In questo numero

SORELLA ACQUA di Paola Busso    

L’acqua minerale è presente su tutte le tavole.
Una moda nazionale che non conosce
età e differenze di ceto.
Eppure, quanti sanno che
non tutte le acque sono uguali?


Con 155 litri pro-capite all'anno, gli italiani sono i primi consumatori europei di acqua minerale. I giacimenti di acqua da imbottigliare rappresentano un'invidiabile ricchezza naturale per il nostro Paese, secondo soltanto alla Germania. Eppure, nonostante il primato, si beve poca acqua in bottiglia: neanche 40 cl al giorno per persona. Certo è che i nutrizionisti consigliano di bere quotidianamente almeno 1 litro e mezzo di acqua. Una quantità indispensabile per mantenere integro il patrimonio idrico del nostro organismo. Il corpo umano è immerso nell'acqua, dalla più piccola cellula, che è composta principalmente da acqua, all'organismo nella sua integrità.
Il corpo di una persona adulta è composto per circa il 65% di acqua, che equivale a 45 litri. La percentuale più alta di acqua si ha nel giovane uovo multicellulare subito dopo la fecondazione: il 90% ; nel neonato dal 75% all'80%, in un quarantenne dal 60% al 70% , in un settantenne dal 50% al 55%. È facile allora intuire l'importanza dell'acqua sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo per un perfetto funzionamento dell'organismo umano. Viene quasi da dire: più si beve, più ci si mantiene giovani.
Nella sua vita, l'uomo per poter funzionare, deve bere circa 25.000 litri d'acqua, circa seicento volte superiore al suo peso corporeo; certo che l'assunzione di acqua inquinata, calcarea o ferrosa, comporta disturbi alla salute, mentre l'introduzione di acqua pura genera benessere.
Inoltre, il corpo di un uomo adulto elimina acqua attraverso le urine, le feci, la sudorazione e la respirazione. Con le urine un adulto medio elimina circa 1,3 litri al giorno. Per non parlare poi del sudore che è il principale meccanismo attraverso il quale il nostro organismo mantiene l’equilibrio termico: l’evaporazione del sudore fa raffreddare la nostra cute e, conseguentemente, il nostro corpo. Per questo, d’estate occorre bere ancor più acqua sana.
Tutte queste uscite sono compensate bevendo (1300 ml al giorno), mangiando (900 ml) e per 300 ml dal metabolismo che mediante l'ossidazione produce un po’ d’acqua.
Ma quale acqua prediligere? È giusto per la salute, preferire l'acqua in bottiglia a quella del rubinetto?
Affinché un'acqua possa essere considerata potabile, dev'essere priva di colore e di odore, chiara e fresca (solo l'acqua fredda è potabile – nell'impianto dell'acqua calda l'acqua sovente rimane troppo a lungo ad una temperatura che è ottimale per lo sviluppo di batteri).
Secondo un decreto del 1992 sono dette minerali le acque che "avendo origine da una falda o da un giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute".
I controlli sulle acque potabili sono identici, se non superiori, ai controlli sulle acque minerali. Tuttavia, l'acqua imbottigliata in Italia è la più naturale, perché deve essere esente anche dai prodotti chimici che, come il cloro, si utilizzano nei processi di potabilizzazione. L'acqua in bottiglia, inoltre, sta in ambiente confinato, la bottiglia chiusa, di cui è certificata l'igiene. L'acqua del rubinetto invece è come se arrivasse al consumatore in un contenitore aperto: passa attraverso una condotta che può, per esempio, avere un guasto. Per questo le si aggiunge un disinfettante di cosiddetta copertura igienica, che può far fronte a una possibile contaminazione.
Un'importante differenza fra acqua in bottiglia e potabile riguarda il contenuto di sali minerali (il famoso Residuo fisso) che deve essere tale da consentire il consumo quotidiano per consumi domestici, quindi deve essere particolarmente "leggera". L'acqua in bottiglia poi, si distingue in tre categorie: oligominerali, con un residuo fisso in sali minerali pari a 500 mg per litro, più adatta al consumo abituale; minerale, (500-1500 mg/l di residuo fisso), e fortemente minerale, (più di 1500 mg per litro di sali).
Ecco perché sarebbe meglio scegliere l'acqua minerale di tutti giorni tenendo conto anche della sua caratteristica composizione in sali, che può essere più o meno indicata per le esigenze individuali. 
I contenuti di minerali, oligoelementi ed altri elementi sono tipici per ogni singola fonte. Grazie a questa specifica composizione l'acqua può avere degli effetti salutari. Questo vale sia per l'acqua minerale sia per quella normale. La differenza consiste nel fatto che l'acqua minerale è esplicitamente esaminata con riguardo a questi effetti (decreto Ue 88/777). Ogni acqua, a parte quella distillata, ha un naturale contenuto di sostanze minerali. Nelle persone sane che si alimentano in modo equilibrato (che mangiano regolarmente frutta, verdura, latticini ed integrali) il fabbisogno di sostanze minerali è già coperto per cui, costose bevande integrative non sono necessarie; chi per abitudine preferisce l'acqua minerale dovrebbe essere consapevole che lo fa per il sapore, e soprattutto che l'acqua non è migliore e più sana solo per il fatto che sull'etichetta c'è scritto acqua minerale, infatti, occorre controllare cosa c'è realmente dentro l'acqua.
Ma è meglio l’acqua gasata o quella naturale?
A prescindere da considerazioni organolettiche, l'acqua gasata (addizionata cioè di anidride carbonica) si conserva più a lungo (il gas impedisce lo sviluppo di microrganismi) ed è più dissetante, facilita la digestione e crea la vasodilatazione del palato con un potenziamento delle papille gustative. Il risultato è una maggiore sensibilità ai sapori. Il gas, però, può gonfiare e dare qualche problema a chi soffre di acidità o di disturbi gastrici o intestinali.
Per questo occorre berne con moderazione, senza dimenticare però che l’importante è bere sempre molta acqua!

Paola Busso

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