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CHROME: GOOGLE CONTRO TUTTI di Stefano Moro
 

 

L'epoca in cui era “solo” il miglior motore di ricerca è lontana, con la sua marcia inarrestabile BigG ha ormai pervaso il mondo del web e non solo. Due esempi su tutti: l'ingresso nel mondo dei cellulari, con il promettente progetto Android, ed il lancio del satellite GeoEye-1 marchiato Google. Da quando Google è diventato BigG, la sua presenza si è estesa dalla ricerca alle mappe, alle news, ai video, ai blog, alla posta elettronica, alle foto, ai social network, alla chat e a molto altro. Ed oggi, con Chrome, Google è anche browser.
Chrome è arrivato in un momento in cui la battaglia fra i browser era in pieno svolgimento e Firefox 3 sembrava destinato ad essere il competitore principale di Internet Explorer, continuando ad erodere quote di mercato alla multinazionale di Redmond. Secondo Net Applications, ad agosto 2008 il primo posto indiscusso era sì sempre occupato da IE con il suo consistente 72% della grande torta dei browser, ma Firefox lo seguiva ormai con un promettente 20%, tenendosi dietro Safari con il 6% e Opera con lo 0,74%. E se lunga e faticosa è stata la battaglia di Firefox, con l'innovazione della navigazione multi-scheda ed i buoni risultati in termini di prestazioni e sicurezza della navigazione, è impressionante registrare l'ingresso brutale di Chrome nelle statistiche, con la conquista dell'1% della torta in pochi giorni dal lancio della versione beta.

Perché Chrome dovrebbe far paura ai suoi competitori?
Il primo motivo è che quando si muove Google succede il finimondo e, tra elogi smisurati e critiche apocalittiche, tutti ne parlano e anche i profani si interessano all'ultima novità di BigG. Il secondo motivo e che Chrome, fin dalle prime versioni beta, è sembrato subito un ottimo browser. Caratterizzato da un design minimale, il nuovo browser prende il meglio dei suoi competitori, cercando di migliorarne prestazioni e facilità d'uso. E' essenziale e mostra le poche cose che davvero servono, permettendo comunque all'utente più esperto di configurare e monitorare ogni dettaglio. La barra degli indirizzi permette di scrivere i tradizionali indirizzi web, ma funziona anche come casella di ricerca, con funzionalità aggiuntive di suggerimento e auto-completamento. La navigazione multi-scheda è molto intuitiva, con la particolarità di visualizzare sulle nuove schede le preview dei siti più utilizzati, e la funzionalità di navigazione “riservata” non lascia tracce sul pc in uso. Ma sono tante le chicche di questo nuovo browser e il modo migliore per scoprirle è scaricarlo e provarlo.

Perché Chrome dovrebbe far paura ai suoi utenti?
Sebbene molte critiche iniziali siano state recepite, e siano state corretti sia la licenza d'uso che alcuni bachi software di sicurezza, ancora una volta sono la privacy e l'invadenza di Google a preoccupare gli utenti. Particolarmente inquietante è il continuo scambio di informazioni tra Chrome ed i server di Mountain View, dovuto in buona parte alle funzioni di auto-completamento della barra degli indirizzi, problematica da cui in realtà non è esente neppure il nuovo Firefox. Non stupisce comunque che la Electronic Frontier Foundation (EFF) sottolinei il rischio che con questo browser i “forzieri di Google” si arricchiscano ancor di più di informazioni private sul nostro uso del Web. Molto dipende da quante informazioni Google voglia conservare e per quanto tempo, anche in considerazioni dell'attenzione che l'Unione Europea sta recentemente ponendo sulle attività di BigG in relazione alla nostra privacy.

Perché Google fa paura?
Piace e fa paura, questa è la verità. Google si muove bene sia dal punto di vista tecnologico che da quello commerciale, basti pensare alla mossa di marketing del lancio di Chrome con il fumetto “sfuggito” via mail. Ma fa paura. Sul web quasi tutto passa per Google. Si espande in modo impressionante, lancia progetti colossali con frequenza sorprendente e, soprattutto, raccoglie una quantità spropositata di dati e informazioni che ci riguardano. Da BigG a BigBrother il passo sembra breve.

Stefano Moro

www.timeandmind.com