In questo numero
ESERCITAZIONE SUL "PUNTO DI VISTA" di Susanna Conti

Il prof. ha delle ragioni...
che lo studente non conosce.


Alcuni mesi fa* abbiamo lasciato due personaggi a terminare il loro anno scolastico, uno da professore e l’altro da studente. L’anno era il primo di liceo scientifico, il professore era il prof. Bo e lo studente era Marco.

Una storia che continua
Purtroppo e per fortuna, il prof. Bo e Marco si sono ritrovati in seconda. Per fortuna perché Marco è stato promosso in seconda, purtroppo perché il prof. Bo non è andato a insegnare all’università o a realizzare qualche meraviglioso progetto di filologia o di linguistica testuale. A settembre tutti di nuovo assieme, 20 studenti (fra i quali Marco) e il professore. 15 studenti con il debito di latino.
A dicembre 14 studenti hanno ancora il debito di latino. Non è che dall’11 al 20 settembre non ci sia stato ripasso: ma intanto il professore ha spiegato finaliconsecutivedichiarativevolitivecausali […], insomma un quadro generale di tutta la sintassi. Quadro che ovviamente padroneggia soltanto lui. E al compito per saldare il debito ha preso sei un unico studente (il quale, per una botta di fortuna, doveva aver tradotto proprio quella versione – la “solita morte di Cesare” – in qualche lezione privata).

La ragione e il torto, per esercizio
Marco e Bo sono personaggi reali (anche se uno come Bo sembra “esagerato” e irealistico). Però li renderemo due personaggi di fantasia, allo scopo di avviare un esercizio di scrittura. Avvertenza: se sintassi e latino si sostituiscono con termodinamica e con fisica, il senso non cambia.
Si tratta di un esercizio che avevano inventato i retori classici, quelli che insegnavano come realizzare discorsi perfetti. In particolare, ai futuri avvocati e politici insegnavano come realizzare discorsi perfetti convincenti. Oggi questo esercizio può funzionare benissimo per preparare un testo argomentativo.
Argomentare significa trovare le ragioni a favore di qualcosa (per convincerne gli altri). Paradossalmente è ancora più utile trovare le ragioni contro, per ribaltarle o per vedere se è il caso di fare qualche mediazione. Ancora meglio è considerare una questione da punti di vista opposti, così ci si può preparare a controbattere tutte le obiezioni.
La questione è la scuola. Il punto di vista a sinistra nella tabella è quello di Marco. Il punto di vista opposto è quello del prof. Bo. La questione viene smontata in diverse sottoquestioni. L’esercizio consiste in questo: scrivere le opinioni a confronto, imparando a mettersi nei panni di Marco (è fin troppo facile) e anche in quelli di Bo.


* Nell’articolo Lettera a una professoressa.

Susanna Conti

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