Alcuni mesi fa* abbiamo
lasciato due personaggi a terminare il
loro anno scolastico, uno da professore
e l’altro da studente. L’anno
era il primo di liceo scientifico, il professore
era il prof. Bo e lo studente era Marco.
Una storia che continua
Purtroppo e per fortuna, il prof. Bo e
Marco si sono ritrovati in seconda. Per
fortuna perché Marco è stato
promosso in seconda, purtroppo perché il
prof. Bo non è andato a insegnare
all’università o a realizzare
qualche meraviglioso progetto di filologia
o di linguistica testuale. A settembre
tutti di nuovo assieme, 20 studenti (fra
i quali Marco) e il professore. 15 studenti
con il debito di latino.
A dicembre 14 studenti hanno ancora il
debito di latino. Non è che dall’11
al 20 settembre non ci sia stato ripasso:
ma intanto il professore ha spiegato finaliconsecutivedichiarativevolitivecausali
[…], insomma un quadro generale
di tutta la sintassi. Quadro che ovviamente
padroneggia soltanto lui. E al compito
per saldare il debito ha preso sei un unico
studente (il quale, per una botta di fortuna,
doveva aver tradotto proprio quella versione – la “solita
morte di Cesare” – in qualche
lezione privata).
La ragione e il torto, per esercizio
Marco e Bo sono personaggi reali (anche
se uno come Bo sembra “esagerato” e
irealistico). Però li renderemo
due personaggi di fantasia, allo scopo
di avviare un esercizio di scrittura.
Avvertenza: se sintassi e latino si
sostituiscono con termodinamica e
con fisica, il senso non cambia.
Si tratta di un esercizio che avevano inventato
i retori classici, quelli che insegnavano
come realizzare discorsi perfetti. In particolare,
ai futuri avvocati e politici insegnavano
come realizzare discorsi perfetti convincenti.
Oggi questo esercizio può funzionare
benissimo per preparare un testo argomentativo.
Argomentare significa trovare le ragioni a favore di qualcosa (per
convincerne gli altri). Paradossalmente è ancora più utile trovare
le ragioni contro, per ribaltarle o per vedere se è il caso
di fare qualche mediazione. Ancora meglio è considerare una questione
da punti di vista opposti, così ci si può preparare a controbattere
tutte le obiezioni.
La questione è la scuola. Il punto
di vista a sinistra nella tabella è quello
di Marco. Il punto di vista opposto è quello
del prof. Bo. La questione viene smontata
in diverse sottoquestioni. L’esercizio
consiste in questo: scrivere le opinioni
a confronto, imparando a mettersi nei panni
di Marco (è fin troppo facile) e
anche in quelli di Bo.
* Nell’articolo Lettera
a una professoressa.
Susanna Conti
Per leggere tutto
l’articolo abbonati
subito a Dimensioni Nuove
|