niente. I video scorrono
senza lasciare il tempo di rileggere e
digerire emotivamente ciò che si
vede. Ci si lascia trasportare dal flusso
di un enorme mole di frame che
crea un gran guazzabuglio. «Si verifica
una sorta di neutralizzazione della percezione – sostiene
Formenti – tutto ciò che compare
in video diventa fiction e così non
si è più capaci di distinguere
realtà e finzione. Si abbassa, insomma,
la soglia di consapevolezza del grado di
realtà delle immagini».
Al contempo, però, lo “show”è l’unica “realtà”.
Degno di nota è solo quanto viene
filtrato dall’obiettivo; prova ne
sono i vari reality capaci di rendere spettacolare
la banalità e generare interesse
per normali attività domestiche
con una telecamera. Viceversa, Internet
diventa sempre più un polo di attrazione
per chi è scontento della propria
realtà in carne ed ossa e ne costruisce
una perfetta in bit.
Il palmo dell’uomo si conforma sempre
di più ai supporti di registrazione
video. «Riprendere è diventato
un riflesso condizionato. Non si seleziona
l’oggetto della ripresa, tutto deve
essere im-mortalato; - continua Formenti
- c’è un rifiuto della mortalità degli
eventi. Ordinariamente ciò che accade
non esiste più, se non nella nostra
memoria. La messa in video è “un’imbalsamazione” del
reale, la strenua resistenza al flusso
temporale. In rete si crea una “memoria
totale”, un archivio in cui tutto è contemporaneo
e svanisce la dimensione del tempo in un
eterno presente».
YouTube: un sito pieno di risorse
Vi siete chiesti come è possibile
tirare avanti la baracca di YouTube se è gratuito
iscriversi, caricare e guardare i video?
Il meccanismo è uguale a quello
che regola gli introiti dei vecchi mass-media.
Come la Tv rivende gli ascoltatori agli
insersionisti pubblicitari, così YouTube fa
affari d’oro garantendo agli sponsor
milioni di visitatori incollati al monitor
per lungo tempo.
Inoltre, la diffusione della banda larga
e delle tecnologie user-friendly (facili
da usare), sempre a portata di mano, permette
un aumento esponenziale di prodotti creati
dagli utenti. Analizzando questo materiale
le case discografiche e Hollywood conducono
ricerche di mercato e indagini a basso
costo per sondare i gusti e le tendenze
del momento. In più, possono scoprire
nuovi talenti senza girare il mondo, osservando
in rete i videoclip di autopromozione delle
giovani band e ammortizzando le perdite
subite a causa della musica scaricata illegalmente.
Un
saluto a tutti, ci si vede… su YouTube!
Gianluca Marasco e Claudia Pedone
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