In questo numero
ERASMUS MUNDO: INCONTRO DI CULTURA E CULTURE di Claudia Pedone

Dopo vent’anni dalla nascita
dei viaggi studio per l’Europa,
promossi dal progetto Erasmus,
gli orizzonti della cultura
e dell’incontro dei popoli si allargano,
valicano i confini dell’Unione europea
e fanno spazio a studenti di altri continenti.


“«Quando ho preso l’aereo per Parigi, mi sono commossa. Ho pianto un po’, ma come ho sempre fatto tutte le volte che ho lasciato la mia città per andare a studiare fuori», racconta Jíalí. «Quando son partito io, invece, è stata la mamma a mettersi a piangere. Era triste, ma piangeva anche di gioia perché andavo a studiare in Europa», risponde Léonce.
Jíalí è nata a Guangzhou, una città della Cina del sud, già da qualche tempo, però, aveva lasciato la sua casa per trasferirsi a Shanghai e studiare “Archeologia e museologia dell’antica Cina”. Léonce, invece, arriva dal Burkina Faso, dove studiava Storia e archeologia e si affaccendava in piccoli lavoretti qua e là. Sono due dei partecipanti al progetto Erasmus Mundus.
Arrivano da due parti opposte del mondo e si sono incontrati a Parigi, dove hanno trovato tutti gli altri compagni di studio provenienti da Europa, Africa e Asia.
Messico, Cina, Burkina Faso, Senegal, Camerun, Francia e Italia, sono questi i Paesi rappresentati dal gruppo di studio in “Tecniche, patrimonio, territorio dell’industria: storia, valorizzazione, didattica”. Cinque mesi di lezioni tutti insieme nella capitale francese, prima di partire un’altra volta in direzione Portogallo e poi di nuovo in rotta verso l’Italia, e più precisamente, verso Padova, dove il gruppo di studio si recherà dopo l’estate.
Hanno provato un po’ per caso, per lo più grazie ad un suggerimento o ad- un consiglio di un loro professore, non ci credevano più di tanto: «Si sa come vanno queste cose, vi partecipa sempre un sacco di gente ed è molto difficile vincere il concorso - racconta Léonce -- così ho inviato la domanda senza preservare alcuna aspettativa. Ho avuto molta fortuna. Questa è una grande occasione per me, posso conoscere l’Europa e fare spazio alle mie curiosità in ambito scientifico e su un piano culturale più ampio». Una busta inviata senza troppe attese cui segue una risposta davvero inaspettata.
Jíalí, invece, sapeva bene che cosa voleva: «Io adoro i miei studi e vorrei continuare a lavorare in questo settore. Così ho pensato che potesse essere una buona opportunità, un tour in Europa per approfondire la mia ricerca». Ventiquattro anni e tanta determinazione, per questa ragazza dagli occhi a mandorla che non si dimostra per nulla spaventata dal trovarsi a 9 mila km lontana da casa, «E quando terminerà questo progetto vorrei continuare a studiare un altro po’ all’estero prima di tornare in Cina. Negli Stati Uniti, per esempio. Sì, vorrei studiare negli USA».


Un progetto giovane
Accanto al programma ordinario e sufficientemente rodato, grazie al quale un numero sempre crescente di universitari (…per il 2010 se ne prevedono addirittura 3 milioni!) compie un’esperienza di studio all’estero, inizia a farsi spazio anche il più giovane Erasmus Mundus.
Le porte delle migliori Università europee si aprono a studenti provenienti da ogni angolo del pianeta e che, libri in spalla, iniziano un lungo viaggio che li porterà in giro per Paesi prima d’allora sconosciuti. Circa due anni lontani da casa saranno ben ricompensati da uno studio specialistico e di buon livello a spasso per il Vecchio continente e in compagnia di colleghi di tutte le razze e i colori. Sei mesi di studio in un Ateneo, prima di passare a quello di un’altra nazione e poi di un’altra ancora e scoprire stili d’insegnamento e di ricerca dalle sfumature e dalle caratteristiche differenti.
L’Unione europea stanzia dal 2004 delle borse di studio destinate a universitari già in possesso di un titolo d’istruzione che permetta l’accesso a studi universitari di secondo ciclo (lauree specialistiche e master universitari di primo o di secondo livello, per quanto riguarda il sistema italiano). Studenti europei ed extraeuropei possono partecipare al concorso ed ambire ad ottenere un posto in questo programma di dialogo culturale tra l’Europa e il Mondo. Dai 3.100 ai 21.000 euro all’anno, permettono a dei giovani, freschi di studio, di incontrare i propri colleghi che vivono dall’altra parte dell’emisfero e condividere con loro un tempo di comune approfondimento della specializzazione, lungo da uno a due anni, per un totale di 60 o 120 CFU.
Arte nei media, aeronautica, informatica, preistoria, management, bioetica, conservazione del patrimonio culturale e molti altri ancora sono gli ambiti dei corsi proposti dall’Erasmus Mundus.
Ce n’è per tutti i gusti e non c’è tempo per annoiarsi. L’itinerario di studi è lungo, ma scorre via velocemente, e ad ogni tappa si cambia paese. Ogni semestre si incontra una nuova lingua, un’altra Università, diverse culture e nuovi corsi. Una sosta di pochi mesi, prima di continuare questo vero e proprio viaggio nella cultura.


Multiculturalità
Certo, l’entusiasmo è grande, ma la nostalgia per genitori, amici e le proprie abitudini non tarda a farsi sentire. L’Europa è un altro mondo: troppo vecchio, per chi arriva dalla Cina, dove il progresso galoppa rapidissimo, o troppo freddo, per chi soffre per l’assenza del calore africano, del suo sole e dei suoi rapporti umani, diretti e affettuosi.
Se lo spossamento da Jet Lag svanisce in un paio di giorni, lo shock culturale, invece, tarda a lasciarsi assimilare. «Quando ho visto le metrò mi sono sembrate vecchissime. Qui i negozi chiudono troppo presto, da noi sono aperti anche tutta la notte. Non nego che spesso nei primi tempi mi sono trovata in difficoltà, poi ho imparato ad organizzarmi diversamente», racconta sorridendo la piccola cinese. «Quando entro nella metrò mi intristisco, è peggio di un cimitero, sembrano tutti di cattivo umore», spiega Léonce, camminando scalzo per casa, ma con giubbotto e cappello di lana in testa per ripararsi dal freddo.
Un ambiente completamente nuovo e nuovi metodi di studio. Lezioni, seminari, progetti da sviluppare, lavori di gruppo, ricerche in archivio, stages, esposizioni sui risultati del loro studio, tutto questo compone il dinamico piano di lavoro. A complicare il tutto, poi, una lingua ai più sconosciuta.
Dopo il primo periodo di completo disorientamento, però, anche questo scoglio pare essere facilmente superato. La necessità di dover comunicare nella vita quotidiana, con persone di altri paesi, unita alla frequenza dei corsi in Università e alla lettura dei testi di studio, stimola un apprendimento rapido della nuova lingua, anche se spesso resta per lo più ridotto alla comunicazione essenziale.
Testi e metodologie di studio da scoprire e confrontare tra loro. Ciascuno li giudica in modo differente: troppo brevi o eccessivamente duri. In ogni caso, sconosciuti. E non solo il sistema delle lezioni, anche la new technology, per alcuni, appare una vera e propria sfida: «Da noi non si utilizza molto internet – spiega Léonce – pensa che fino all’anno scorso non sapevo nemmeno aprire la posta elettronica».


Il viaggio della conoscenza
Tra i Paesi europei che hanno aderito all’Erasmus Mundus si può annoverare l’Italia, con la sua partecipazione da protagonista. Si contano, infatti, una quindicina di Atenei che svolgono il ruolo di coordinatori o collaboratori del progetto. Dall’Università di Bari al Politecnico di Torino, da Bolzano fino a Catania, passando per Venezia, Padova, Milano, Bologna e Pisa, solo per citarne alcuni. Ciascun’Università partecipa ad uno dei programmi approvati dal piano europeo, divenendo per circa un semestre l’anno il centro di studi di una classe di studenti di provenienza internazionale.
Con le porte dell’Europa si aprono le porte di una nuovo sapere, che potrà poi essere di nuovo investita da tutti questi giovani. C’è chi continuerà il suo viaggio alla ricerca della conoscenza, anche al di là delle colonne d’Ercole, e chi tornerà a casa arricchito da quest’esperienza. Ad ogni modo, l’Erasmus Mundus costruisce le basi per innalzare nuovi ponti e collegamenti di studio e ricerca in tutto il mondo. Il tesoro di cultura conservato nelle biblioteche dell’Europa si scuote di dosso la polvere del passato, accumulata negli inabitati archivi, per trovare un nuovo futuro, un sapere vivo che nasce dall’incontro delle diversità, realmente in dialogo tra loro.

Claudia Pedone

www.timeandmind.com